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venerdì 10 maggio 2013

LA LISTA DELLE CANDIDATE E DEI CANDIDATI DI SEL BRUGHERIO

SEL non è per le "quote rosa", che sanno tanto di "tutela delle specie in via di estinzione". SEL Brugherio è per la parità di genere. Nei fatti.
La lista che si presenta alle elezioni comunali del 26 e 27 maggio a sostegno di Marco Troiano è composta al 50% da donne e al 50% da uomini.

Vi sono rappresentati tutti gli aspetti della variegata realtà cittadina: da quello della scuola (con insegnanti, rappresentanti degli organi collegiali e studenti) a quello della cultura; da quello del lavoro (stabile, precario, autonomo) a quello del sindacato; da quello dei pensionati a quello dei giovanissimi tra i 19 e i 23 anni; da quello dell'associazionismo e dei comitati a quello del volontariato.

Tutte e tutti siamo accomunati dalla passione delle idee e dall’impegno per cui ci spendiamo nel sociale, nella scuola, nella cultura, nella difesa dei diritti, nel mondo del lavoro.
Ricordiamo che è possibile esprimere due preferenze sulla scheda elettorale, purchè siano una donna e un uomo.


martedì 17 aprile 2012

LAVORO E WELFARE: 20 APRILE A MONZA



Si tratta di un un incontro per parlare di uno dei temi più "sensibili" per SEL. 
La tematica del lavoro, che si intreccia a livello locale anche con le problematiche del welfare, sarà uno dei grandi nodi che dovremo sciogliere nell'auspicata ipotesi che si amministri Monza.

L'iniziativa di venerdì conta su presenze di alto livello, sia di SEL che del Sindacato , oltre che sulla partecipazione del candidato Sindaco del Centrosinistra monzese Roberto Scanagatti.

Presiderà l'incontro Anna Rita Santannera, che per la Federazione di SEL MB si occupa delle tematiche sociali.
Non è un'iniziativa esclusivamente monzese, anche se si inserisce in un momento in cui in città è in atto la campagna elettorale amministrativa.
Per temi dibattuti e ruoli delle persone che interverranno, si volgerà innanzitutto lo sguardo agli aspetti generali, prima ancora che locali delle questioni trattate.
Per questo l'invito alla partecipazione travalica i confini cittadini. 

giovedì 22 marzo 2012

Art.18 ossessione inaccettabile, il resto è propaganda

 



E’ davvero imbarazzante l’atteggiamento del governo Monti, a fronte di un’Italia che sta vivendo una sofferenza, un disagio straordinario.
Di fronte a notizie di suicidi di chi non riesce a trovare lavoro, di fronte alla disperazione di un’intera generazione di ragazzi e ragazze, assediata dalla precarietà, l’unica ossessione del governo Monti è quella di recidere il legame con la nostra cultura democratica.
Cancellare l’articolo 18, manipolarlo, deformarlo, significa semplicemente portare lo scalpo della civiltà del lavoro presso i potentati della finanza internazionale. Questo è francamente inaccettabile.
I conservatori italiani che hanno voluto questo colpo di mano stiano comunque tranquilli: la Cgil non è certo isolata nel Paese. E farà valere le ragioni di milioni di italiani, nell’interesse del futuro dell’Italia
Compito del centrosinistra in Parlamento e nelle piazza, ora, è di non lasciare solo il proprio popolo.
Nichi Vendola

sabato 21 gennaio 2012

NON PIEGHIAMO I DIRITTI: manifestazione pubblica della CGIL

La CGIL Lombardia, insieme a Alto Adige-Südtirol, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto, ha organizzato una manifestazione pubblica dal titolo

“Non pieghiamo i DIRITTI” – Coesione sociale, equità, futuro per i giovani. Lavoriamo per crescere

giovedi 26 gennaio 2012 dalle ore 9.30 alle ore 14.00 circa al Mediolanum Forum di Assago

L'iniziativa sara' conclusa dal Segretario Generale Susanna Camusso.
Lo scopo è quello di presentare le proposte della CGIL sui temi del lavoro e della crescita, anche in vista del possibile confronto con il Governo.

venerdì 27 maggio 2011

IL TAR BOCCIA L'ORDINANZA DEL SINDACO SUGLI STRANIERI.

Pubblichiamo l'articolo apparso su "Noi Brugherio", con cui si rende nota la bocciatura dell'ordinanza comunale sugli stranieri, e la risposta della CGIL alle esternazioni del sindaco Ronchi apparse sullo stesso giornale.

mercoledì 4 maggio 2011

6 MAGGIO. SI SCIOPERA

Venerdì 6 maggio la Cgil inviterà tutte le lavoratrici e i lavoratori a scioperare.

