La Festa della Liberazione si festeggia in tutta Italia per ricordare la lotta che ha portato alla liberazione del nostro Paese dal nazi-fascismo.
A Brugherio l’appuntamento è quello tradizionale della manifestazione per le vie cittadine: il corteo partirà alle ore 10 dal Comune, con il sindaco Marco Troiano e Lorella Brusa in rappresentanza dell’ANPI provinciale.
Nel pomeriggio la grande manifestazione di Milano: tra gli oratori del comizio conclusivo, oltre al Presidente Nazionale di ANPI Carlo Smuraglia, ci sarà anche la nostra concittadina e senatrice a vita Elena Cattaneo.
Partecipare alle diverse iniziative significa non solo commemorare le vittime del Nazi-fascismo e ricordare i protagonisti della Resistenza, ma anche difendere e coltivare il loro lascito, cioè i valori su cui si fondano la Repubblica italiana e la sua Costituzione.
Per questo SEL aderirà domani alla manifestazione per la pace e il disarmo a Verona dove all’Arena si è dato appuntamento il movimento pacifista italiano per lanciare un messaggio forte e chiaro al mondo politico nazionale in nome della nostra Costituzione. “L’Italia ripudia la guerra, ma continua ad armarsi. Crescono le spese militari, si costruiscono nuovi strumenti bellici. Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime dieci potenze militari del pianeta, nella corsa agli armamenti più dispendiosa della storia. Ne sono un esempio i nuovi 90 cacciabombardieri F35, il cui costo di acquisto si attesta sui 14 miliardi di euro, mentre l’intero progetto Joint Strike Fighter supererà i 50 miliardi di euro…
La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo”.
In particolare, il tema della cancellazione del programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35, sin dalle prime fasi di questa legislatura è stato al centro dell’agenda politica nostra e dell’onorevole Giulio Marcon (Sel) , il quale per primo ha presentato una mozione alla Camera e ha fondato, con altri colleghi, l’intergruppo dei parlamentari per la pace, un inedito nella storia del Parlamento italiano.
Volendo garantire la piena applicazione dell’art. 11 (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...”) e dell’art. 52 della Costituzione italiana (che definendo la difesa della Patria “sacro dovere del cittadino”, contempla in sé anche la promozione di una difesa civile), la proposta di Sinistra Ecologia Libertà prevede di:
- ridurre la spesa militare complessiva italiana (quest’anno pari a 24 miliardi di euro) e le sacche di privilegio esistenti nel comparto militare (ausiliaria, previdenza, moltiplicazione degli uffici e delle cariche);
- ridurre lo spreco di risorse pubbliche destinate all’acquisto di armi, a partire dalla cancellazione del programma di acquisto degli F-35. Se si considera che l’Italia intende acquistare 90 cacciabombardieri, che presentano problematiche strutturali e il cui costo si aggira sui 130 milioni di euro ciascuno (15 miliardi il costo complessivo, 52 miliardi se si includono i conseguenti costi di gestione e di mantenimento), la riduzione prevista di 400 milioni di euro della difesa (150 milioni per il programma F-35), prevista dal decreto sul bonus Irpef varato nei giorni scorsi dal Governo, è insufficiente e ridicola: ridurre di 150 milioni il costo degli F-35 significa rinunciare a un solo F-35 e a un pezzo d’ala;
- sostenere le politiche economiche volte alla conversione a fini civili (come previsto dalla legge n. 185 del 1990) delle industrie produttrici di armi.
- rendere effettiva la possibilità che il Servizio Civile nazionale concorra, in alternativa al servizio militare, alla difesa della Patria. I fondi per finanziarlo possono provenire dal trasferimento di risorse dalla difesa armata a quella non armata;
- inserire, nelle attività di cooperazione internazionale, il Peacebuilding civile (interposizione, mediazione, riconciliazione), facente parte delle esperienze maturate dalla società civile organizzata nelle situazioni di conflitto. In tal senso, vanno potenziati gli Interventi Civili di Pace, come già si è iniziato a fare (grazie ad un emendamento di Sinistra Ecologia Libertà) con la legge di stabilità, che ha approvato un finanziamento di 9 milioni di euro (3 per ogni anno dal 2014 al 2016) per l’istituzione dei Corpi Civili di Pace, nei quali saranno coinvolti 500 giovani nell’ambito della legge nazionale sul Servizio Civile. Si tratta ora di approvare la legge nazionale sui Corpi Civili di Pace;
- avviare una politica di difesa europea, autonoma, pacifica e nonviolenta, con l’immediato superamento della Nato, le cui ragioni di esistenza non si giustificano e il cui Patto (soprattutto con la fine della guerra fredda) è ormai obsoleto e comunque da sempre incompatibile, per finalità e strumenti, con il nostro ordinamento. L’obiettivo da raggiungere, insieme alla costituzione degli Stati Uniti di un’Europa solidale (come già suggeritoci da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ne “Il manifesto di Ventotene”), è l’accrescimento del ruolo delle Nazioni Unite, la sola organizzazione che può e deve dirimere le controversie internazionali e promuovere la pace tra i popoli.
