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sabato 1 marzo 2014

BRIANZA PER TSIPRAS: FIRMA L'APPELLO

Il 2 marzo alle 21 presso il CIRCOLO LIBERTA' – Monza, Viale Libertà 33: Assemblea operativa per la costituzione di un Comitato di sostegno in Brianza alla lista ” l’Altra Europa con Tsipras”

Firma l'appello per la formazione di un comitato brianzolo a sostegno della lista “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” alle elezioni europee 2014.

"Siamo attivisti, elettori e militanti brianzoli di sinistra. 
Abbiamo raccolto lʼappello lanciato per la creazione, in occasione delle imminenti elezioni europee, di una lista unitaria di sinistra che appoggi Alexis Tsipras, presidente del partito greco SY.RIZ.A. e candidato della Sinistra Europea alla presidenza della Commissione.

La democrazia è messa allʼangolo in Europa, dove l'economia è governata dalla Banca Centrale e non dagli organi elettivi.

Vogliamo ridisegnare un'Altra Europa, che si basi su unʼunione politica e rappresentativa reale, e gettare le basi in Italia per un'alternativa politica di sinistra competente, onesta, concreta.

Il neoliberismo ha fallito. Le politiche di austerity stanno minando le conquiste di decenni di lotte sociali. 
Abbiamo sotto gli occhi la situazione greca, dove lo stesso FMI ha ammesso che la Troika ha strangolato l'economia e messo in ginocchio un paese.

Dobbiamo invertire la rotta dell'Unione Europa, ridiscutere Fiscal Compact e debito pubblico, riprenderci la sovranità monetaria in Europa, riportare l'uguaglianza al centro del dibattito politico e ripensare lo sviluppo attraverso un green new deal europeo.

Siamo stretti in una morsa. Da un lato il neoliberismo che porta la crisi del welfare e dell'Europa sociale, dall'altro il populismo anti euro che sfocia nel nazionalismo e nel neofascismo. I partiti socialdemocratici non hanno saputo proporre unʼalternativa.
Serve una terza via che riparta dall'Europa di Altiero Spinelli, dalla Grecia di Syriza, dai social forum europei e mondiali.

La sinistra italiana degli ultimi anni si è sempre divisa per personalismo e tatticismo.
Vogliamo ricostruire un percorso unitario e coerente. Aperto al dialogo, partecipato e democratico, con ambizioni di governo e proposte coraggiose.

La Brianza è una terra ricca di esperienze associative, ambientaliste, culturali e solidali che non possono restare isolate. La nostra provincia ha bisogno di una politica di sinistra e di ambientalismo: pensiamo al mondo del lavoro, devastato dalla crisi delle aziende, e alla nostra terra devastata da cementificazione e inquinamento.

Ci rivolgiamo a chi è scoraggiato, chiedendo di crederci ancora una volta e a chi è impegnato nella cultura, nel mondo del lavoro o nell'ambientalismo, chiedendo di portare il suo contributo per rinnovare una politica stanca e autoreferenziale.
Ci rivolgiamo a chi ancora sta lottando in un partito o nei movimenti, chiedendo di farlo insieme, in un percorso condiviso. 
Il successo di questo progetto dipende da tutti noi e dalla nostra capacità di mobilitarci nei vari territori, a partire dalla Brianza. "

Puoi FIRMARE a questo link 

giovedì 16 maggio 2013

EffettoSEL: DIRITTI AL CUORE

Perché in un momento così difficile per il mondo del lavoro, in un momento dove tanti faticano ad arrivare  a fine mese, fra esodati e licenziati, giovani e precari senza futuro e pensionati sotto il livello di povertà, ci vogliamo occupare anche di diritti civili?
Perché non sono un di più rispetto ai diritti sociali, al diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione. Sono un tutt’uno coi diritti delle donne, con i diritti dei migranti, col riconoscimento dello ius soli per i bambini nati in Italia e per chi in Italia vive, lavora, ha un progetto di vita. 
Perché non può esistere libertà a metà.
Perché la comunità cittadina è caratterizzata dalla presenza – in continua crescita – di legami affettivi e di vita stabili e duraturi, estranei all’istituto del matrimonio. Non si può far finta che non esistano.
Buona politica è allora anche saper immaginare, costruire e sostenere un’idea di città viva, complessa, plurale e perciò moderna, che sappia guardare alle differenze come ad un’opportunità e non come a un pericolo. 
Una comunità e un Comune che non lasciano indietro nessuno, che sappiano tenere alta l’attenzione sul principio di eguaglianza, che sostengano il diritto alla cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri e che siano capaci di riconoscere la pluralità delle scelte di convivenza e di garantire a tutti e a tutte gli stessi diritti e le stesse opportunità.

Per questo pensiamo sia doveroso che il Comune promuova e tuteli i diritti che riguardano la dignità e la libertà delle persone, contrastando ogni forma di discriminazione, ad esempio attraverso l’istituzione del registro delle unioni civili, che parifica le coppie “di fatto” a quelle unite in matrimonio in relazione ai rapporti con il Comune.
Non si tratta di creare nessun nuovo status, ma semplicemente di modificare i regolamenti comunali per offrire gli stessi servizi a chi è unito in matrimonio e a chi convive.
Si tratta di garantire riconoscimento, accettazione, equità di diritti, parità di accesso ai servizi a tutte e a tutti senza togliere niente a nessuno. 
Allo stesso tempo si amplia e si rafforza il concetto di vincolo affettivo della famiglia, si dà più dignità alle persone, riconoscendo situazioni che di fatto esistono e che nessuno può negare.

mercoledì 15 maggio 2013

EffettoSEL: PRIMA IL LAVORO!



