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venerdì 6 dicembre 2013

MARONI FALCIDIA LA SCUOLA PUBBLICA

“Salvi i fondi per le scuole private, falcidiati quelli per le pubbliche”.
Maroni arriva là dove neanche Formigoni aveva osato spingersi: falcidiare scientemente la scuola pubblica.
Il bilancio di previsione regionale 2014-2016 in materia di istruzione racconta infatti come, a fronte di una semi scomparsa dei contributi al pubblico, si confermano invece quelli ai privati.
- i buoni scuola per le paritarie passano dai 33 milioni stanziati in bilancio per quest’anno ai 30 dell’anno prossimo. Un calo lievissimo.
- I fondi per le pubbliche? Passano dai 23 milioni del 2013 ai soli 5 del 2014.
- Il finanziamento per le borse di studio (Assegni di studio individuali a studenti meritevoli) è stato completamente tagliato. Non esiste voce in bilancio. Nessuna borsa di studio, nessun fondo. Zero.

SEL ha aderito alla raccolta delle oltre 10mila firme contro i buoni scuola che verranno consegnate alla commissione Istruzione della Regione.
Perché i buoni scuola sono «manifestatamente incostituzionali», in contrapposizione all’articolo 33 della Carta («Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole senza oneri per lo Stato»).

martedì 27 marzo 2012

TITOLI DI CODA PER IL SINDACO E LA SUA EX MAGGIORANZA



Se la settimana passata si era chiusa con una maggioranza ormai in disfacimento -uscita dei consiglieri Pdl dal Consiglio Comunale, dimissioni di un assessore e altre annunciate, passaggio dell’Udc in minoranza, dimissioni del coordinatore cittadino del Pdl e un sindaco ormai incapace di invertire la rotta dell’autodistruzione della sua coalizione- quella che è appena iniziata si annuncia anche peggiore.

L’avviso di garanzia inviato lunedì al consigliere del Pdl presidente della commissione urbanistica, in merito ad atti inerenti l’attività amministrativa nel campo dell’urbanistica, mette la parola fine a quell’alleanza elettorale che solo tre anni fa sembrava imbattibile e si candidava a governare la città all’insegna del fare e dell’innovazione.

I cittadini hanno purtroppo avuto modo di verificare che la politica del “fare” di cui tanto si vantava Ronchi non era rivolta al bene di questa città, ma a fare i propri affari.

Chiediamo a Pdl e Lega di prendere atto del loro fallimento 
e di non trascinare la città nella loro agonia.

L’accanimento del sindaco a non voler riconoscere la realtà e la sua personale incapacità nella gestione della sua maggioranza dimostrano che siamo nel periodo più buio della storia amministrativa della città.

Purtroppo il pessimo film a cui Brugherio ha dovuto assistere da tre anni a questa parte non mostra ancora la parola Fine.
Ma siamo ormai ai titoli di coda!

giovedì 22 marzo 2012

BRUGHERIO, è ORA DI CAMBIARE


“Da questa amministrazione vengono tutelati interessi che non sono quelli pubblici”: parole pesanti come macigni quelle usate dall’assessore Imperato per motivare le proprie dimissioni all’inizio del Consiglio Comunale di ieri sera.

Parole che ben descrivono una situazione che Sinistra Ecologia Libertà denuncia da almeno 2 anni: questa “amministrazione” ha a cuore solo interessi privati o partitici, non il bene della città.

A seguire, l’ennesimo abbandono dell’aula da parte dei consiglieri e degli assessori pidiellini, e la fuoriuscita di Corbetta dalla maggioranza, da lui definita un’armata Brancaleone.
Come tutta risposta il Sindaco, con l’arroganza che lo contraddistingue, respinge ai mittenti tutte le accuse e ribadisce di voler restare al suo posto.

Un’atmosfera da film dell’assurdo: con i banchi del centrodestra praticamente vuoti, è la minoranza che garantisce i numeri per approvare l’importantissima delibera sul sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Nonostante questo, il Sindaco continua bellamente a fregarsene del bene della città e resta abbarbicato al suo trono traballante perché i suoi interessi, evidentemente, sono altri.
Non si rende conto che l’agonia della sua raffazzonata “maggioranza” è durata troppo a lungo e sta facendo pagare a tutti noi un prezzo troppo alto, privando Brugherio non solo del suo futuro ma anche del suo presente.

IL TEMPO è SCADUTO!
OCCORRE RIDARE LA PAROLA AI CITTADINI
è ORA DI CAMBIARE!  

mercoledì 7 marzo 2012

TANGENTI PADANE


Maroni: "Giù le mani da Boni e Lega" Formigoni al Pd: non ci dimetteremo

Il Presidente del Consiglio Regionale, Davide Boni, della Lega Nord, è indagato dalla Procura di Milano per corruzione. Il reato contestato riguarderebbe vicende del periodo precedente al 2010, quando ricopriva il ruolo di assessore all'Urbanistica. A quanto emerge, l’inchiesta riguarda una serie di irregolarità nelle concessioni per aree edificabili, aree commerciali e immobili.
I soldi, per un totale di circa un milione di euro, potrebbero essere finiti nelle casse del partito di Umberto Bossi.