FESTA SEL 2014
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venerdì 25 aprile 2014
domenica 13 aprile 2014
MOZIONE SUL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI: PERCHÈ ABBIAMO VOTATO A FAVORE
Nel Consiglio Comunale di venerdì sera, dopo la presentazione del Bilancio da parte dell'amministrazione, si è discussa e votata la mozione presentata dal M5S sul registro delle unioni civili.
I consiglieri di SEL -Francesca Feraudi e Antonio Piserchia- hanno votato a favore.
Perchè?
- Perchè non si può far finta che in città non siano in continua crescita le coppie di persone conviventi che hanno scelto di non sposarsi o non possono farlo perchè omosessuali. Non si può far finta che non esistano.
- Perché pensiamo che il Comune debba promuovere e tutelare i diritti che riguardano la dignità e la libertà delle persone, contrastando ogni forma di discriminazione.
- Perché, riconoscendo situazioni che di fatto esistono e che nessuno può negare, si dà più dignità alle persone e si rafforza il concetto di vincolo affettivo.
- Perché da anni e in tutta Italia SEL è in prima fila nella battaglia per i diritti, per garantire riconoscimento, accettazione, equità, parità di accesso ai servizi a tutte e a tutti.
Siamo però convinti -e i fatti lo dimostrano- che solo attraverso un percorso di sensibilizzazione e di condivisione con i cittadini e le altre forze politiche sia possibile garantire l'approvazione in Consiglio Comunale di atti di indirizzo che vadano nella direzione delle pari opportunità e della salvaguardia dei diritti.
È successo a Monza, a Vimercate, ad Arcore, a Milano e in tante altre realtà in cui, in modo trasversale e a prescindere dall'appartenenza politica, il voto sulla tutela dei diritti di tutte le forme di convivenza ha raccolto la maggioranza dei voti.
Non è successo a Brugherio.
Non è successo anche perchè il M5S ha preferito fare tutto da sé, senza coinvolgere in un percorso di partecipazione e condivisione né i cittadini né le forze politiche.
E il risultato è stato la bocciatura della loro mozione.
Siamo però convinti che anche a Brugherio sarà possibile costruire una comunità e un Comune che non lasciano indietro nessuno, che sappiano tenere alta l’attenzione sul principio di eguaglianza e che siano capaci di riconoscere la pluralità delle scelte di convivenza e di garantire a tutti e a tutte gli stessi diritti e le stesse opportunità.
Ne siamo convinti anche perchè lo stesso Sindaco Marco Troiano venerdì sera, pur votando contro la mozione del M5S, ha però detto che “ci si può dividere sul tema dello strumento da utilizzare -registro, attestazione di famiglia anagrafica o altro- ma non ci si può dividere sul tema dei diritti, sul quale mi auguro che ci possa essere la più larga condivisione”.
SEL, sul tema dei diritti, c'è e darà il proprio contributo ideale e di conoscenza affinché in Consiglio Comunale la maggioranza porti a compimento l'impegno a “garantire alle persone i diritti civili e sociali, senza discriminazione verso coloro che affidano i propri progetti di vita a forme diverse di convivenza, siano esse tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso”, come recita il nostro Statuto Comunale.
sabato 1 marzo 2014
BRIANZA PER TSIPRAS: FIRMA L'APPELLO
Il
2 marzo alle 21 presso il CIRCOLO LIBERTA' – Monza, Viale Libertà
33: Assemblea
operativa per la costituzione di un Comitato di sostegno in Brianza
alla lista ” l’Altra Europa con Tsipras”
Firma l'appello
per la formazione di un comitato brianzolo a sostegno della lista
“L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” alle elezioni europee 2014.
"Siamo
attivisti, elettori e militanti brianzoli di sinistra.
Abbiamo
raccolto lʼappello lanciato per la
creazione, in occasione delle imminenti elezioni europee, di una
lista unitaria di sinistra
che appoggi Alexis Tsipras, presidente del partito greco SY.RIZ.A. e
candidato della
Sinistra Europea alla presidenza della Commissione.