La crisi che attraversa l’Italia è sotto gli occhi e le tasche di tutti, e Brugherio purtroppo non fa eccezione. Numerose le piccole  aziende,  le imprese artigiane che hanno chiuso o che sono in grave sofferenza. C’è poi il caso della Candy che mette sul tappeto oltre 150 esuberi. 

Sappiamo che non è nelle possibilità del Comune risolvere da solo tutti i problemi, ma, col suo  impegno in prima persona a fianco delle realtà produttive in crisi e in costante contatto con le organizzazioni sindacali,  può comunque fare molto:

 -        individuare le soluzioni per riportare la produzione della Candy negli  impianti di Brugherio ed avviare i contratti di solidarietà,  attraverso la  partecipazione del Comune agli incontri tra azienda e sindacati    
-        rendere più operativo lo sportello Lavoro, affinché sviluppi con maggiore forza le attività di orientamento, di riqualificazione e formazione
-        sostenere la costituzione di cooperative, nelle quali i lavoratori di imprese in difficoltà diventino loro stessi imprenditori;
-        affidare la gestione dei servizi di manutenzione e cura della città a cooperative che si avvalgano di brugheresi iscritti nelle liste di mobilità o al momento senza occupazione;
-        studiare modalità di sostegno al reddito, ipotizzando un “accordo di welfare locale” con gli istituti di credito presenti in città e promovendo progetti personalizzati;
-        sostenere le attività di promozione dell’apprendistato per i giovani
-        sostenere le attività delle imprese del territorio, anche dei piccoli imprenditori e degli artigiani locali attraverso una burocrazia comunale più semplice, un intervento sul carico fiscale e il supporto alla promozione delle attività
-        la riscrittura del Piano di Governo del Territorio potrà aiutare nello sviluppo del lavoro a Brugherio, in collegamento con la realtà provinciale e regionale.
-        Vigilare sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e l'impatto ambientale dei siti produttivi e commerciali sul territorio
-        promuovere l'agricoltura, con un Piano di Sviluppo delle aree agricole, che sono parte sostanziale del Parco della Media Valle del Lambro e del Parco Est delle Cave.
-        promuovere, d'intesa con i coltivatori e le loro associazioni, un Piano di sviluppo agricolo provinciale, che dia certezza agli investimenti, prospettive alle aziende, con l’obiettivo di conservare un prezioso patrimonio territoriale verde.
-        realizzare nuovi orti per favorire un’agricoltura a chilometro zero, capace di generare anche nuove occasioni di lavoro.

lunedì 13 maggio 2013

EffettoSEL: LE CANDIDATE E I CANDIDATI DI SEL con Marco Troiano Sindaco

EffettoSEL a Brugherio è l'accento che mettiamo sul LAVORO, sui PARCHI e la DIFESA DEL SUOLO, sui DIRITTI, sui BENI COMUNI.
EffettoSEL sono anche i volti delle nostre candidate e dei nostri candidati.
Volti e storie di persone che lavorano, che si impegnano nel sociale, nella scuola, nel sindacato, nelle associazioni e nei comitati del territorio.
Volti di persone che sanno immaginare che Brugherio possa essere migliore e che per questo hanno deciso di metterci la faccia: con Marco Troiano Sindaco per far ripartire la città.
























venerdì 10 maggio 2013

LA LISTA DELLE CANDIDATE E DEI CANDIDATI DI SEL BRUGHERIO

SEL non è per le "quote rosa", che sanno tanto di "tutela delle specie in via di estinzione". SEL Brugherio è per la parità di genere. Nei fatti.
La lista che si presenta alle elezioni comunali del 26 e 27 maggio a sostegno di Marco Troiano è composta al 50% da donne e al 50% da uomini.

Vi sono rappresentati tutti gli aspetti della variegata realtà cittadina: da quello della scuola (con insegnanti, rappresentanti degli organi collegiali e studenti) a quello della cultura; da quello del lavoro (stabile, precario, autonomo) a quello del sindacato; da quello dei pensionati a quello dei giovanissimi tra i 19 e i 23 anni; da quello dell'associazionismo e dei comitati a quello del volontariato.

Tutte e tutti siamo accomunati dalla passione delle idee e dall’impegno per cui ci spendiamo nel sociale, nella scuola, nella cultura, nella difesa dei diritti, nel mondo del lavoro.
Ricordiamo che è possibile esprimere due preferenze sulla scheda elettorale, purchè siano una donna e un uomo.


martedì 2 aprile 2013

ESODATI: DECRETO NON RISOLUTIVO (Titti di Salvo-Deputata SEL)




Esodati: Di Salvo (Sel), tema prioritario insieme a Cig e lavoro
"Il decreto sugli esodati, in esame domani per il parere della commissione speciale, ancora una volta, non è risolutivo. - Lo dichiara Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà, e componente della Commissione Speciale della Camera dei Deputati.