Per questa ragione, considerate le accuse su presunte tangenti per centinaia di migliaia di euro, Davide Boni, che avrebbe anche utilizzato in tal senso proprio gli uffici regionali, deve dimettersi dall'Ufficio di Presidenza.
È una questione di rispetto dell'istituzione, a maggior ragione trattandosi della più alta carica dell'Assemblea legislativa e a fronte di rilievi molto pesanti.

Resta in ogni caso da rilevare un dato politico complessivo ben più che preoccupante. Il quadro è ormai indifendibile. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaffare che colpisce l’amministrazione regionale di centrodestra retta da Roberto Formigoni.

Pier Gianni Prosperini, ex assessore allo Sport e vicepresidente del Consiglio, arrestato per tangenti;  Massimo Ponzoni, titolare dell'Ambiente e segretario del Consiglio regionale, arrestato per bancarotta, concussione e finanziamento illecito ai partiti; Franco Nicoli Cristiani, ex assessore all'Ambiente e al Commercio e vicepresidente del Consiglio, arrestato per truffa, corruzione e riciclaggio illecito di rifiuti (nei cantieri BreBeMi). Nicole Minetti, indagata per favoreggiamento della prostituzione minorile. Tutti in quota Pdl. Filippo Penati, ex vicepresidente del Consiglio, indagato per concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti per presunte tangenti in cambio di concessioni edili (area Falck);

Crediamo che, dopo tutte le inchieste e gli scandali giudiziari che vedono coinvolti a vario titolo diversi consiglieri e assessori, questo Consiglio e questa Regione non abbiano più alcuna legittimità. 

Formigoni si decida finalmente a prenderne atto, restituendo immediatamente la parola ai lombardi


venerdì 16 dicembre 2011

NO AL RAZZISMO. PER UN’ITALIA MIGLIORE


L’assassinio razzista di Modou SAmb e Mor Diop a Firenze è solo l’ultima deprecabile manifestazione della violenza razzista che da anni colpisce rom e migranti in Italia.
Non è stato un “regolamento di conti”, come precipitosamente una parte della stampa ha etichettato la strage, con il consueto rimando alla malavitosità dei migranti.
Non si è trattato del gesto isolato di un folle, di un “mostro”.

Quel “mostro” è generato da un immaginario collettivo nutrito di paura del diverso su cui si fonda la cultura razzista che in Italia è rappresentata dalla Lega. Certo occorre evitare generalizzazioni facili. Alle radici del razzismo ci sta proprio il meccanismo dissennato di semplificazione senza distinzione. Un rumeno stupra e tutti i romeni sono stupratori. Poco importa se è arrestato per la testimonianza di una rumena. Proprio l’automatico legame tra delitto ed etnia ha portato all’incendio di un campo nomadi sulla base di un’accusa di stupro rivelatasi poi falsa.

Quello di Firenze è stato il punto di arrivo di un’ideologia violenta, razzista e xenofoba, che germina in contesti politici di destra. Legittimata dalla costruzione politica e culturale del diverso come nemico, bersaglio, capro espiatorio.

Un elenco fin troppo lungo che parte da Castelvolturno: sei neri, africani uccisi dalla criminalità organizzata.

I pogrom di Ponticelli contro i rom, di Rosarno contro i braccianti agricoli africani hanno avuto come ultimo triste epilogo il raid al campo rom di Torino dello scorso fine settimana.

La rabbia e l’aggressione, i roghi, la furia collettiva di comuni cittadini e cittadine per punire gli indesiderabili sono la manifestazione del razzismo quotidiano che cova e si alimenta dalla propaganda.

Il discorso razzista ha prodotto una grande resa in termini elettorali in Italia.

Forze politiche, come la Lega, hanno fatto del “cattivismo” anti immigrati la propria ragione politica. La criminalizzazione dei migranti e dei rom e’ divenuta strumento di consenso politico, con l’umiliazione sistematica e la mortificazione di ogni diritto come risultato dell’applicazione di politiche discriminatorie.

Troppi ammiccamenti della politica e delle istituzioni, nella ricerca del consenso hanno prodotto una profonda devastazione culturale e grandi ferite al diritto e ai principi costituzionali.
Facile dichiararsi per i diritti dei piccoli “che crescono insieme ai nostri figli”, dichiararsi antirazzisti quando si è all’opposizione, mentre si lega l’esistenza di milioni di migranti a un precario contratto di lavoro, mentre si rinchiudono donne e uomini migranti nelle galere etniche, in base a quello che sono.