Lo farà per chiedere di cambiare scelte economiche,sociali ,contrattuali che hanno peggiorato le condizioni di vita delle persone e per nulla risolto i problemi strutturali del nostro sistema produttivo.

Lo farà in un clima politico surreale,mentre la crisi morde ancora; la disoccupazione sale così come la precarietà; le stime di crescita sono al ribasso; il governo è visibilmente morto, anche se si trascina e trascina l’Italia verso il declino; le bombe cadono sulla Libia e a Lampedusa si consuma il fallimento più grande delle politiche del governo.

Lo farà da sola,con Cisl e Uil contrarie e distanti,convinte che il carattere della competizione globale non consenta più l’autonomia della rappresentanza sindacale, ma solo il patto corporativo nell’impresa, la concertazione generale per ridurre il danno ma comunque a perdere, l’ampliamento della tutela individuale attraverso i servizi.

Siamo di fronte ad un grande problema: il cambiamento del ruolo e del profilo del sindacalismo confederale.

La Cgil ha detto che lo sciopero generale del 6 maggio è stato proclamato per responsabilità e amore per il paese.
Noi siamo d’accordo con la Cgil.

A noi che abbiamo scelto da tempo il merito come parametro di giudizio e il valore del lavoro e dell’ambiente come mattone di un diverso modello di sviluppo, appaiono chiarissime le ragioni dello sciopero.
Vorremmo per questo che un nuovo centro-sinistra assumesse su di sé la responsabilità di offrire al paese una proposta generale, alternativa nei valori e nelle scelte, in sintonia con i diversi movimenti sociali che oggi si fanno sentire e hanno animato ormai da mesi le piazze d’Italia: per la difesa della Costituzione, per la dignità del lavoro, per l’acqua pubblica, per le energie alternative contro il nucleare, contro la precarietà, per un paese che rispetti le donne, perché il futuro di una generazione sia ora, cioè per un diverso modello di sviluppo.

E’ una responsabilità che non si può scaricare sulle spalle della Cgil, che pure in questi anni ha tenuto aperta spesso in solitudine una prospettiva .E’ una responsabilità che deve assumere un centro-sinistra finalmente adulto e maturo,in grado cioè di mettere in fila le priorità: cambiare l’Italia, per un Paese migliore.

domenica 1 maggio 2011

VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO

Quello che la Cgil si accinge a fare è uno sciopero generale a sostegno di proposte concrete per il lavoro e per il paese.

Lo sciopero generale avrà significati molto chiari e importanti: cambiare le politiche del governo sul lavoro, i giovani, il fisco e il mezzogiorno.

Per far sì che la crescita economica del paese venga spinta verso l’alto, la prima cosa da fare sarebbe quella di indirizzare risorse nelle reti, nelle infrastrutture e nei servizi, incentivando il campo delle energie rinnovabili, mettendo da parte una volta per tutte e non solo temporaneamente, l’idea scellerata del nucleare. Concentrare gli interventi sulle opere pubbliche strategiche e quelle piccole opere sui territori ad opera degli enti locali.

martedì 26 aprile 2011

PRIMO MAGGIO 2011: il lavoro per unire il Paese

Festa a Monza, dedicata al tema della legalità

Il lavoro per unire il Paese. E' questo lo slogan scelto da CGIL, CISL e UIL per festeggiare il Primo Maggio 2011.

A Monza la celebrazione della Festa internazionale del Lavoro si terrà in piazza San Paolo, a partire dalle ore 10. Si inizierà con la musica rock dei Rusties, seguiti da altri gruppi musicali giovanili.

Il Primo Maggio in Brianza sarà dedicato al tema della legalità, sui quali interverranno studenti e rappresentanti delle associazioni del territorio.

Antonio Zurlo, Segretario Generale della UIL Monza e Brianza, terrà il comizio conclusivo, a nome dei tre sindacati confederali.

La festa si concluderà con un aperitivo offerto a tutti i partecipanti.

mercoledì 2 marzo 2011

GIORNATA DELLA DONNA IN CAMERA DEL LAVORO

Proiezione di un film dedicato al tema "Incontro tra generazioni"

In occasione della Giornata della Donna, venerdì 4 marzo, alle ore 15, la Camera del Lavoro di Monza e Brianza e il Coordinamento Donne dello SPI CGIL Monza e Brianza propongono la proiezione del film "Libere", di Cristina e Francesca Comencini, con Lunetta Savino e Isabella Ragonese.

L'appuntamento, dedicato al tema "Incontro tra generazioni", si terrà nel salone Bruno Trentin. Interverranno Fulvia Colombini, Segretaria CGIL Lombardia, e Gabriella Fanzaga, Responsabile regionale del Coordinamento Donne SPI CGIL.

Seguirà, al termine del film, un happy hour.