Con il terzo decreto, infatti, aumentano di diecimila i lavoratori salvaguardati, arrivando cosi a circa 130 mila, ma sappiamo bene che restano privi di tutele più di 200 mila persone. 
Un numero destinato a non esaurirsi - spiega Di Salvo. 

Le due Leggi Fornero, Previdenza e Mercato del Lavoro, creano strutturalmente esodati, una vera e propria fabbrica. Gli effetti determinati dallo spostamento in avanti dell'età pensionabile e dalla modifica degli ammortizzatori sociali allontanano il traguardo della pensione per le persone espulse dai processi produttivi. 
In questo terzo decreto i criteri sono fortemente restrittivi: l'obiettivo sembra essere quello di far corrispondere il numero di beneficiari alle risorse disponibili, invece di garantire un diritto, come nel caso della penalizzazione nei confronti dei prosecutori volontari. 

Il tema degli esodati non può essere liquidato come una questione tra le tante. 
Per noi è una ingiustizia che deve essere sanata al più presto, così come rapidamente deve essere risolto la questione del finanziamento della cassa integrazione in deroga, e - conclude Di Salvo - più in generale i temi del lavoro e dell'occupazione."


martedì 19 marzo 2013

BENVENUTA SINISTRA. IN PARLAMENTO


Nel suo primo giorno di vita parlamentare, il 15 marzo SEL ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e ha presentato  8 proposte di legge e una mozione, frutto del lavoro di questi anni e di scelte condivise con altri soggetti e associazioni.
Con i 45 parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, tante istanze ora possono trovare voce nel luogo per eccellenza della nostra democrazia: il Parlamento.

1 Proposta di legge contro la corruzione 
per la modifica art.416 ter codice penale (voto di scambio)
2 Proposta di legge per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco
3 Proposta di legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani
4 Proposta di legge
per la tutela della bellezza e la salvaguardia  del paesaggio
5 Proposta di legge per l'introduzione del reddito minimo garantito
6 Proposta di legge per l'acqua pubblica e la ripubblicizzazione del servizio idrico
7 Proposta di legge per i matrimoni gay
8 Proposta di legge sull’agricoltura sociale
9 Mozione per l'abrogazione del programma F35

La scelta del gruppo è stata quella di cominciare subito a dare corso agli impegni presi in campagna elettorale. Abbiamo cominciato da proposte che parlano del profilo politico di Sel e che, avendo alle spalle un lavoro di mesi(o di anni), erano già tradotte in testi normativi.
Nelle prossime settimane verrà messo a punto un pacchetto di proposte di legge sul lavoro.

mercoledì 10 ottobre 2012

IDEE, PERCORSI, PROGETTI E PROGRAMMI PER UN’ALTRA BRUGHERIO



La conclusione anticipata del malgoverno di  centrodestra e il commissariamento della città fino alle elezioni nella primavera del 2013, rappresentano certamente una parentesi negativa nella storia amministrativa della nostra città, ma allo stesso tempo possono diventare un’importante occasione per cominciare a ridare nuova vita a Brugherio.

Per questo è sempre più urgente dare da subito segnali di speranza alla città, costruendo un programma e una coalizione che sappiano riavvicinare i cittadini alla buona politica e chiudano definitivamente la pessima esperienza di malgoverno che Lega e PdL hanno fatto vivere a Brugherio, con la loro “maggioranza” litigiosa, incapace di governare, legata ad interessi più particolari che generali.
Ma è anche necessario voltare pagina, chiudendo con un presente (il commissariamento ) che  ha fatto del decisionismo senza confronto o partecipazione  il suo modo di governare e ha fatto calare su questa città un silenzio assordante.

Brugherio, abbandonata a se stessa per più di  tre anni, oggi più che mai ha bisogno di essere ascoltata per poter essere rimessa in piedi.

Occorre perciò costruire una rete di partecipazione e di coinvolgimento attivi, rompendo la frattura tra i partiti, l’associazionismo e i singoli cittadini, e mettendo in circolo idee, percorsi, progetti per un programma condiviso per un’altra Brugherio.

Per questo Sinistra Ecologia Libertà, insieme alle forze di centrosinistra disponibili, intende iniziare un percorso condiviso e partecipato di costruzione  del programma e dei progetti per Brugherio, capace di dare vita a una coalizione che sappia proporsi per il buon governo della città. In questo senso le primarie di coalizione possono rappresentare un passaggio non secondario di questo percorso.

5 sono i punti principali su cui la prossima alleanza di governo del centrosinistra dovrà trovare sintesi:
- Piano del governo del territorio (consumo di suolo,  mobilità, parchi,
        agricoltura)
- Scuola pubblica e Cultura
- Diritti civili
- Beni Comuni
- Welfare e lavoro

Sel, infatti, crede che  prima delle alleanze venga la condivisione di un percorso che permetta un confronto aperto e sincero sui programmi con tutti i soggetti politici o sociali che vogliono lavorare alla costruzione di un centrosinistra all’altezza dei difficile compito di governo della città, in un momento certamente non semplice per gli Enti Locali, ma che ancora oggi rappresentano le istituzioni più vicine ai bisogni delle persone.

Per questo Sel si sta impegnando perché finalmente si faccia strada la buona politica: una politica che sappia pensare e praticare se stessa dentro i bisogni reali dei cittadini e sappia farsi carico di un nuovo progetto di città, puntando su un reale cambiamento di rotta.