Riteniamo dunque che la nostra agenda politica debba mettere più che mai al proprio centro:

- la lotta al razzismo e alla xenofobia in ogni sua manifestazione;

- l’adozione di provvedimenti per la parità di trattamento dei migranti e contro ogni tipo di discriminazione;

- l’attuazione del principio di cittadinanza per i migranti come insieme dei diritti civili, sociali e politici, di cui sono ancora privi, in forte ritardo rispetto ad altri Paesi civili. Per questo abbiamo aderito con convinzione alla campagna “l’Italia sono anch’io”;

- la costruzione di un percorso culturale sostenibile e duraturo che metta in discussione stereotipi e luoghi comuni nella scuola, nello sport, negli eventi culturali, nella pubblicità e in particolare nell’informazione.

martedì 29 novembre 2011

BASTA CON IL TEATRINO DELLA POLITICA!

“Questo rimpasto è stato fatto per assicurare governabilità e stabilità alla maggioranza. Siamo fortissimi! Andremo avanti spediti e più forti che mai!”: per l’ennesima volta il sindaco Ronchi ha blaterato a vanvera credendo di far fessi i cittadini di Brugherio.


Sinistra Ecologia Libertà dice basta con i giochetti da teatrino della politica!

La situazione internazionale e nazionale è grave! Il Paese sta sprofondando, la crisi sta pesantemente impoverendo le famiglie, c’è una preoccupante incertezza per il futuro dei nostri giovani, la crisi sociale e ambientale sta mettendo in ginocchio l’Italia.

E, in questo contesto, il centrodestra brugherese cosa fa? Si comporta esattamente come ha fatto il governo Berlusconi: nasconde i problemi veri, tiene insieme, solo per interessi di bottega, una maggioranza posticcia e litigiosa che da tempo non è più quella uscita dalle elezioni e ha dimostrato nei fatti di non saper amministrare questa città.

Ma oggi è finito il tempo dei risolini sulle “uscite” di Ronchi, sui dentro e fuori dei suoi assessori e direttori generali. Così come era finita da tempo la voglia di ridere per le “intemperanze” di Berlusconi.

Oggi c’è bisogno di altro.

Oggi occorrono amministrazioni locali ancora più vicine ai problemi della gente, capaci di costruire iniziative politiche che diano sicurezza ai cittadini e li aiutino ad affrontare questa difficile situazione.

Occorrono politiche che sappiano affrontare sia la grave crisi sociale che l’emergenza ambientale, anziché insistere irragionevolmente a mangiare il poco suolo libero che resta, incaponendosi non si sa perché con il progetto Decathlon (un altro giocattolino del Sindaco?)

Oggi occorre che questa amministrazione, come ormai hanno fatto i cittadini di Brugherio, prenda atto della sua incapacità a rappresentare i bisogni della città e faccia un passo indietro ridando la parola agli elettori.

Occorre che tutti prendiamo atto della gravità della situazione e ci impegniamo a imprimere una svolta radicale nella politica brugherese.

Alle forze del centrosinistra, ai cittadini che non si sentono rappresentati da questa amministrazione chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città.

Noi ci siamo.

sabato 26 novembre 2011

RONCHI E I SOLITI BLA BLA

“Questo rimpasto è stato fatto per assicurare governabilità e stabilità alla maggioranza. Siamo fortissimi! Andremo avanti spediti e più forti che mai!”: così forti che nel consiglio comunale di ieri sera, dopo queste “rassicuranti” parole del sindaco Ronchi, tre consiglieri della sua “monolitica” maggioranza hanno lasciato l’aula per l’ennesima polemica interna, facendo mancare il numero legale. E per l’ennesima volta il sindaco Ronchi ha blaterato a vanvera credendo di far fessi i cittadini di Brugherio. Per l’ennesima volta ha silurato assessori, cambiato le deleghe, giocato con il governo della città.


E poi dicono che la gente non ne può più della politica…

La gente non ne può più di questo modo di far politica, che considera la cosa pubblica un terreno privato dove far pascolare le proprie vacche, che si riempie la bocca di vuoti “bla bla”, che passa il tempo a farsi le scarpe per un pezzetto di potere, che gioca all’Isola dei Famosi invece di occuparsi e preoccuparsi di quello che sta succedendo in Italia e quindi anche a Brugherio.

BASTA CON I GIOCHETTI E CON IL TEATRINO DELLA POLITICA.

Brugherio ha bisogno di altro!

martedì 22 novembre 2011

IL GIOCO DEI 4 CANTONI...PARDON, DELLE 4 POLTRONE

Ennesimo cambio di poltrone all’interno della Giunta Ronchi: l’assessore alla cultura Enzo Recalcati viene dismesso, silurato. Come, prima di lui, Pietropaolo, Liserani, Pirola, Caggiano, Sarimari…

Motivo?
Opportunità politica, che nel gergo del “nuovo” modo di far politica della Lega significa: discarichiamo Recalcati in cambio della più “interessante” poltrona ai Lavori Pubblici, che verrà assegnata a un consigliere comunale della Lega di...Lissone (!)