La
democrazia è messa allʼangolo in Europa, dove l'economia è
governata dalla Banca
Centrale e non dagli organi elettivi.
Vogliamo
ridisegnare un'Altra Europa, che si basi su unʼunione politica e
rappresentativa reale, e
gettare le basi in Italia per un'alternativa politica di sinistra
competente, onesta, concreta.
Il
neoliberismo ha fallito. Le politiche di austerity stanno minando le
conquiste di decenni
di lotte sociali.
Abbiamo sotto gli occhi la situazione greca, dove
lo stesso FMI ha
ammesso che la Troika ha strangolato l'economia e messo in ginocchio
un paese.
Dobbiamo
invertire la rotta dell'Unione Europa, ridiscutere Fiscal Compact e
debito pubblico,
riprenderci la sovranità monetaria in Europa, riportare
l'uguaglianza al centro del
dibattito politico e ripensare lo sviluppo attraverso un green new
deal europeo.
Siamo
stretti in una morsa. Da un lato il neoliberismo che porta la crisi
del welfare e dell'Europa
sociale, dall'altro il populismo anti euro che sfocia nel
nazionalismo e nel neofascismo.
I partiti socialdemocratici non hanno saputo proporre unʼalternativa.
Serve una
terza via che riparta dall'Europa di Altiero Spinelli, dalla Grecia
di Syriza, dai social
forum europei e mondiali.
La
sinistra italiana degli ultimi anni si è sempre divisa per
personalismo e tatticismo.
Vogliamo
ricostruire un percorso unitario e coerente. Aperto al dialogo,
partecipato e democratico,
con ambizioni di governo e proposte coraggiose.
La
Brianza è una terra ricca di esperienze associative, ambientaliste,
culturali e solidali che non
possono restare isolate. La nostra provincia ha bisogno di una
politica di sinistra e di
ambientalismo: pensiamo al mondo del lavoro, devastato dalla crisi
delle aziende, e alla
nostra terra devastata da cementificazione e inquinamento.
Ci
rivolgiamo a chi è scoraggiato, chiedendo di crederci ancora una
volta e a chi è impegnato
nella cultura, nel mondo del lavoro o nell'ambientalismo, chiedendo
di portare il suo
contributo per rinnovare una politica stanca e autoreferenziale.
Ci
rivolgiamo a chi ancora sta lottando in un partito o nei movimenti,
chiedendo di farlo insieme,
in un percorso condiviso.
Il successo di questo progetto dipende da
tutti noi e dalla
nostra capacità di mobilitarci nei vari territori, a partire dalla
Brianza. "
Puoi FIRMARE a questo link
giovedì 16 maggio 2013
EffettoSEL: DIRITTI AL CUORE
Perché in un momento così difficile per il mondo
del lavoro, in un momento dove tanti faticano ad arrivare a fine mese, fra esodati e licenziati,
giovani e precari senza futuro e pensionati sotto il livello di povertà, ci
vogliamo occupare anche di diritti civili?
Perché non sono un di più rispetto ai diritti
sociali, al diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione. Sono un tutt’uno coi
diritti delle donne, con i diritti dei migranti, col riconoscimento dello ius
soli per i bambini nati in Italia e per chi in Italia vive, lavora, ha un
progetto di vita.
Perché non può esistere libertà a metà.
Perché la comunità cittadina è caratterizzata
dalla presenza – in continua crescita – di legami affettivi e di vita stabili e duraturi, estranei all’istituto del matrimonio.
Non si può far finta che
non esistano.
Buona politica è allora anche saper immaginare,
costruire e sostenere un’idea di città viva, complessa, plurale e perciò
moderna, che sappia guardare alle differenze come ad un’opportunità e non come a un pericolo.
Una comunità e un Comune che non lasciano
indietro nessuno, che sappiano tenere alta l’attenzione sul principio di
eguaglianza, che sostengano il diritto alla
cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri e che
siano capaci di riconoscere la pluralità delle scelte di convivenza e di
garantire a tutti e a tutte gli stessi diritti e le stesse opportunità.
Per questo pensiamo sia doveroso che il Comune
promuova e tuteli i diritti che riguardano la dignità e la libertà delle
persone, contrastando ogni forma di discriminazione, ad esempio attraverso l’istituzione del registro delle unioni civili,
che parifica le coppie “di fatto” a quelle unite in
matrimonio in relazione ai rapporti con il Comune.
Non
si tratta di creare nessun nuovo status, ma semplicemente di modificare i
regolamenti comunali per offrire gli stessi servizi a chi è unito in
matrimonio e a chi convive.