Alle forze del centrosinistra e ai cittadini che vogliono tornare a essere protagonisti del cambiamento, chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città. 

mercoledì 1 agosto 2012

E’ TEMPO DI CAMBIARE.DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DI SEL


Oggi Nichi Vendola ha annunciato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra: “Lo faccio sulla base di una spinta larga – ha detto - che non viene solo da parte del mio partito”.
Ecco allora il documento che il coordinamento nazionale di SEL propone alla discussione e al confronto delle forze politiche del centrosinistra, ai movimenti, al mondo dell’associazionismo e dell’impegno civile, alle associazioni del mondo giovanile e studentesco, agli amministratori pubblici, a tutte a e tutti coloro che pensano, sperano, vogliono e sono disponibili a salvare e a cambiare l’Italia.

"Le cittadine ed i cittadini, europei ed italiani, sono la più grande risorsa per affrontare e sconfiggere la crisi terribile e di lungo periodo che stiamo vivendo. L’urgenza principale che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni sarà quella di difendere chi ha meno potere e ricchezze di fronte allo strapotere di quelli che stanno ancora guadagnando con la crisi. Diceva don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”. 

Questo è il nostro principale impegno affinché gli uomini e le donne del nostro paese possano essere i protagonisti di una stagione di cambiamento. Un cambiamento che intendiamo costruire insieme alle forze politiche democratiche e progressiste, ma soprattutto con la piena partecipazione di tutte e tutti i cittadini nelle decisioni fondamentali che saremo chiamati ad assumere.

mercoledì 27 giugno 2012

I(R)RESPONSABILI


"Con la maratona dei voti di fiducia sul mercato del lavoro si avvia a conclusione la missione di Mario Monti. Ci saranno altre leggi e altri tagli. La spending review si tradurrà in concrete mazzate sulla sanità e in vaghissime promesse sulle pensioni d’oro. Ma il grosso è fatto e il bilancio è già definitivo.
Questo governo, pur sostenuto da una maggioranza schiacciante, è stato intransigente, ma solo con i deboli e preferibilmente con i debolissmi. Chiunque potesse far valere un po’ di forza e qualche possibilità di ricatto è stato lasciato in pace. Il conto del rigore lo hanno pagato i lavoratori, i precari e i pensionati. Gli esodati non sono un brutto incidente che sfregia l’opera del governo: sono la cifra di quell’opera, la chiave che ne svela l’intera logica.
I risultati non sono brillanti. Sono catastrofici. L’obiettivo conclamato dei professori era rilanciare lo sviluppo e quindi l’occupazione. Hanno raggiunto effetti opposti: crollo dei consumi senza precedenti, recessione, aumento della disoccupazione a balzi da gigante rilevazione dopo rilevazione.
Il solo passo che il governo dice di aver fatto per rilanciare la crescita è allo stesso tempo il più odioso e il più inutile. La cancellazione dell’art. 18 avrà effetti profondissimi sulla condizione dei lavoratori, che perdono un diritto fondamentale. Non ne avrà nessuno, invece, sulla ripresa economica. La possibilità di licenziare senza giusta causa, infatti, non attrarrà in Italia nemmeno un centesimo di investimento dall’estero. Non produrrà neppure un solo nuovo posto di lavoro.
Quando a guidare la corsa verso il disastro c’era Silvio Berlusconi si poteva ancora pensare che la direzione di marcia fosse giusta e il problema fosse un nocchiero ebbro al timone. Ma stavolta, per quanti errori possano aver commesso, non è alla mano malferma del capitano o della ciurma che si deve addebitare l’ennesimo naufragio. Sbagliate sono le mappe, le carte nautiche, la rotta.
Non basterà né servirà sostituire i musicisti se lo spartito resta quello suonato da questo governo, accentuando i toni tecnocratici, e da quello precedente, che modulava invece maggiormente quelli populisti.
La musica, se non proprio identica, è molto simile ed è ciò che deve cambiare. Questo significa oggi alternativa.
In questa aspra condizione, prefigurare alleanze con questo o con quello in nome di un’ingegneria politica nefanda e defunta vuol dire aver smarrito il senso di realtà. 
Mai come in questo frangente il “con chi” significa poco e il “per che cosa” è tutto.
Per Sinistra Ecologia Libertà diventa quindi fondamentale la perimetrazione del campo del centrosinistra, con l’indicazione precisa di un minimo comun denominatore quanto al che fare. 
Data per scontata l’esistenza di differenze anche rilevanti all’interno di questo perimetro comune e chiaramente indicato, saranno poi le primarie a dire quale accentuazione il nostro popolo vuole imprimere, recuperando quella parola e quel potere decisionale che gli è stato progressivamente sottratto nell’ultimo ventennio.
Chi oggi non capisce questa realtà e scommette ancora sulle strategie di corridoio, sulle formule algide e astratte, su una politica ridotta a somma aritmetica non condanna solo se stesso all’irrilevanza politica. Reca anche un danno immenso alla sinistra e al Paese. 
E’, nel senso letterale del termine, irresponsabile."
Francesco Ferrara

sabato 16 giugno 2012

IL 16 GIUGNO A ROMA IN PIAZZA CON "LA MEGLIO GIOVENTù"