Un giochetto talmente “nuovo” che questo è ormai il quinto assessore (oltre al city manager) che viene fatto fuori dalla giunta Lega-PdL di Brugherio nell’arco di soli 2 anni e mezzo.

Litigi, ricatti, giochi di poltrone, rimpasti, assessorati vacanti per mesi e mesi: è questo ciò a cui Brugherio è costretta ad assistere. Una città ostaggio di un manipolo di quaquaraquà incapaci di governare e preoccupati solo di spartirsi la torta del potere. Una città che assiste attonita allo scempio delle istituzioni, che subisce da due anni e mezzo il malgoverno di una coalizione incapace di amministrare e di prendersi cura dei sempre meno improrogabili problemi della gente.

Ma Brugherio non dimentica ciò che il sindaco Ronchi prometteva di fare a Brugherio quando, per accaparrare voti, diceva in campagna elettorale: “il centrodestra ha trovato la quadra del cerchio su un candidato che ha creato unità. Questa è la squadra che parte ed è quella che arriva” (Noi Brugherio 25/4/2009).
Ma chi voleva prendere in giro il sindaco? Di quale squadra parlava? Brugherio è stata “amministrata” da 4 assessori ai lavori pubblici, 3 assessori all’istruzione, 2 assessori alla cultura. Ma lo sa Ronchi cosa vuol dire amministrare? Qualcuno vuole spiegargli che Brugherio aspetta che qualcuno si occupi finalmente e seriamente dei suoi parchi, della viabilità, dei trasporti, delle scuole, della gestione del suo territorio anziché baloccarsi con i soliti interessi di bottega?

Brugherio non dimentica ciò che il sindaco predicava: “noi abbiamo un’alleanza solida, basata sul valore dell’amicizia e dei rapporti umani.”(Noi Brugherio – 23/5/2009). Un’alleanza talmente solida che in 2 anni e ½ è riuscita a far fuori 5 assessori e un direttore generale! I valori, poi, lasciamoli stare per favore!
Oppure quando blaterava: «ci presentiamo uniti con un progetto forte e univoco. Stiamo riuscendo a far capire alla gente che siamo persone serie”(Noi Brugherio – 30/5/2009). No comment!

No, Brugherio non dimentica e purtroppo assiste impotente al pessimo e stomachevole spettacolo di un’amministrazione di incoscienti che, di fronte alla crisi economica che colpisce anche i brugheresi, continuano a discutere solo di loro stessi e dei loro interessi partitici.

Alle forze del centrosinistra, ai cittadini che non si sentono rappresentati da questa amministrazione chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città.

Noi ci siamo.

mercoledì 19 ottobre 2011

4 ASSESSORI E UN FUNERALE: SPETTACOLO IN TRE ATTI E UN EPILOGO


"Il funerale della politica"
Questo il titolo del triste spettacolo a cui hanno assistito le centinaia di cittadini presenti al consiglio comunale di lunedì sera, in cui si è discussa la mozione di sfiducia al sindaco Ronchi.
Un vero e proprio teatrino in cui PdL e Lega hanno letteralmente giocato a rappresentare ciascuno il proprio ruolo.

Canovaccio:
Atto primo - il capogruppo PdL, Corno, nel ruolo di pubblico accusatore, non risparmia pesanti critiche all’indirizzo del Sindaco per motivare la mozione di sfiducia e chiede la testa del Direttore Generale Sarimari.

Atto secondo - il leghista Manzoni, in qualità di fedele paladino di Ronchi, tira magicamente fuori dal cilindro, guarda caso, proprio le dimissioni del City Manager depositate in Comune giusto nel pomeriggio.

Atto terzo - Corno, interpretando magistralmente il ruolo del giudice che viene inaspettatamente in possesso di nuovi elementi, finge sorpresa per una notizia in realtà già trapelata da giorni e chiede una sospensione di dieci minuti.

Epilogo - il PdL, ottenuta l’ambita testa e piegato il sindaco, ritira la mozione.
Cancellati così, con un colpo di spugna, tutti gli altri motivi di scontro che stanno alla base di una crisi di giunta che dura oramai da due anni?

Il funerale della maggioranza di centrodestra
Dopo una lenta agonia, lunedì sera si è definitivamente certificata la morte della “maggioranza”.
Quattro assessori e ora anche un city manager mandati a casa.

Un contorno di liti, ripicche, ultimatum, ricatti, ribellioni, tradimenti e mancati accordi sono il triste bilancio dell’indecoroso spettacolo che il centrodestra ha voluto mettere in scena in questi due anni e mezzo anziché occuparsi di amministrare la città.

