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giovedì 18 marzo 2010

BIO O NON BIO? QUESTO E' IL PROBLEMA (DI RONCHI)

“Sono contento perché nessuno ha detto di desiderare cibi biologici e prodotti equosolidali” così diceva il sindaco Ronchi il 13 febbraio. In tanti a Brugherio si erano chiesti di che cosa dovesse gioire il sindaco.
Forse pensa che solo i figli dei genitori di sinistra si nutrano di cibo biologico ed equosolidale? Oppure è felice perchè ritiene che migliaia di contadini di tutto il mondo non abbiano il diritto di lavorare con dignità ed equa remunerazione? Oppure ancora è favorevole a una agricoltura che inquina e produce alimenti bisognosi di aromi artificiali per acquisire un qualche sapore?
Evidentemente qualcuno deve avergli spiegato che anche i suoi figli e il loro futuro avrebbero tratto vantaggio e salute nutrendosi con alimenti sani, perché proprio in questi giorni ha voluto rassicurare i cittadini che nelle mense scolastiche almeno il biologico resterà (bontà sua!).
C’è però voluto un mese perché lo capisse e nel farlo è chiaramente emersa la verità su questo “sondaggio”; o meglio è venuta allo scoperto l’ennesima bugia del sindaco. Quel “nessuno” che lui tanto gioiosamente sbandierava quasi fosse un successo personale sono in realtà 357 genitori!

domenica 28 febbraio 2010

DIVIDE ET IMPERA!

Dividere i brugheresi su questioni pretestuose per esercitare senza ostacoli il potere sulla città, creare artificiosamente dei problemi per poi intasare la stampa con proclami pubblici e nascondere così l’evidente immobilismo della sua amministrazione impantanata da mesi nei soliti litigi di “bassa lega”. È questa la “nuova” strategia del Sindaco Ronchi. Divide et impera, si diceva nell’antica Roma. Ha cominciato col togliere di mezzo i cartelli “Brugherio città per la pace” e li ha sostituiti con quelli di “Città che conserva le reliquie dei Re Magi”, al solo scopo di creare un inesistente problema di incompatibilità tra l’aspirazione alla pace dei brugheresi e il messaggio di pace dei Magi. Ha proseguito emettendo ordinanze a raffica, tutte volte a creare situazioni di esclusione e divisione. Ha chiuso lo sportello d’informazione agli stranieri; ha inventato un “problema burka” vietandone l’uso in una città dove non se ne è mai visto uno; ha generato paura e apprensione nei genitori lanciando l’allarme bullismo, quando invece si trattava di drammatiche situazioni di disagio psichico di bambini brugheresi già in carico ai servizi sociali; ha portato divisione anche sulle tavole dei nostri alunni predisponendo un questionario di parte e scientificamente inattendibile sulle mense scolastiche: polenta e pasta in bianco contro varietà alimentare, cibi biologici ed equosolidali, al solo scopo di mettere gli uni contro gli altri i cittadini di Brugherio su inesistenti contrapposizioni alimentari.