Le ultime dichiarazioni del Ministro Fornero sul numero effettivo degli esodati sono l’ennesimo insulto alla credibilità di questo Paese, l’Italia, che non può e non vuole più concedersi il lusso di perdere sette mesi di tempo solo per speculare sulle cifre reali del disastro.
Gli esodati non sono solo 65000, punto. Troppo spesso si è parlato di questa brutta pagina della storia italiana, l’ennesima. E in verità non ne avremo mai parlato abbastanza finché una soluzione non verrà trovata, finché non ci verrà restituita una volta per tutte la garanzia prima su cui la nostra Costituzione è fondata: il lavoro. Anche quel lavoro che non viene pagato o considerato tale.
Il lavoro non è una certezza per i dipendenti del settore privato, a causa della precarietà da un lato e dello smantellamento dell’Articolo 18 dall’altro. E a quanto pare alla Ministra del Lavoro piace tanto pensare che non debba essere una certezza nemmeno per i dipendenti pubblici – del resto la Fornero è anche Ministro delle Pari Opportunità, ha voluto ricordarcelo proprio in una discussione sul tema dei licenziamenti.
Esodati, Articolo 18, Riforma del sistema previdenziale, Riforma del mercato del lavoro. Provvedimenti che in ogni caso non hanno sortito nemmeno l’effetto sperato da questo Governo tecnicamente incapace di arginare il problema della disoccupazione – che nel primo trimestre del 2012 ha raggiunto la cifra record del 10,9% – e della precarietà di milioni di persone.
La lettura di tali dati assume una connotazione ancor più grave se consideriamo che esiste una classe sociale che purtroppo non ha ancora avuto l’occasione di capire cosa significa poter lottare per far valere un diritto fondamentale come l’Articolo 18 e che allo stato attuale delle cose può cancellare dal proprio dizionario la parola «pensione».
Il 35,9% dei giovani in età compresa tra i 15 e i 24 anni è disoccupato. La percentuale è nitida, fortunatamente l’Istat non ha bisogno della stessa tempistica del Ministro Fornero. Ma il dato non rende conto di un’altra realtà angosciosa del mosaico sociale italiano. Ebbene, il 46,7% dei giovani in età compresa tra i 15 e i 24 anni ha un contratto parasubordinato – uno dei 46 tipi esistenti. Come dire, se non sei disoccupato sei precario.
Non va tanto meglio ai giovani tra i 25 e i 35 anni, quelli gentilmente definiti i «bamboccioni». Il 20% di loro è precario, la precarietà l’hanno esplorata in tutte le dimensioni possibili – vittime come sono stati della sperimentazione di tutte le peggiori riforme che la nostra Repubblica abbia mai conosciuto (riforme scolastiche, riforme universitarie e, su tutte, la precarizzazione delle forme lavorative).
La riforma del mercato del lavoro, non la si può definire tale. Ha disatteso ogni aspettativa, ha mantenuto inalterate le 46 tipologie contrattuali atipiche ad oggi vigenti e non mai previsto nemmeno una forma di reddito minimo garantito – unico Paese, nell’Unione Europea.
Forse quei «bamboccioni» meriterebbero qualcosa di più, oltretutto è anche la generazione più preparata della nostra Repubblica. “La meglio gioventù”, insomma.
Per questo e per molto altro SEL sarà in piazza al loro fianco, il 16 giugno alle ore 18:00 a Piazza Farnese.

martedì 17 aprile 2012

LAVORO E WELFARE: 20 APRILE A MONZA



Si tratta di un un incontro per parlare di uno dei temi più "sensibili" per SEL. 
La tematica del lavoro, che si intreccia a livello locale anche con le problematiche del welfare, sarà uno dei grandi nodi che dovremo sciogliere nell'auspicata ipotesi che si amministri Monza.

L'iniziativa di venerdì conta su presenze di alto livello, sia di SEL che del Sindacato , oltre che sulla partecipazione del candidato Sindaco del Centrosinistra monzese Roberto Scanagatti.

Presiderà l'incontro Anna Rita Santannera, che per la Federazione di SEL MB si occupa delle tematiche sociali.
Non è un'iniziativa esclusivamente monzese, anche se si inserisce in un momento in cui in città è in atto la campagna elettorale amministrativa.
Per temi dibattuti e ruoli delle persone che interverranno, si volgerà innanzitutto lo sguardo agli aspetti generali, prima ancora che locali delle questioni trattate.
Per questo l'invito alla partecipazione travalica i confini cittadini. 

giovedì 22 marzo 2012

Art.18 ossessione inaccettabile, il resto è propaganda

 



E’ davvero imbarazzante l’atteggiamento del governo Monti, a fronte di un’Italia che sta vivendo una sofferenza, un disagio straordinario.
Di fronte a notizie di suicidi di chi non riesce a trovare lavoro, di fronte alla disperazione di un’intera generazione di ragazzi e ragazze, assediata dalla precarietà, l’unica ossessione del governo Monti è quella di recidere il legame con la nostra cultura democratica.
Cancellare l’articolo 18, manipolarlo, deformarlo, significa semplicemente portare lo scalpo della civiltà del lavoro presso i potentati della finanza internazionale. Questo è francamente inaccettabile.
I conservatori italiani che hanno voluto questo colpo di mano stiano comunque tranquilli: la Cgil non è certo isolata nel Paese. E farà valere le ragioni di milioni di italiani, nell’interesse del futuro dell’Italia
Compito del centrosinistra in Parlamento e nelle piazza, ora, è di non lasciare solo il proprio popolo.
Nichi Vendola

giovedì 1 marzo 2012

Il 9 marzo a Roma con la FIOM


Adesione di SEL della Lombardia alla mobilitazione generale indetta dalla FIOM


PER: LA DIFESA DELL'ART.18, IL CONTRATTO, IL LAVORO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA E LA RAPPRESENTANZA NEI LUOGHI DI LAVORO 