La presentazione più adatta non può essere che quella fatta dalla stessa Cristina Comencini:

"Da luglio dello scorso anno un gruppo di donne di varie città italiane, di professioni ed età diverse ha cominciato a riunirsi e a scriversi. Sentivamo un disagio forte per come la televisione e i giornali italiani ci rappresentano, per la quantità crescente di episodi di violenza contro le donne, per la nostra vita reale, di famiglia e di lavoro. Ci siamo chieste se le donne avessero abbandonato l'idea che si potesse cambiare questo stato di cose. Prese da vite frenetiche, da carriere difficili da combinare con la vita privata, dalla nostra volontà di non trascurare i figli, i compagni, restava poco tempo per pensare a se stesse e valutare se la libertà di cui certamente godiamo più delle generazioni che ci hanno preceduto, ci avesse reso veramente libere. Gli scandali sessuali, il corpo della donne usato da uomini e donne come merce, il tasso di lavoro femminile più basso d'Europa, la scarsità di servizi di base alla maternità, la differenza di remunerazione a parità di preparazione e mansione, la natalità decrescente e sempre più tardiva, ci dicono che oggi l'Italia non è un paese per donne. Eppure proprio nel nostro paese le spinte di cambiamento della vita e della coscienza delle donne sono state forti e determinanti, già nel dopoguerra e in tutti gli anni Settanta. Cosa ha interrotto da una generazione all'altra la consapevolezza del nostro ruolo fondamentale nella società, della nostra dignità, dei nostri diritti? "

martedì 25 gennaio 2011

UNITI CE LA POSSIAMO FARE. L'appello della FIOM

Abbiamo convocato lo sciopero generale dei metalmeccanici per il 28 gennaio; è una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.

La scelta compiuta dalla Fiat alle Carrozzerie di Mirafiori e a Pomigliano D’Arco è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra.
È un attacco ai principi e ai valori della Costituzione Italiana e alla democrazia perché calpesta la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire per difendere collettivamente i propri diritti e di eleggere i propri rappresentanti in azienda. Si annulla il Contratto Nazionale di Lavoro e peggiorano le condizioni di fabbrica, si aumenta lo sfruttamento e l’orario di lavoro, si lede ogni diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in colpo solo anni di lotte e di conquiste.
Il ricatto di Marchionne è coerente con la distruzione della legislazione del lavoro in atto che vuol rendere tutti soli e precari; è la stessa logica regressiva messa in pratica dal Governo con l’attacco al diritto allo studio e alla ricerca attuato attraverso l’approvazione del DDL Gelmini e il taglio ai fondi per l’informazione e la cultura.
Si mettono così sotto scacco principi democratici di convivenza civile fondamentali.

La Fiom è impegnata a sostenere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro senza deroghe, a difendere la legalità, la democrazia e la libertà di rappresentanza sindacale, a combattere la precarietà e il dominio del mercato che divorano la vita delle persone e compromettono la coesione sociale e il futuro del paese.

Chiediamo a tutte le persone, le associazioni e i movimenti che condividono queste ragioni di sostenere la lotta dei metalmeccanici e di firmare questo nostro appello.

Per firmare l’appello clicca qui

sabato 15 gennaio 2011

MIRAFIORI: UN VOTO CONTRO IL RICATTO


A Mirafiori ha vinto il sì. Con il 54% dei voti. Volevano una vittoria schiacciante, almeno il 63% di Pomigliano, ma anche di più. Ed invece il 46% degli oltre 5000 dipendenti ha votato no, ed anzi alle catene di montaggio e lastratura hanno vinto i NO.

Hanno vinto i SI grazie al voto degli impiegati del seggio 5: 421 su 441 hanno votato a favore dell’accordo.

Con questo “sì” di un misero 54%, realizzato solo quando sono state scrutinate le schede votate nei reparti degli impiegati, cosa mai ci potrà fare la Fiat? Cosa ci può fare il governo? Vuole dire che il 46% , degli operai di Mirafiori è suicida? Antiitaliano? Sovversivo? non moderno? E Marchionne la giudica governabile questa fabbrica in base alle nuove regole stabilite da quel contratto? E Cisl e Uil vogliono davvero continuare a sostenere le ragioni del patto che hanno firmato?

giovedì 13 gennaio 2011

REFERENDUM MIRAFIORI: LAVORO CONTRO DIRITTI

Da stasera e per due giorni si terrà un referendum, non già per garantire ai lavoratori di partecipare alle scelte dell’azienda (come è riconosciuto dalla Costituzione italiana), ma per assentire alle scelte unilaterali imposte dalla direzione aziendale con il ricatto dell’approvazione quale condizione per la permanenza nel nostro Paese.