Si tratta di
garantire riconoscimento, accettazione, equità di diritti, parità di accesso ai servizi a tutte
e a tutti senza togliere niente a nessuno.
Allo stesso tempo si amplia e si rafforza il concetto di vincolo
affettivo della famiglia, si dà più dignità alle persone, riconoscendo
situazioni che di fatto esistono e che nessuno può negare.
lunedì 13 maggio 2013
EffettoSEL: LE CANDIDATE E I CANDIDATI DI SEL con Marco Troiano Sindaco
EffettoSEL a Brugherio è l'accento che
mettiamo sul LAVORO, sui PARCHI e la DIFESA DEL SUOLO, sui
DIRITTI, sui BENI COMUNI.
EffettoSEL sono anche i volti delle
nostre candidate e dei nostri candidati.
Volti e storie di persone che lavorano, che si
impegnano nel sociale, nella scuola, nel sindacato, nelle associazioni e nei
comitati del territorio.
Volti di
persone che sanno immaginare che Brugherio possa essere migliore e che per
questo hanno deciso di metterci la faccia: con Marco Troiano Sindaco per far ripartire la città.martedì 2 aprile 2013
ESODATI: DECRETO NON RISOLUTIVO (Titti di Salvo-Deputata SEL)
Con il terzo decreto, infatti, aumentano di diecimila i lavoratori salvaguardati, arrivando cosi a circa 130 mila, ma sappiamo bene che restano privi di tutele più di 200 mila persone.
Un numero destinato a non esaurirsi - spiega Di Salvo.
Le due Leggi Fornero, Previdenza e Mercato del Lavoro, creano strutturalmente esodati, una vera e propria fabbrica. Gli effetti determinati dallo spostamento in avanti dell'età pensionabile e dalla modifica degli ammortizzatori sociali allontanano il traguardo della pensione per le persone espulse dai processi produttivi.
In questo terzo decreto i criteri sono fortemente restrittivi: l'obiettivo sembra essere quello di far corrispondere il numero di beneficiari alle risorse disponibili, invece di garantire un diritto, come nel caso della penalizzazione nei confronti dei prosecutori volontari.
Il tema degli esodati non può essere liquidato come una questione tra le tante.
Per noi è una ingiustizia che deve essere sanata al più presto, così come rapidamente deve essere risolto la questione del finanziamento della cassa integrazione in deroga, e - conclude Di Salvo - più in generale i temi del lavoro e dell'occupazione."
martedì 19 marzo 2013
BENVENUTA SINISTRA. IN PARLAMENTO
Nel suo primo giorno di vita parlamentare, il 15 marzo SEL ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e ha presentato 8 proposte di legge e una mozione,
frutto del lavoro di questi anni e di scelte condivise con altri soggetti e
associazioni.
Con i 45 parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, tante istanze ora possono trovare voce nel luogo per eccellenza della nostra democrazia: il Parlamento.
1 Proposta di legge contro la corruzione per la modifica art.416 ter codice penale (voto di scambio)
2 Proposta di legge per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco
3 Proposta di legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani
4 Proposta di legge per la tutela della bellezza e la salvaguardia del paesaggio
1 Proposta di legge contro la corruzione per la modifica art.416 ter codice penale (voto di scambio)
2 Proposta di legge per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco
3 Proposta di legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani
4 Proposta di legge per la tutela della bellezza e la salvaguardia del paesaggio
5 Proposta di legge per l'introduzione del reddito minimo garantito
6 Proposta di legge per l'acqua pubblica e la ripubblicizzazione del servizio idrico
7 Proposta di legge per i matrimoni gay
6 Proposta di legge per l'acqua pubblica e la ripubblicizzazione del servizio idrico
7 Proposta di legge per i matrimoni gay
8 Proposta di legge sull’agricoltura sociale
9 Mozione per l'abrogazione del programma F35
La scelta del gruppo è stata quella di cominciare subito a dare corso agli impegni presi in campagna elettorale. Abbiamo cominciato da proposte che parlano del profilo politico di Sel e che, avendo alle spalle un lavoro di mesi(o di anni), erano già tradotte in testi normativi.
9 Mozione per l'abrogazione del programma F35
La scelta del gruppo è stata quella di cominciare subito a dare corso agli impegni presi in campagna elettorale. Abbiamo cominciato da proposte che parlano del profilo politico di Sel e che, avendo alle spalle un lavoro di mesi(o di anni), erano già tradotte in testi normativi.
Nelle prossime settimane verrà messo a punto un pacchetto di proposte di legge sul lavoro.
mercoledì 1 agosto 2012
E’ TEMPO DI CAMBIARE.DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DI SEL
Oggi Nichi Vendola ha annunciato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra: “Lo faccio sulla base di una spinta larga – ha detto - che non viene solo da parte del mio partito”.