Il 9 Marzo la Fiom-Cgil ha indetto lo Sciopero Generale dei Metalmeccanici con una manifestazione nazionale a Roma per: 


* la difesa dell'art 18 elemento centrale per la tutela della dignità e della libertà nel lavoro 
* la riconquista del contratto collettivo di lavoro 
* la riunificazione dei diritti nel lavoro con il superamento di tutte le forme di precarietà 
* un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per il rilancio di uno svipuppo industriale sostenibile del nostro paese 
* contrastare le scelte della Fiat e di Federmeccanica tese a mettere in discussione i diritti contrattuali, la Rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro 
* il contrasto ad una politica europea tutta incentrata sul rigore finanziario nonché allo smantellamento dello stato sociale e a favore le privatizzazioni 

Nel condividere a pieno le ragioni che sono alla base della mobilitazione generale indetta dalla Fiom Sinistra Ecologia Libertà della Lombardia vuole dare il proprio contributo di adesione, invitando i suoi militanti e simpatizzanti a partecipare. 

Perché riteniamo che questa iniziativa di mobilitazione generale sia utile non solo per contrastare ma per rivendicare un radicale cambiamento delle politiche industriali ed economiche, sociali e salariali praticate in questi anni in Europa e nel nostro Paese dai governi Berlusconi e dai padroni e che vedono una loro continuità in molte delle scelte fin qui fatte anche dal governo Monti. 

Perché cogliamo nelle piattaforma rivendicativa che sta alla base della mobilitazione generale dei Metalmeccanici un contributo concreto di proposta in grado di parlare a tutte quelle forze politiche e sociali del centro sinistra che lo vogliono, quali debbano essere alcuni dei punti centrali di un futuro programma di governo alternativo alle destre nel nostro Paese e in Europa. 

Perché come Sinistra Ecologia Libertà, siamo politicamente e culturalmente impegnati a lottare per affermare il cambiamento, per il superamento della precarietà, per una redistribuzione del reddito più equo e solidale, per il diritto a una giusta pensione, per l'introduzione del reddito di cittadinanza, per un piano per il lavoro e l'occupazione, per uno sviluppo ambientalmente sostenibile, per il miglioramento dei servizi pubblici, per la difesa dei beni comuni. 

Perché affermare l'esigibilità dei diritti sanciti dalla costituzione, dalle leggi, la democrazia, la rappresentanza dentro i luoghi di lavoro, significa difendere la libertà per tutti. 
il 9 Marzo saremo a Roma con la FIOM 

martedì 28 febbraio 2012

BASSI SALARI, ORARI DI LAVORO PIU' LUNGHI, SCARSA COMPETITIVITA'

Siamo tra i paesi europei che pagano meno i lavoratori, mentre abbiamo gli orari di lavoro più lunghi. Nonostante ciò la competitività delle nostre imprese è tra le più basse. 
Il quadro di un paese che ha sbagliato obiettivi e che si appresta a commettere ulteriori errori.
Ieri e oggi i quotidiani hanno riferito la diffusione dei dati Eurostat sui salari medi lordi nei paesi dell’Unione. Tuttavia i dati diffusi, per ciò che riguarda l’Italia, si riferiscono al 2006, mentre per altri paesi si arriva al 2009. Inoltre i dati italiani riguardano le aziende con più di 10 dipendenti, mentre per altri paesi il campione è l’intero mondo del lavoro.
Evitiamo quindi di riportare statistiche così disomogenee e ci affidiamo invece all’OCSE che fornisce dati più aggiornati e uniformi.

Salari medi lordi
Questo grafico rappresenta la situazione al 2002:


Come si può notare l’Italia è una posizione defilata, ben lontana dal “centro” dell’Europa e vicina ai paesi meno ricchi.
La situazione al 2010 è invece questa:

Si può notare che la situazione è peggiorata negli 8 anni trascorsi. L’Italia viene scavalcata dalla Spagna e dalla Finlandia e viene avvicinata dalla Slovenia. In sostanza, l’Italia da ultimo paese dell’Europa “ricca” nel 2002 passa ad essere il secondo dell’Europa “povera”.

Ore lavorate
Mentre i lavoratori italiani sono tra i peggio pagati d’Europa, il numero di ore di lavoro per anno per addetto risulta fra i più alti.


Anche qui, si può notare come il nostro paese risulti vicino alle nazioni meno sviluppate d’Europa, piuttosto che alle maggiori economie. Si noti inoltre come la Grecia, spesso dipinta come paese di “fannulloni” risulti invece in testa tra i paesi considerati.