Un bilancio che purtroppo per Brugherio non è ancora chiuso perché non ci crede nessuno, e a maggior ragione dopo lunedì sera, che le liti all’interno della maggioranza siano finite.
Dopo il siluramento di Pirola, che aveva per breve tempo preso il posto dello spodestato Liserani, c’è per esempio la poltrona di assessore ai lavori pubblici ancora da assegnare; il Pgt è tuttora posteggiato in attesa di un accordo tra interessi contrapposti; il braccio di ferro tra PdL e Lega su chi dei due “ce l’ha più duro”, purtroppo per i cittadini, non è certo finito.

Il funerale di Brugherio
Lunedì in Consiglio Comunale si è però celebrato anche un altro e ben più triste funerale: quello della città di Brugherio.
Una città che assiste attonita allo scempio delle istituzioni, che subisce da due anni e mezzo il malgoverno di una coalizione incapace di amministrare e di prendersi cura dei sempre meno improrogabili problemi della gente.

Una città che aspetta che qualcuno si occupi finalmente e seriamente dei suoi parchi, della viabilità, dei trasporti, delle scuole, della gestione del suo territorio anziché baloccarsi con le solite beghe di partito.

Brugherio merita di meglio!
Occorre costruire fin da subito un’alternativa credibile per un’altra idea di città.
Noi ci siamo.

domenica 25 settembre 2011

SIAMO AL CAPOLINEA

La sospensione del consiglio comunale di venerdì 23 settembre, dopo l’uscita dei consiglieri e degli assessori del Pdl, è la degna conclusione della settimana più deprimente del centrodestra brugherese.

Si inizia con i giornali che sono costretti a dedicare pagine e pagine alle liti all’interno della maggioranza; si prosegue con il sindaco che, rimasto solo, deve disdire la gita alla Decathlon in Francia; il Piano di Governo del Territorio, che avrebbe dovuto essere adottato entro il 30 settembre, viene ritirato dall’ordine del giorno del consiglio comunale per il disaccordo tra Lega e Pdl; la poltrona di assessore ai lavori pubblici continua a rimanere vuota e Pirola è ancora in panchina …
Infine c’è il consiglio comunale convocato per venerdì 23.

Il Pdl si presenta compatto, fa melina, fa finta di non aver dato l’ultimatum al sindaco, attraverso il comunicato apparso nei giorni scorsi sui giornali: “o Pirola viene reintegrato nel suo posto di assessore o il sindaco verrà sfiduciato”.

La Lega, ignara di ciò che di lì a poco succederà, continua per tutto il Consiglio Comunale a sostenere compatta un pessimo piano scuola gestito dall’assessore del Pdl Benzi.

Ma la serata riserva un boccone avvelenato, che viene servito a freddo.

Dopo il voto al piano scuola ci si rilassa, ma prima che si passi alla discussione della delibera successiva, chiede la parola il capogruppo del Pdl Corno: spiazzando tutti, legge un comunicato che critica pesantemente gli atteggiamenti e le scelte del sindaco, ribadendo che se Pirola non verrà reintegrato in Giunta, sarà la fine di questa amministrazione.
Subito dopo consiglieri e assessori del Pdl lasciano l’aula.
Come nei migliori film al rallentatore, il sindaco si affloscia sulla poltrona, i consiglieri leghisti non reagiscono e stanno seduti mentre attorno a loro si crea il vuoto.

Finisce così la debole alleanza tra Lega e Pdl: tutta in una notte la sintesi delle divisioni interne a una “maggioranza” che sta tenendo in ostaggio la città ormai da troppo tempo.

Quello che si è visto in consiglio comunale venerdì sera non può essere considerata una delle tante liti a cui Pdl e Lega ci hanno, purtroppo, abituati in questi anni.
Siamo al capolinea.
Non è più possibile rimanere seduti aspettando la prossima fermata.
Il viaggio è terminato, si scende.

domenica 18 settembre 2011

RONCHI, LEGA, PDL: SEPARATI IN COMUNE

L’alleanza elettorale Pdl-Lega a Brugherio si sta sciogliendo con gli ultimi caldi settembrini e a nulla è valso il sostegno, in soccorso dei vincitori di turno, dell’Udc di Corbetta e della lista della Benzi. Il primo ancora in panchina e l’altra promossa assessore.
La lettura settimanale della cronaca politica brugherese sta ormai portando la città all’assefuazione.

Gli scontri, gli insulti, la girandola di assessori stanno diventando una scandalosa normalità e hanno trasformato questa maggioranza in un’armata brancaleonica incapace di amministrare, ma che sta trascinando la città alla paralisi: mancano idee e proposte che valorizzino la nostra comunità e tentino di migliorarne la qualità della vita.

Brugherio assiste attonita e impotente al pessimo e stomachevole spettacolo di un’amministrazione di incoscienti che, di fronte alla crisi economica che colpisce anche i brugheresi e ai tagli che la finanziaria infligge ai comuni, continuano a discutere solo di loro stessi e dei loro interessi partitici.