Ecco allora il documento che il coordinamento nazionale di SEL propone alla discussione e al confronto delle forze politiche del centrosinistra, ai movimenti, al mondo dell’associazionismo e dell’impegno civile, alle associazioni del mondo giovanile e studentesco, agli amministratori pubblici, a tutte a e tutti coloro che pensano, sperano, vogliono e sono disponibili a salvare e a cambiare l’Italia.
"Le cittadine ed i cittadini, europei ed italiani, sono la più grande risorsa per affrontare e sconfiggere la crisi terribile e di lungo periodo che stiamo vivendo. L’urgenza principale che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni sarà quella di difendere chi ha meno potere e ricchezze di fronte allo strapotere di quelli che stanno ancora guadagnando con la crisi. Diceva don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.
Questo è il nostro principale impegno affinché gli uomini e le donne del nostro paese possano essere i protagonisti di una stagione di cambiamento. Un cambiamento che intendiamo costruire insieme alle forze politiche democratiche e progressiste, ma soprattutto con la piena partecipazione di tutte e tutti i cittadini nelle decisioni fondamentali che saremo chiamati ad assumere.
giovedì 1 marzo 2012
Il 9 marzo a Roma con la FIOM
Adesione di SEL della Lombardia alla mobilitazione generale indetta dalla FIOM
PER: LA DIFESA DELL'ART.18, IL CONTRATTO, IL LAVORO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA E LA RAPPRESENTANZA NEI LUOGHI DI LAVORO
Il 9 Marzo la Fiom-Cgil ha indetto lo Sciopero Generale dei Metalmeccanici con una manifestazione nazionale a Roma per:
* la difesa dell'art 18 elemento centrale per la tutela della dignità e della libertà nel lavoro
* la riconquista del contratto collettivo di lavoro
* la riunificazione dei diritti nel lavoro con il superamento di tutte le forme di precarietà
* un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per il rilancio di uno svipuppo industriale sostenibile del nostro paese
* contrastare le scelte della Fiat e di Federmeccanica tese a mettere in discussione i diritti contrattuali, la Rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro
* il contrasto ad una politica europea tutta incentrata sul rigore finanziario nonché allo smantellamento dello stato sociale e a favore le privatizzazioni
Nel condividere a pieno le ragioni che sono alla base della mobilitazione generale indetta dalla Fiom Sinistra Ecologia Libertà della Lombardia vuole dare il proprio contributo di adesione, invitando i suoi militanti e simpatizzanti a partecipare.
Perché riteniamo che questa iniziativa di mobilitazione generale sia utile non solo per contrastare ma per rivendicare un radicale cambiamento delle politiche industriali ed economiche, sociali e salariali praticate in questi anni in Europa e nel nostro Paese dai governi Berlusconi e dai padroni e che vedono una loro continuità in molte delle scelte fin qui fatte anche dal governo Monti.
Perché cogliamo nelle piattaforma rivendicativa che sta alla base della mobilitazione generale dei Metalmeccanici un contributo concreto di proposta in grado di parlare a tutte quelle forze politiche e sociali del centro sinistra che lo vogliono, quali debbano essere alcuni dei punti centrali di un futuro programma di governo alternativo alle destre nel nostro Paese e in Europa.
Perché come Sinistra Ecologia Libertà, siamo politicamente e culturalmente impegnati a lottare per affermare il cambiamento, per il superamento della precarietà, per una redistribuzione del reddito più equo e solidale, per il diritto a una giusta pensione, per l'introduzione del reddito di cittadinanza, per un piano per il lavoro e l'occupazione, per uno sviluppo ambientalmente sostenibile, per il miglioramento dei servizi pubblici, per la difesa dei beni comuni.
Perché affermare l'esigibilità dei diritti sanciti dalla costituzione, dalle leggi, la democrazia, la rappresentanza dentro i luoghi di lavoro, significa difendere la libertà per tutti.
Il 9 Marzo la Fiom-Cgil ha indetto lo Sciopero Generale dei Metalmeccanici con una manifestazione nazionale a Roma per:
* la difesa dell'art 18 elemento centrale per la tutela della dignità e della libertà nel lavoro
* la riconquista del contratto collettivo di lavoro
* la riunificazione dei diritti nel lavoro con il superamento di tutte le forme di precarietà
* un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per il rilancio di uno svipuppo industriale sostenibile del nostro paese
* contrastare le scelte della Fiat e di Federmeccanica tese a mettere in discussione i diritti contrattuali, la Rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro
* il contrasto ad una politica europea tutta incentrata sul rigore finanziario nonché allo smantellamento dello stato sociale e a favore le privatizzazioni
Nel condividere a pieno le ragioni che sono alla base della mobilitazione generale indetta dalla Fiom Sinistra Ecologia Libertà della Lombardia vuole dare il proprio contributo di adesione, invitando i suoi militanti e simpatizzanti a partecipare.