Costo del lavoro
Il costo del lavoro in Italia, inteso come retribuzione, oneri sociali e altre spese, risulta minore rispetto alle grandi economie europee, come si evince da questo grafico:
L’Italia si colloca al di sotto della media della zona Euro. E’ quindi privo di fondamento l’assunto che le imprese italiane paghino il lavoro più di quelle delle economie avanzate europee, ad eccezione della sola Gran Bretagna (dove è particolarmente bassa la componente degli oneri sociali).

Produttività
Il quadro è ribaltato invece quando si considera la produttività. Qui mostreremo la produttività come calcolata dall’OCSE, Prodotto interno lordo (in Euro) per ora lavorata:


Come si può notare, la produttività italiana risulta bassa in valore assoluto e stagnante, quella Greca è addirittura calante, mentre tutte le altre sono crescenti, sia pure con inclinazioni differenti.

In altre parole, l’Italia è un paese fermo da molti anni. La sua produzione, intesa nel senso più generale, è rimasta poco remunerativa, mentre i partner europei hanno saputo migliorare la capacità di produrre reddito.
Da notare che nel 2003 è intervenuta una significativa modifica del mercato del lavoro, con l’introduzione di nuove forme di lavoro flessibile, ampiamente sfruttate dalle imprese. Ciò però non ha avuto effetti significativi sulla produttività del lavoro.

Conclusioni
Mentre il dibattito pubblico appare tutto concentrato sulla riduzione delle tutele del lavoro, le cui conseguenze più immediate sono il contenimento salariale e l’aumento delle ore di lavoro effettive, i dati mostrano invece che le politiche sinora adottate in questa stessa direzione non hanno avuto l’effetto di ridurre il gap di produttività rispetto alle potenze economiche europee e si sono pertanto dimostrate del tutto inefficaci rispetto agli obiettivi enunciati.
Come abbiamo già evidenziato, il problema della bassa produttività italiana non può addebitarsi al fattore lavoro, che anzi risulta maggiormente a buon mercato che altrove.

Secondo l’UE “la crescita della produttività dipende dalla qualità del capitale fisico, dal miglioramento delle competenze e della manodopera, dai progressi tecnologici e dalle nuove forme di organizzazione.”
Le cause probabili delle scarse performance italiane andrebbero ricercate nella scarsa “produttività del capitale”, vale a dire dei mezzi di produzione, intesi nel senso più ampio, obsoleti o sottoutilizzati, così come nella frammentazione del capitale in moltissime microimprese che non riescono a realizzare quelle economie di scala e quell’innovazione di processo e di prodotto che permettono una maggiore competitività delle stesse e nella specializzazione produttiva. Non sorprende quindi la bassa qualificazione dei lavoratori richiesta nel nostro paese dal tessuto produttivo, che abbiamo già evidenziato in passato.

La discussione pubblica si sta quindi svolgendo sul lato sbagliato dei fattori produttivi. Riforme che tendessero a precarizzare ulteriormente il lavoro e/o ridurre i salari effettivamente percepiti, non avrebbero probabilmente impatti positivi sulla produttività, come non li hanno avuti in passato, mentre risulterebbero nocive sul lato della domanda aggregata.

venerdì 24 febbraio 2012

A fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di Alcatel-Lucent di Vimercate, in lotta per dare un futuro alla ricerca italiana



Il 24 gennaio Alcatel-Lucent Italia ha annunciato al Ministero dello sviluppo economico un piano di riorganizzazione che prevede 690 esuberi nel nostro Paese: 490 presso la sede di Vimercate (360 sono ricercatori) e 200 nello stabilimento di Trieste.  Alla base del piano vi è un progetto di delocalizzazione delle risorse della multinazionale, che colpisce in particolar modo i ricercatori della filiale italiana.
La multinazionale vuole portare il lavoro di ricerca e sviluppo negli Stati Uniti e in Canada penalizzando l’Italia, nonostante l’attività fatta nel nostro Paese in questi anni abbia reso Alcatel-Lucent leader mondiale nella tecnologia Optics (nel 2011, su 34 brevetti depositati nel mondo, 15 sono stati fatti a Vimercate; i prodotti sviluppati e gestiti in Italia contribuiscono al 37% del fatturato globale della divisione con 470 milioni di euro).
E non lo fa per risparmiare. Infatti, i ricercatori italiani costano il 40% in meno rispetto a quelli americani.
Questa scellerata strategia non colpisce solo la ricerca e sviluppo, ma anche le attività commerciali, di supporto, amministrative e finanziarie (130 persone in meno).
La protesta dei lavoratori e delle lavoratrici di Vimercate è stata immediata.
Il 14 febbraio si sono recati in massa a Milano, presso il Palazzo della Regione Lombardia per un presidio. Poi, hanno votato all’unanimità uno sciopero generale di tre giorni (dal 22 al 24 febbraio).
Un’azione che racchiude tutta la rabbia per questa strategia di disimpegno e la determinazione a lottare per difendere competenze, proprietà intellettuali, esperienze, innovazione e soprattutto il futuro della ricerca italiana come motrice per la ripresa economica ed industriale nel nostro paese.

