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giovedì 19 gennaio 2012

LA BRIANZA CHE NON VOGLIAMO

Comunicato stampa di Renato Magni, portavoce di SEL Brianza, in merito alle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto le istituzioni provinciali

"Le diverse inchieste giudiziarie hanno ormai dato un colpo mortale all’immagine della Brianza felice, laboriosa e onesta.
Le infiltrazioni della n’drangheta, gli intrecci tra cementificazione e corruzione politica in Brianza ci stanno infatti raccontando un’altra storia.

Gli arresti del vicepresidente della provincia di Monza e Brianza Antonino Brambilla, dell’ex assessore provinciale Rosario Perri, dell’ex assessore regionale Massimo Ponzoni , campione delle preferenze in Brianza, dell’ex sindaco di Giussano Franco Riva e dell’imprenditore Filippo Duzzoni ci raccontano l’ennesima storia di azioni criminose per mettere le “mani sul territorio brianzolo”, che in molti denunciano da tempo.

Sinistra Ecologia Libertà ritiene necessario che si diano segnali forti di discontinuità e in questo anche la provincia di Monza e Brianza deve fare la sua parte.
Riteniamo che all’interno delle forze politiche che governano la Provincia non ci siano le condizioni politiche e di trasparenza per essere credibili nel loro ruolo di rappresentanti dei cittadini onesti e non di quel pezzo malato di intrecci tra politica e affari che le inchieste hanno messo a nudo.

Il Presidente Allevi non può far finta che nulla sia successo e che non esista un problema politico. L’azzeramento della Giunta Provinciale è una condizione necessaria anche se, purtroppo, non sufficiente.

SEL sostiene l’azione della Magistratura nell’opera di indagine per portare alla luce tutto il malaffare in Brianza ed è impegnata perché la buona politica sappia farsi carico di costruire un progetto di società, che sappia raccogliere attorno a sé risorse morali e culturali, produttive e sociali presenti anche nel nostro territorio".

venerdì 29 luglio 2011

GIULIO CAVALLI ALLA FESTA DI SEL A BRUGHERIO: una risata contro l’indifferenza

di Federico Beltrami e Martina Mazzeo

"Alla festa di Sinistra Ecologia e Libertà di Brugherio il 26 luglio scorso, relatori d’eccezione hanno parlato di mafia e antimafia nel nord Italia.
Giulio Cavalli –consigliere regionale di SEL– ha presentato il suo ultimo libro “Nomi, cognomi e infami”, soffermandosi sull’importanza della risata e dell’impegno civile collettivo e quotidiano nella lotta alle organizzazioni criminali.
Daniele Cassanmagnago -assessore all’urbanistica del ben noto alle cronache comune di Desio- ha dato piena voce alla sua denuncia e alle sue speranze di una rinascita civile nella sua città.
Alfredo Luis Somoza –Presidente ICEI e studioso dei fenomeni criminali in Sud America- ha dipinto un quadro dei rapporti di forza malavitosi a livello internazionale, non senza sottolineare come l’antimafia sia una scelta al contempo individuale e di popolo.
Relatori d’eccezione, dunque, con storie diverse ma legati da un unico fil rouge: contro l’indifferenza ed il silenzio complice, la parola al potere.

martedì 26 luglio 2011

MARTEDì 26 LUGLIO: GIULIO CAVALLI "NOMI COGNOMI E INFAMI"

Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. Nomi, cognomi e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che vive sotto scorta da due anni.
È un viaggio nel tempo e nello spazio che accompagna il lettore dall’attentato di via D’Amelio al sorriso di Bruno Caccia, dalle parole di Pippo Fava all’omicidio di don Peppe Diana passando attraverso il coraggio di Peppino Impastato, Rosario Crocetta e i ragazzi di Addiopizzo, fino a svelare la presenza della mafia al Nord che l’autore è stato tra i primi a denunciare.
È anche una storia corale dedicata alle 670 persone che oggi nel nostro Paese vivono sotto tutela. È una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà.
È una ninna nanna recitata per tenerci tutti svegli, mentre urliamo che disonorarli, comunque, è una questione d’onore.

martedì 19 luglio 2011

PER RICORDARE DEGNAMENTE

A distanza di tanti anni, troppe domande attendono ancora una risposta chiara e plausibile sulla strage di via D’Amelio a Palermo. Il tritolo di Cosa Nostra squarciò il cuore delle democrazia italiana e rivelò la capacità delle organizzazioni mafiose di ipotecare pesantemente la vita pubblica e sociale del nostro Paese.


A distanza di tanti anni, il livello di compromissione delle classi dirigenti nella trame corruttive e mafiose, rappresenta anche lo scandalo infinito di un’Italia dei potenti che ha lavorato alacremente perché la società civile perdesse gli anticorpi e perché ci si potesse assuefare a cio’ che è inaccettabile.

E allora per ricordare degnamente i caduti, bisogna parlare dei vivi. Bisogna parlare dello scandalo attuale del governo Berlusconi. Dei troppi ministri travolti dagli scandali. E di quel personale politico e di governo che è colpito da indagini di mafia.

Senza questa opera di verità e di conseguente bonifica morale, la commemorazione degli eroi dell’antimafia, sono solo processioni di parole inutili e di retorica melensa.

Nichi Vendola

lunedì 12 luglio 2010

EXPO NO CRIME: A MILANO L'ANTIMAFIA PARTE DAL BASSO

Gli arresti dei giorni scorsi a Milano che hanno portato in carcere 15 uomini legati a Francesco Valle (classe 1937), per gli amici Don Ciccio, hanno i soliti disgustosi ingredienti della ‘ndrangheta in Lombardia. Le solite caratteristiche che non dobbiamo mai dare per scontate in una Regione in piena fase di alfabetizzazione, che non dobbiamo stancarci di scrivere, che non dobbiamo smettere di raccontare sui giornali, sui blog, per strada, agli amici, nelle istituzioni. La presa di coscienza deve essere un trauma che distrugge i collusi, condanna gli indifferenti e isola i negazionisti.

Ma soprattutto gli arresti ci dicono che le mafie sono già al lavoro su Expo al di là dei toni rassicuranti di qualcuno. Hanno concordato le strategie, oliato le amicizie, stretto nuovi rapporti e sono passate alla “fase d’opera”.

Tre giovani consiglieri regionali lombardi si ribellano al silenzio imperante e all'omertà dilagante: Chiara Cremonesi di Sinistra Ecologia e Libertà, Pippo Civati del Pd, Giulio Cavalli, dell’Idv.

In questi giorni hanno dato vita a Expo No Crime.