E il Sindaco? Quello -ricordate?- del partito della Lega, vicino ai problemi concreti della gente, quello che “basta con la vecchia politica della prima Repubblica”; ecco quel sindaco lì affronta i problemi di Brugherio e questioni di primaria importanza come il Piano di Governo del Territorio, il Piano del Traffico e il Piano Scuola annullando due giunte consecutive, a ridosso della discussione in Consiglio Comunale, e dedicandosi con entusiasmo solo alla sua gita in Francia, ospite della Decathlon. Beh, no, non solo alla gita dagli amici francesi a cui vuole regalare un pezzo importante del nostro Parco Est delle Cave; il sindaco è impegnato anche a tenere a freno le faide interne alla sua malriuscita alleanza elettorale: da quasi due anni non leggiamo altro sulle pagine dei giornali!
Separati in Comune, ma uniti ancora nel proposito di cementificare e di assestare così gli ultimi colpi alla città, come dimostra la proposta di Pgt che forse approderà in Consiglio Comunale.

Dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa alla città per la loro incapacità di darle un’amministrazione seria, competente, che rappresenti tutti i cittadini e non solo gli interessi delle proprie parti politiche.
Nessuna partecipazione, chi non si allinea alle posizioni del sindaco è un nemico e, in questo caos, gli sponsor elettorali stanno arrivando tutti a riscuotere quanto è stato loro promesso in campagna elettorale.

Non c’è che da indignarsi, ma anche chiedere con forza che questa pessima esperienza di governo della destra si concluda il più presto possibile.

Il sindaco prenda atto del suo fallimento politico: non è riuscito a trasformare un’alleanza elettorale in una coalizione di governo. Si dimetta e ridia la parola ai cittadini evitando di trascinare la città dentro al baratro delle liti tra partiti, delle poltrone, degli interessi di potere.

Alle forze del centrosinistra , ai cittadini che non si sentono più rappresentati da questa amministrazione chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città. Noi ci siamo.

venerdì 27 maggio 2011

IL TAR BOCCIA L'ORDINANZA DEL SINDACO SUGLI STRANIERI.

Pubblichiamo l'articolo apparso su "Noi Brugherio", con cui si rende nota la bocciatura dell'ordinanza comunale sugli stranieri, e la risposta della CGIL alle esternazioni del sindaco Ronchi apparse sullo stesso giornale.

mercoledì 6 aprile 2011

NOTIZIARIO COMUNALE: E QUALCUNO INSISTE A CHIAMARLA INFORMAZIONE

Abbiamo già avuto modo di criticare, e criticare aspramente, la svolta attuata dal Sindaco Ronchi e dalla sua Giunta nei confronti del Notiziario Comunale, trasformato da giornale che rispondeva al consiglio comunale e trovava nell’attenzione verso la vita cittadina colta in tutti i suoi aspetti, la linea editoriale più profonda, a giornale alle dipendenze del Sindaco e della sua giunta; speravamo comunque che la ricorrenza del quarantennale potesse essere un’occasione di confronto e di riflessione, tra il giornale, le forze politiche, l’associazionismo, i cittadini in generale; invece si è trattata di un’occasione persa e tutto si è concluso con una mostra, caratterizzata tra l’altro da qualche spiacevole episodio di censura.
Ci si è limitati a fare la storia, riproducendo le prime pagine del Notiziario, senza che a questa mostra si sia accompagnata una riflessione più ampia sui temi dell’informazione, della democrazia nella nostra città, sul ruolo del Notiziario.

Paura del confronto.

E’ davanti agli occhi di tutti come dall’avvento della giunta Ronchi, il giornale abbia preso una strada opposta alla linea che aveva seguito in tutti gli anni precedenti.
Vogliamo ricordare che il giornale di Brugherio ha un record che ci invidiavano molti comuni: un giornale che esce ininterrottamente da 40 anni, che ha saputo mantenersi autonomo dalle varie amministrazioni che si sono avvicendate in tutti questi anni.
Certo in ogni tempo ci sono state polemiche, attacchi a questo o a quel Direttore giudicati di essere troppo filo amministrazione (ma non sono mancati anche casi di critica opposta, a dire il vero) e di non rispettare appieno la linea editoriale del giornale; ma erano appunto critiche su specifici articoli, sul peso dato alle varie notizie; che il giornale non potesse essere, non dovesse essere il giornale della Giunta, al Direttore era chiarissimo.

Ora la situazione è completamente diversa perché non si tratta di criticare questo o quell’articolo, ma è proprio la formula imposta dall’amministrazione che fa, volutamente, di questo giornale (con Gatti efficace direttore d’orchestra) la grancassa dell’amministrazione.

Per chi guarda Brugherio attraverso le pagine del Notiziario, la nostra città sembra essere diventata una succursale padana del paese del Bengodi: il meraviglioso paese del fare e il suo Sindaco (al quale non si dedica mai meno di cinque o sei foto a numero) esempio imperituro di capacità amministrativa.