Sinistra Ecologia e Libertà Monza e Brianza sostiene la lotta dei ricercatori, dei lavoratori e delle lavoratrici di Alcatel-Lucent di Vimercate e chiede con forza al Governo, al Ministro dello Sviluppo Economico e alle istituzioni Regionali di promuovere azioni per difendere la presenza del sito di Alcatel-Lucent in Italia perché continui a essere officina di innovazione scientifica, tecnologia e occupazione per chi già ci lavora e motore di sviluppo e occupazione per i giovani laureati che si affacciano sul mondo del lavoro.

Perché si possa parlare in Italia di futuro industriale.

Sinistra Ecologia e Liberta’ Monza e Brianza.

sabato 4 febbraio 2012

BASTA BATTUTE!

Lo stesso giorno in cui si scopre che il tesoriere del Salone Margherita s’era intascato 13 milioni di euro degli italiani, pervenuti al suo partito sotto forma di graziosi contributi elettorali, lo stesso giorno in cui un parlamentare di Berlusconi realizza in due ore una plusvalenza di diciotto milioni di euro con una furba speculazione edilizia nel centro della capitale, lo stesso giorno in cui un ex senatore della repubblica, tal Cristaldi, si aumenta del 30% la sua paga da sindaco (di Mazara del Vallo) per poi cumularla con le due pensioni di parlamentare nazionale e regionale, lo stesso giorno in cui Giorgio La Malfa celebra il suo 13.733 giorno da deputato/senatore della repubblica (quasi 38 anni di mandato…), lo stesso giorno in cui l’Italia ancora una volta si divide in due, i furbi da una parte e i fessi dall’altra, cosa spinge il professor Monti a evocare la noia del posto fisso (salvo a rettificare affannosamente il giorno dopo, come nella peggior tradizione dei governi passati)?

Molti hanno ricordato che Mario Monti, senatore a vita, è tra i pochi italiani che il posto ce l’ha ben più che fisso: diciamo eterno.
Ma il punto è un altro: è questo precipitar suo e dei suoi ministri nella battuta, nel lazzo, nel paradosso, tanto più fastidiosi in un paese che ha appena festeggiato, con l’Istat, il record negativo di disoccupazione giovanile (31 per cento), con tre milioni stabili di disoccupati e un tasso di occupazione sulla popolazione attiva che è scivolato al 56 per cento (vuol dire che 22 milioni di italiani lavorano anche per mantenere 40 milioni di italiani inattivi).

Non vorrei che passasse l’idea che solo alla politica si chiede responsabilità di gesti e di verbi, mentre ai governi tecnici si offre indulgenza piena ogni volta che aprono bocca.
Per esempio il viceministro Michel Martone col suo facile scherno per i giovanotti che non si sono ancora laureati a ventotto anni. Dimenticandosi che per ogni studente non proprio ricco di famiglia che s’industria a studiare e a lavorare per pagarsi l’università c’è sempre un figlio di papà come il suddetto Michel che in tre anni viene promosso da ricercatore a professore ordinario. Sospettiamo non solo per meriti acquisiti sul campo.

Nelle battute un po’ grevi, nel modo tranchant con cui si liquidano diritti per capricci (ancora con questo articolo 18!), in una certa inaspettata vanità televisiva, il governo Monti più che un esecutivo di tecnici sembra un sinedrio di aristocratici che stanno al paese reale come le brioches di Maria Antonietta stavano alla fame della plebe di Francia.
L’argomento più persuasivo di chi, dall’alto, invoca la rottamazione dell’articolo 18 è la presunzione che libertà di licenziare vorrà dire libertà di assumere.
Non esiste un solo precedente, nella storia dell’illuminata industria italiana, in cui la flessibilità nel mercato del lavoro abbia portato a un più alto senso di responsabilità delle imprese.

Non esiste una sola buona ragione per pensare che le imprese, una volta libere di licenziare, si compiaceranno anche di assumere.
Non esiste una sola pausa di riflessione sul fatto che le aziende sottoposte alla disciplina dell’articolo 18 sono quelle con più di quindici dipendenti, cioè appena il 5 per cento delle aziende italiane.
Se c’è un approccio ideologico, più che nella difesa noiosa del posto fisso sta nella noia di questo mantra liberista per un mercato senza vincoli e per un lavoro senza garanzie.

L’articolo 18 è un principio, non un tabù. Riafferma il valore del lavoro su cui la Costituzione fonda il senso della nostra repubblica. Cancellare quell’articolo vuol dire, di fatto, uscire dallo spirito della Costituzione.

Le misure sociali che questo governo ha già realizzato e che propone per il futuro sono faticose per molti italiani. Che una sola cosa chiedono, non alle competenze tecniche dei ministri ma alla loro buona educazione: risparmino almeno le loro battute. Non fanno ridere.
Claudio Fava



sabato 21 gennaio 2012

NON PIEGHIAMO I DIRITTI: manifestazione pubblica della CGIL

La CGIL Lombardia, insieme a Alto Adige-Südtirol, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto, ha organizzato una manifestazione pubblica dal titolo

“Non pieghiamo i DIRITTI” – Coesione sociale, equità, futuro per i giovani. Lavoriamo per crescere

giovedi 26 gennaio 2012 dalle ore 9.30 alle ore 14.00 circa al Mediolanum Forum di Assago

L'iniziativa sara' conclusa dal Segretario Generale Susanna Camusso.
Lo scopo è quello di presentare le proposte della CGIL sui temi del lavoro e della crescita, anche in vista del possibile confronto con il Governo.