Perché riteniamo che questa iniziativa di mobilitazione generale sia utile non solo per contrastare ma per rivendicare un radicale cambiamento delle politiche industriali ed economiche, sociali e salariali praticate in questi anni in Europa e nel nostro Paese dai governi Berlusconi e dai padroni e che vedono una loro continuità in molte delle scelte fin qui fatte anche dal governo Monti.
Perché cogliamo nelle piattaforma rivendicativa che sta alla base della mobilitazione generale dei Metalmeccanici un contributo concreto di proposta in grado di parlare a tutte quelle forze politiche e sociali del centro sinistra che lo vogliono, quali debbano essere alcuni dei punti centrali di un futuro programma di governo alternativo alle destre nel nostro Paese e in Europa.
Perché come Sinistra Ecologia Libertà, siamo politicamente e culturalmente impegnati a lottare per affermare il cambiamento, per il superamento della precarietà, per una redistribuzione del reddito più equo e solidale, per il diritto a una giusta pensione, per l'introduzione del reddito di cittadinanza, per un piano per il lavoro e l'occupazione, per uno sviluppo ambientalmente sostenibile, per il miglioramento dei servizi pubblici, per la difesa dei beni comuni.
Perché affermare l'esigibilità dei diritti sanciti dalla costituzione, dalle leggi, la democrazia, la rappresentanza dentro i luoghi di lavoro, significa difendere la libertà per tutti.
il 9 Marzo saremo a Roma con la FIOM
martedì 28 febbraio 2012
BASSI SALARI, ORARI DI LAVORO PIU' LUNGHI, SCARSA COMPETITIVITA'
Siamo tra i paesi europei che pagano meno i lavoratori, mentre abbiamo gli orari di lavoro più lunghi. Nonostante ciò la competitività delle nostre imprese è tra le più basse.
Il quadro di un paese che ha sbagliato obiettivi e che si appresta a commettere ulteriori errori.
Ieri e oggi i quotidiani hanno riferito la diffusione dei dati Eurostat sui salari medi lordi nei paesi dell’Unione. Tuttavia i dati diffusi, per ciò che riguarda l’Italia, si riferiscono al 2006, mentre per altri paesi si arriva al 2009. Inoltre i dati italiani riguardano le aziende con più di 10 dipendenti, mentre per altri paesi il campione è l’intero mondo del lavoro.
Evitiamo quindi di riportare statistiche così disomogenee e ci affidiamo invece all’OCSE che fornisce dati più aggiornati e uniformi.
Salari medi lordi
Questo grafico rappresenta la situazione al 2002:

Come si può notare l’Italia è una posizione defilata, ben lontana dal “centro” dell’Europa e vicina ai paesi meno ricchi.
Questo grafico rappresenta la situazione al 2002:

Come si può notare l’Italia è una posizione defilata, ben lontana dal “centro” dell’Europa e vicina ai paesi meno ricchi.
La situazione al 2010 è invece questa:

Si può notare che la situazione è peggiorata negli 8 anni trascorsi. L’Italia viene scavalcata dalla Spagna e dalla Finlandia e viene avvicinata dalla Slovenia. In sostanza, l’Italia da ultimo paese dell’Europa “ricca” nel 2002 passa ad essere il secondo dell’Europa “povera”.
Ore lavorate
Mentre i lavoratori italiani sono tra i peggio pagati d’Europa, il numero di ore di lavoro per anno per addetto risulta fra i più alti.

Anche qui, si può notare come il nostro paese risulti vicino alle nazioni meno sviluppate d’Europa, piuttosto che alle maggiori economie. Si noti inoltre come la Grecia, spesso dipinta come paese di “fannulloni” risulti invece in testa tra i paesi considerati.
Costo del lavoro
Il costo del lavoro in Italia, inteso come retribuzione, oneri sociali e altre spese, risulta minore rispetto alle grandi economie europee, come si evince da questo grafico:
L’Italia si colloca al di sotto della media della zona Euro. E’ quindi privo di fondamento l’assunto che le imprese italiane paghino il lavoro più di quelle delle economie avanzate europee, ad eccezione della sola Gran Bretagna (dove è particolarmente bassa la componente degli oneri sociali).