Una propaganda spudorata, portata avanti senza alcun ritegno, in assoluto spregio all’intelligenza dei lettori.


Andiamo a riprendere il numero del Notiziario che illustrava ai cittadini il progetto Decathlon, guardiamo la copertina e vedremo come un luogo destinato ad ospitare milioni di clienti, centinaia di migliaia di macchine con il loro carico di CO2, a intasare le nostre strade, si trasformi magicamente nel luogo dove girare lo spot del Mulino Bianco. Famiglie felici, cavalli bradi a passeggio nel verde, uccellini che volano, bambini che giocano sorridenti.

Cerchiamo sugli ultimi Notiziari qualche accenno alle liti del Pdl che hanno paralizzato per mesi la nostra città: non troveremo neanche una riga

E qualcuno insiste a chiamarla informazione.

mercoledì 2 marzo 2011

BRUGHERIO: LA MAGGIORANZA AFFONDA... COME IL TITANIC

"E’ il capitano che vi parla. Si salvi chi può! Musica maestro!
Sull’ultimo brano, il direttore d’orchestra alza la bacchetta.”
da: La fine del Titanic di H.M.Henzenberger

Si calano le scialuppe e qualcuno di sua volontà, altri buttati a forza, cominciano a lasciare la nave che affonda.

Nemmeno l’ultimo rimpasto di Giunta, durato lo spazio di poche ore, è riuscito a riparare la falla che, insieme alla maggioranza, rischia di trascinare con sè l’intera città.

Il sindaco, nel Consiglio Comunale di ieri sera, ha presentato il rimpasto della giunta, con ingredienti di poco gusto: dentro Pirola, fuori Pietropaolo e ridimensionamento dell’ex vicesindaco Liserani.

Sembrava l’inizio della quiete dopo la tempesta. Ma nemmeno il capogruppo del Pdl ci credeva, visto che, a precisa domanda, ha risposto di non possedere la sfera di cristallo.

Ma sotto la cenere, il fuoco delle polemiche e delle faide interne alla maggioranza non era ancora spento e purtroppo l’opposizione in consiglio comunale non è riuscita a mettere immediatamente in evidenza la crisi irreversibile e lo schifo che si aggira intorno alla maggioranza di centrodestra.

Per fortuna ci ha pensato l’ex assessore ai Lavori Pubblici Daniele Liserani che, dopo il colpo di scena dell’intervento con cui ha rassegnato le proprie dimissioni, è ora anche ex assessore all’istruzione (roba da guinnes dei primati, tra la nomina e le dimissioni sono passate meno di 5 ore!!!).

Liserani ha infatti chiarito il clima di guerra, le imboscate e gli interessi di bottega che in questi mesi hanno distrutto quella che era la maggioranza uscita vincente dalle elezioni, non risparmiando dure critiche alla situazione ormai incontrollabile del Pdl locale, in balia di uno scontro senza fine.

E’ risultata inoltre imbarazzante la presenza sui banchi della maggioranza di Corbetta e Benzi che, come giocatori in panchina, non sanno in quale squadra devono giocare.

E che dire della Lega, che attacca il Pdl e poi “candidamente” invita il sindaco ad andare avanti…..verso il baratro.

La maggioranza di centrodestra è come il Titanic….affonda ascoltando l’orchestra che suona l’ultimo giro di valzer.

Occorre porre fine al più presto a questa vergogna di un ceto politico incapace, che rischia di trascinare nelle proprie guerre di poltrone e interessi anche la città!

Brugherio non merita questo indecoroso spettacolo!

martedì 1 marzo 2011

BRUGHERIO AI TEMPI DELLA PRIMA REPUBBLICA

No al “gattopardismo” ha urlato il Sindaco Ronchi dal camioncino da cui due sabati fa al mercato ha lanciato i suoi strali a destra e a sinistra.
Intanto però aveva già imbarcato in maggioranza il gattopardo Corbetta.

Nello stesso comizio ha mandato letteralmente “a fare in culo” quella parte del PdL che continua a mettere a rischio la sua amministrazione.
Oggi, però, veniamo a sapere che entrerà in Giunta proprio Massimo Pirola, uno di quelli che in più di una occasione ha messo seriamente in pericolo la tenuta della maggioranza.

“Questa è la squadra che governerà Brugherio fino alla fine del mandato”.
“Basta con le logiche della prima Repubblica!”

Sante parole, Sindaco!

Peccato che qualche mese fa ha silurato l’assessore Gaggiano, sabato ha dismesso l’intera Giunta in seguito all’ennesima assenza dei consiglieri pidiellini nel consiglio comunale e oggi l’alleato PdL ha fatto fuori l’assessora Pietropaolo, sostituendola con Liserani, che lascia le sue deleghe a Pirola e la carica di vicesindaco al ciellino Nava.