Le lacrime dei lavoratori della Fiat Mirafiori, comparse su molti quotidiani, sono il segno più evidente della drammaticità della situazione che sono costretti a vivere, delle contraddizioni che ha fatto scoppiare una politica che vuole cancellare la dignità del lavoro dentro un ricatto assurdo che impone la scelta tra lavoro e diritti.

Siamo giunti all’apice di un attacco ai diritti che punta alla distruzione di un secolo di conquiste del movimento operaio e la risposta finora è stata debole. Eppure è chiaro a tutti che la posta in gioco non riguarda solo quegli oltre 5000 lavoratori. Ma disegna un futuro di precarizzazione selvaggia, di individualizzazione dei rapporti di lavoro, di smantellamento della legislazione e delle tutele individuali e collettive dei lavoratori, di crescente difficoltà per le lavoratrici e i lavoratori a ricorrere alla giustizia ordinaria per avere una garanzia dei propri diritti.

L’intervento del Presidente del Consiglio di ieri dimostra,

domenica 9 gennaio 2011

SI' AI DIRITTI, NO AI RICATTI: CON LA FIOM E CON I LAVORATORI

Tra una settimana a Mirafiori si svolgerà il referendum per verificare il consenso dei lavoratori all’accordo firmato dalla FIAT e dai sindacati presenti nell’azienda, ad eccezione della Fiom, il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici.


Si tratta di uno strano referendum. Di norma infatti il referendum viene richiesto dalle organizzazioni sindacali con l’intesa che, qualora il risultato fosse negativo, le parti si impegnerebbero a riaprire la trattativa, permettendo così ai lavoratori di esercitare un’influenza reale sulle proprie condizioni contrattuali.
In questo caso, invece, è la FIAT che richiede il referendum e il suo amministratore delegato Marchionne dichiara che, se dovesse vincere il no, l’accordo non sarebbe più valido e la FIAT investirebbe altrove.
Il referendum dunque non è più uno strumento di partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali ma diviene un mezzo di pressione per ottenere, con una pratica di falsa democrazia, il consenso ai piani che l’impresa definisce autonomamente.

Ancora una volta la Fiom si carica sulle spalle la responsabilità di difendere le regole democratiche in questo Paese, lo fa sottoponendosi a critiche che gli provengono non solo dalla dirigenza della Fiat, ma anche e soprattutto dalle altre sigle sindacali, da parte della stessa CGIL, da molte forze politiche. Una lotta per la democrazia che non è una semplice tutela dei diritti di una parte di lavoratori, quelli metalmeccanici, ma una lotta che tenta di mettere un argine allo straripante tentativo di annullare molti dei diritti ottenuti dai lavoratori e che pregiudicheranno la qualità della vita dei lavoratori stessi, anche in termini di sicurezza.

Solo, pochi mesi fa, a Pomigliano, la Fiat con Marchionne riuscì a strappare ai lavoratori un SI sul referendum, che in realtà era un vero e proprio ricatto occupazionale. Sul tavolo nuovi investimenti in cambio dell’eliminazione di alcuni diritti fondamentali.
Passano solo pochi mesi e il metodo Marchionne riappare con tutta la sua drammaticità, e con una maggiore veemenza. Ora anche Mirafiori si trova a fare i conti con il terribile ricatto occupazionale:
“ volete lavorare o volete che trasferiamo la produzione delle auto all’estero?”. Stavolta se possibile le condizioni sono peggiori di Pomigliano, stavolta si stravolgono le regole contrattuali, si escludono dalle trattative aziendali le sigle sindacali (FIOM) che non firmano gli accordi.

Sembrerebbe un problema esclusivo dei lavoratori del settore metalmeccanico, dei lavoratori della Fiat, ma non è così. Questi attacchi frontali da parte della maggiore azienda industriale del Paese, aprono la strada ad ulteriori limitazioni dei diritti anche negli altri settori.
I lavoratori delle piccole imprese, quelle del commercio ad esempio, quelli meno tutelati sindacalmente pagheranno un prezzo molto alto per lo sdoganamento messo in atto da Marchionne, con l’approvazione di questo Governo e purtroppo della quasi totalità delle forze politiche e sindacali.

L’Italia dopo il berlusconismo ora si appresta a vivere e subire il marchionnismo.

mercoledì 1 dicembre 2010

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CGIL 27 NOVEMBRE

Sabato 27 novembre anche Sinistra Ecologia Libertà ha manifestato a Roma insieme alla CGIL per rimettere al centro il lavoro e la contrattazione, per rivendicare sviluppo, equità e giustizia sociale e per imporre scelte che facciano uscire il Paese dalla crisi. Una crisi che per milioni di lavoratori si fa sempre più insostenibile.
Il Governo, nei due anni trascorsi della crisi economica, non si è preoccupato né dell’emergenza occupazionale, né del rilancio del sistema produttivo, l’unica azione avanzata è stato il sistematico attacco ai diritti del lavoro.