Produttività
Il quadro è ribaltato invece quando si considera la produttività. Qui mostreremo la produttività come calcolata dall’OCSE, Prodotto interno lordo (in Euro) per ora lavorata:

Come si può notare, la produttività italiana risulta bassa in valore assoluto e stagnante, quella Greca è addirittura calante, mentre tutte le altre sono crescenti, sia pure con inclinazioni differenti.
In altre parole, l’Italia è un paese fermo da molti anni. La sua produzione, intesa nel senso più generale, è rimasta poco remunerativa, mentre i partner europei hanno saputo migliorare la capacità di produrre reddito.
Da notare che nel 2003 è intervenuta una significativa modifica del mercato del lavoro, con l’introduzione di nuove forme di lavoro flessibile, ampiamente sfruttate dalle imprese. Ciò però non ha avuto effetti significativi sulla produttività del lavoro.
Conclusioni
Mentre il dibattito pubblico appare tutto concentrato sulla riduzione delle tutele del lavoro, le cui conseguenze più immediate sono il contenimento salariale e l’aumento delle ore di lavoro effettive, i dati mostrano invece che le politiche sinora adottate in questa stessa direzione non hanno avuto l’effetto di ridurre il gap di produttività rispetto alle potenze economiche europee e si sono pertanto dimostrate del tutto inefficaci rispetto agli obiettivi enunciati.
Come abbiamo già evidenziato, il problema della bassa produttività italiana non può addebitarsi al fattore lavoro, che anzi risulta maggiormente a buon mercato che altrove.
Secondo l’UE “la crescita della produttività dipende dalla qualità del capitale fisico, dal miglioramento delle competenze e della manodopera, dai progressi tecnologici e dalle nuove forme di organizzazione.”
Le cause probabili delle scarse performance italiane andrebbero ricercate nella scarsa “produttività del capitale”, vale a dire dei mezzi di produzione, intesi nel senso più ampio, obsoleti o sottoutilizzati, così come nella frammentazione del capitale in moltissime microimprese che non riescono a realizzare quelle economie di scala e quell’innovazione di processo e di prodotto che permettono una maggiore competitività delle stesse e nella specializzazione produttiva. Non sorprende quindi la bassa qualificazione dei lavoratori richiesta nel nostro paese dal tessuto produttivo, che abbiamo già evidenziato in passato.

Si può notare che la situazione è peggiorata negli 8 anni trascorsi. L’Italia viene scavalcata dalla Spagna e dalla Finlandia e viene avvicinata dalla Slovenia. In sostanza, l’Italia da ultimo paese dell’Europa “ricca” nel 2002 passa ad essere il secondo dell’Europa “povera”.
Ore lavorate
Mentre i lavoratori italiani sono tra i peggio pagati d’Europa, il numero di ore di lavoro per anno per addetto risulta fra i più alti.

Anche qui, si può notare come il nostro paese risulti vicino alle nazioni meno sviluppate d’Europa, piuttosto che alle maggiori economie. Si noti inoltre come la Grecia, spesso dipinta come paese di “fannulloni” risulti invece in testa tra i paesi considerati.
Costo del lavoro
Il costo del lavoro in Italia, inteso come retribuzione, oneri sociali e altre spese, risulta minore rispetto alle grandi economie europee, come si evince da questo grafico:
L’Italia si colloca al di sotto della media della zona Euro. E’ quindi privo di fondamento l’assunto che le imprese italiane paghino il lavoro più di quelle delle economie avanzate europee, ad eccezione della sola Gran Bretagna (dove è particolarmente bassa la componente degli oneri sociali).Produttività
Il quadro è ribaltato invece quando si considera la produttività. Qui mostreremo la produttività come calcolata dall’OCSE, Prodotto interno lordo (in Euro) per ora lavorata:

Come si può notare, la produttività italiana risulta bassa in valore assoluto e stagnante, quella Greca è addirittura calante, mentre tutte le altre sono crescenti, sia pure con inclinazioni differenti.
In altre parole, l’Italia è un paese fermo da molti anni. La sua produzione, intesa nel senso più generale, è rimasta poco remunerativa, mentre i partner europei hanno saputo migliorare la capacità di produrre reddito.
Da notare che nel 2003 è intervenuta una significativa modifica del mercato del lavoro, con l’introduzione di nuove forme di lavoro flessibile, ampiamente sfruttate dalle imprese. Ciò però non ha avuto effetti significativi sulla produttività del lavoro.