Altro che prima repubblica! Queste sono vecchie e bieche logiche di potere, di gente che ha come unico interesse il mantenimento e la spartizione delle poltrone, sull’altare delle quali sacrifica il bene della città.

mercoledì 16 febbraio 2011

Brugherio: Pdl alla frutta

Con l’entrata in maggioranza della consigliera Benzi della lista Bpe, l’affollamento sugli scranni del centro-destra è tale che diventa sempre più difficile decifrare chi governa, o tenta di governare Brugherio.

Facciamo il riassunto.

Alle elezioni comunali il Pdl, dopo aver giurato che mai avrebbe candidato un leghista a sindaco, con una prima giravolta cambia idea ed insieme alla lega, alla Destra e due liste civiche ( Ancilla Fumagalli e Adolfo Gatti) si presenta alle elezioni candidando il capogruppo della Lega, Maurizio Ronchi .

I mal di pancia sono tanti e a Mariele Benzi non passano, così decide di fondare la lista Bpe, in alternativa alla candidatura di Ronchi.
E cosi fa anche l’UDC -con la Lega mai- che candida il sempreverde Raffaele Corbetta, ex vicesindaco PD .

Ronchi, anche se per pochi voti, riesce a vincere al primo turno, e a Corbetta e alla Benzi non resta che sedersi sui banchi dell’opposizione. Ma si vede subito che non è il loro posto.

Le liste civiche e la Destra non eleggono nessun consigliere e vengono trattati da parenti poveri; solo Gatti riesce a strappare il posto di direttore del notiziario comunale, che in pochi mesi trasforma in megafono della Giunta. Almeno lui è sistemato.

Poi scoppia il caso dei consiglieri “ribelli” del Pdl che chiedono più spazio, disertano più volte il consiglio comunale, e portano la giunta Ronchi sull’orlo della crisi.
A questo punto entrano in campo i “ responsabili “ e, prima Corbetta e poi Benzi, fanno l’accordo con il sindaco entrando in maggioranza.
Nel frattempo esce l’assessore all’urbanistica Gaggiano, licenziato da Ronchi.

I due coordinatori del Pdl, Carcano e Carafassi, ormai non riescono a coordinare più nulla, tanto che il sindaco si dimentica di avvertirli che la Benzi è entrata in maggioranza. Nemmeno una telefonata.

E così si forma una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne, cioè gli elettori vengono traditi, senza che nessuno l’abbia effettivamente deciso.

A quando il prossimo valzer di poltrone per cercare di accontentare i vecchi e i nuovi?

Il Pdl promette sfracelli, elenca una serie di sgarbi da parte del Sindaco iniziando con la nomina “sinistra” di Sarimari a direttore generale del Comune, ma can che abbaia non morde, e nel caos totale si continua a vivacchiare.

Le liste civiche e la Destra, praticamente scomparse, si svegliano e gridano “ ci siamo anche noi!”. Ci mancava solo questo.

Adesso tutti intorno a un tavolo per far quadrare il cerchio; la guerra fra bande continua e a Brugherio chi ci pensa?

venerdì 11 febbraio 2011

PADRONI A CASA NOSTRA?

Per tutti noi il Municipio rappresenta la casa comune -lo dice la parola stessa- e siamo convinti che le amministrazioni, i sindaci e gli assessori agiscano per il bene della collettività che temporaneamente amministrano.
Questo concetto, in particolare presso i sindaci leghisti, non trova molta cittadinanza: ricordate Adro, dove il sindaco marchiò la scuola pubblica cittadina con i simboli del suo partito?

Ecco, per non essere da meno, anche il borgomastro Ronchi ha già cominciato a marchiare il Municipio di Brugherio, cioè la nostra casa comune, trasformando l’Ufficio del Sindaco in una sede della Lega.
Lo ha denunciato lo stesso coordinatore del PdL, suo alleato, che quell’ufficio lo frequenta assiduamente, e che in un’intervista a un giornale ha dichiarato “Non tutti i cittadini che hanno votato Ronchi sono contenti di vedere l’ufficio del sindaco con le foto di Borghezio e Bossi e le ampolle del Po”: figuriamoci chi non l’ha votato!

Ora così è chiaro a quale casa si riferiscono i manifesti della Lega sui quali campeggia sempre lo slogan “Padroni a casa nostra”: la loro!
Ma l’ufficio del Sindaco, così come il Sindaco stesso, sono luoghi e ruoli istituzionali che esigono decoro e misura, oltre che rispetto per le idee e le sensibilità di tutti i cittadini. Non siamo disposti a veder trasformato il Comune nella “casa” di una parte politica.

Ci auguriamo che nella vasta maggioranza in consiglio comunale ci siano persone sensibili al bene comune che convincano il sindaco a darsi una regolata. È ora che qualcuno lo faccia rientrare nel suo ruolo e nelle sue prerogative di rappresentante di tutta la cittadinanza, anche di chi non l’ha votato, e non di tribuno di una parte politica in perenne campagna elettorale.