Conclusioni
Mentre il dibattito pubblico appare tutto concentrato sulla riduzione delle tutele del lavoro, le cui conseguenze più immediate sono il contenimento salariale e l’aumento delle ore di lavoro effettive, i dati mostrano invece che le politiche sinora adottate in questa stessa direzione non hanno avuto l’effetto di ridurre il gap di produttività rispetto alle potenze economiche europee e si sono pertanto dimostrate del tutto inefficaci rispetto agli obiettivi enunciati.
Come abbiamo già evidenziato, il problema della bassa produttività italiana non può addebitarsi al fattore lavoro, che anzi risulta maggiormente a buon mercato che altrove.
Secondo l’UE “la crescita della produttività dipende dalla qualità del capitale fisico, dal miglioramento delle competenze e della manodopera, dai progressi tecnologici e dalle nuove forme di organizzazione.”
Le cause probabili delle scarse performance italiane andrebbero ricercate nella scarsa “produttività del capitale”, vale a dire dei mezzi di produzione, intesi nel senso più ampio, obsoleti o sottoutilizzati, così come nella frammentazione del capitale in moltissime microimprese che non riescono a realizzare quelle economie di scala e quell’innovazione di processo e di prodotto che permettono una maggiore competitività delle stesse e nella specializzazione produttiva. Non sorprende quindi la bassa qualificazione dei lavoratori richiesta nel nostro paese dal tessuto produttivo, che abbiamo già evidenziato in passato.
La discussione pubblica si sta quindi svolgendo sul lato sbagliato dei fattori produttivi. Riforme che tendessero a precarizzare ulteriormente il lavoro e/o ridurre i salari effettivamente percepiti, non avrebbero probabilmente impatti positivi sulla produttività, come non li hanno avuti in passato, mentre risulterebbero nocive sul lato della domanda aggregata.
sabato 21 gennaio 2012
NON PIEGHIAMO I DIRITTI: manifestazione pubblica della CGIL
La CGIL Lombardia, insieme a Alto Adige-Südtirol, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto, ha organizzato una manifestazione pubblica dal titolo
L'iniziativa sara' conclusa dal Segretario Generale Susanna Camusso.
Lo scopo è quello di presentare le proposte della CGIL sui temi del lavoro e della crescita, anche in vista del possibile confronto con il Governo.
“Non pieghiamo i DIRITTI” – Coesione sociale, equità, futuro per i giovani. Lavoriamo per crescere
giovedi 26 gennaio 2012 dalle ore 9.30 alle ore 14.00 circa al Mediolanum Forum di Assago
L'iniziativa sara' conclusa dal Segretario Generale Susanna Camusso.
Lo scopo è quello di presentare le proposte della CGIL sui temi del lavoro e della crescita, anche in vista del possibile confronto con il Governo.
sabato 19 novembre 2011
L'ITALIA SONO ANCH'IO
L’ITALIA SONO ANCH’IO è la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia da 18 associazioni.
· vuole promuovere l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al raggiungimento di questo obiettivo.
· fa appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ciascuno responsabilmente contribuisca a costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza per chiunque nasca e viva nel nostro Paese.
· vuole riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico per creare un movimento trasversale e unitario: l’esercizio della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte, con uguali diritti e responsabilità.
· propone l’adesione al manifesto della Campagna e un programma di iniziative di sensibilizzazione ed eventi culturali.
Sabato 19 novembre i promotori della campagna “L’Italia sono anch’io” organizzano la seconda giornata nazionale di raccolte firme a sostegno dei due progetti di legge di iniziativa popolare sul tema dei diritti di cittadinanza e del diritto di voto alle elezioni amministrative per i cittadini di origine straniera:
- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.
L’elenco completo e aggiornato delle iniziative sul sito http://www.litaliasonoanchio.it/.
· vuole promuovere l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al raggiungimento di questo obiettivo.
· fa appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ciascuno responsabilmente contribuisca a costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza per chiunque nasca e viva nel nostro Paese.
· vuole riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico per creare un movimento trasversale e unitario: l’esercizio della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte, con uguali diritti e responsabilità.
· propone l’adesione al manifesto della Campagna e un programma di iniziative di sensibilizzazione ed eventi culturali.
Sabato 19 novembre i promotori della campagna “L’Italia sono anch’io” organizzano la seconda giornata nazionale di raccolte firme a sostegno dei due progetti di legge di iniziativa popolare sul tema dei diritti di cittadinanza e del diritto di voto alle elezioni amministrative per i cittadini di origine straniera:
- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.
L’elenco completo e aggiornato delle iniziative sul sito http://www.litaliasonoanchio.it/.
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