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sabato 1 marzo 2014

IL PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE DI BRUGHERIO


La Giunta di Brugherio ha approvato qualche settimana fa il piano delle opere pubbliche per il triennio 2014/2016 come documento propedeutico al bilancio previsionale 2014.

Il piano, sviluppato su indirizzo e coordinamento dall’Assessore alla Gestione del Territorio Mauro Bertoni, contiene le opere superiori ai 100 mila euro per un importo complessivo sul triennio di oltre 9 milioni di euro. Tenendo conto anche delle opere di importo inferiore ai 100 mila euro che si prevede di realizzare, saranno investiti circa 6 milioni di euro all'anno, per un totale di 18 milioni in tre anni.

venerdì 6 dicembre 2013

MARONI FALCIDIA LA SCUOLA PUBBLICA

“Salvi i fondi per le scuole private, falcidiati quelli per le pubbliche”.
Maroni arriva là dove neanche Formigoni aveva osato spingersi: falcidiare scientemente la scuola pubblica.
Il bilancio di previsione regionale 2014-2016 in materia di istruzione racconta infatti come, a fronte di una semi scomparsa dei contributi al pubblico, si confermano invece quelli ai privati.
- i buoni scuola per le paritarie passano dai 33 milioni stanziati in bilancio per quest’anno ai 30 dell’anno prossimo. Un calo lievissimo.
- I fondi per le pubbliche? Passano dai 23 milioni del 2013 ai soli 5 del 2014.
- Il finanziamento per le borse di studio (Assegni di studio individuali a studenti meritevoli) è stato completamente tagliato. Non esiste voce in bilancio. Nessuna borsa di studio, nessun fondo. Zero.

SEL ha aderito alla raccolta delle oltre 10mila firme contro i buoni scuola che verranno consegnate alla commissione Istruzione della Regione.
Perché i buoni scuola sono «manifestatamente incostituzionali», in contrapposizione all’articolo 33 della Carta («Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole senza oneri per lo Stato»).

giovedì 16 maggio 2013

EffettoSEL: DIRITTI AL CUORE

Perché in un momento così difficile per il mondo del lavoro, in un momento dove tanti faticano ad arrivare  a fine mese, fra esodati e licenziati, giovani e precari senza futuro e pensionati sotto il livello di povertà, ci vogliamo occupare anche di diritti civili?
Perché non sono un di più rispetto ai diritti sociali, al diritto al lavoro, alla casa, all’istruzione. Sono un tutt’uno coi diritti delle donne, con i diritti dei migranti, col riconoscimento dello ius soli per i bambini nati in Italia e per chi in Italia vive, lavora, ha un progetto di vita. 
Perché non può esistere libertà a metà.
Perché la comunità cittadina è caratterizzata dalla presenza – in continua crescita – di legami affettivi e di vita stabili e duraturi, estranei all’istituto del matrimonio. Non si può far finta che non esistano.
Buona politica è allora anche saper immaginare, costruire e sostenere un’idea di città viva, complessa, plurale e perciò moderna, che sappia guardare alle differenze come ad un’opportunità e non come a un pericolo. 
Una comunità e un Comune che non lasciano indietro nessuno, che sappiano tenere alta l’attenzione sul principio di eguaglianza, che sostengano il diritto alla cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri e che siano capaci di riconoscere la pluralità delle scelte di convivenza e di garantire a tutti e a tutte gli stessi diritti e le stesse opportunità.

Per questo pensiamo sia doveroso che il Comune promuova e tuteli i diritti che riguardano la dignità e la libertà delle persone, contrastando ogni forma di discriminazione, ad esempio attraverso l’istituzione del registro delle unioni civili, che parifica le coppie “di fatto” a quelle unite in matrimonio in relazione ai rapporti con il Comune.
Non si tratta di creare nessun nuovo status, ma semplicemente di modificare i regolamenti comunali per offrire gli stessi servizi a chi è unito in matrimonio e a chi convive.
Si tratta di garantire riconoscimento, accettazione, equità di diritti, parità di accesso ai servizi a tutte e a tutti senza togliere niente a nessuno. 
Allo stesso tempo si amplia e si rafforza il concetto di vincolo affettivo della famiglia, si dà più dignità alle persone, riconoscendo situazioni che di fatto esistono e che nessuno può negare.

lunedì 13 maggio 2013

EffettoSEL: LE CANDIDATE E I CANDIDATI DI SEL con Marco Troiano Sindaco

EffettoSEL a Brugherio è l'accento che mettiamo sul LAVORO, sui PARCHI e la DIFESA DEL SUOLO, sui DIRITTI, sui BENI COMUNI.
EffettoSEL sono anche i volti delle nostre candidate e dei nostri candidati.
Volti e storie di persone che lavorano, che si impegnano nel sociale, nella scuola, nel sindacato, nelle associazioni e nei comitati del territorio.
Volti di persone che sanno immaginare che Brugherio possa essere migliore e che per questo hanno deciso di metterci la faccia: con Marco Troiano Sindaco per far ripartire la città.
























venerdì 10 maggio 2013

LA LISTA DELLE CANDIDATE E DEI CANDIDATI DI SEL BRUGHERIO

SEL non è per le "quote rosa", che sanno tanto di "tutela delle specie in via di estinzione". SEL Brugherio è per la parità di genere. Nei fatti.
La lista che si presenta alle elezioni comunali del 26 e 27 maggio a sostegno di Marco Troiano è composta al 50% da donne e al 50% da uomini.

Vi sono rappresentati tutti gli aspetti della variegata realtà cittadina: da quello della scuola (con insegnanti, rappresentanti degli organi collegiali e studenti) a quello della cultura; da quello del lavoro (stabile, precario, autonomo) a quello del sindacato; da quello dei pensionati a quello dei giovanissimi tra i 19 e i 23 anni; da quello dell'associazionismo e dei comitati a quello del volontariato.

Tutte e tutti siamo accomunati dalla passione delle idee e dall’impegno per cui ci spendiamo nel sociale, nella scuola, nella cultura, nella difesa dei diritti, nel mondo del lavoro.
Ricordiamo che è possibile esprimere due preferenze sulla scheda elettorale, purchè siano una donna e un uomo.


martedì 16 ottobre 2012

BASTA MORTIFICARE LA SCUOLA!



L’ultima uscita del ministro Profumo, che propone  per il riassetto di bilancio  ulteriori risparmi  a carico della Scuola, portando  a 24 le ore di lezione per tutti i docenti di scuola secondaria inferiore e superiore dimostra come questo Governo sia in perfetta sintonia e  continuità con il governo Berlusconi.

Ma perché i sottosegretari, che pure sono persone di scuola, non spiegano al ministro che il tempo di lavoro dei docenti non si esaurisce in quello dedicato alle lezioni frontali?

Sarebbe utile che l’attuale dibattito, impropriamente aperto dal ministro su un presunto insufficiente impegno orario, rendesse visibili e misurabili tutte le attività che l’insegnamento comporta e che vengono svolte in parte all’interno, in parte all’esterno delle scuole, in parte durante l’orario di lezione, in parte in orario extrascolastico, in parte per le proprie classi, in parte per l’intera scuola.

Chi governa la scuola deve capire (e se non ci riesce da solo bisogna esigere che si aggiorni!) che l’attività docente non è di natura impiegatizia e riproduttiva, ma  ha le caratteristiche della ricerca: quella che quotidianamente ogni docente e ogni comunità educante  mette in atto  per trovare strategie didattiche efficaci a rispondere ai bisogni  di ciascun alunno,  per adeguare i propri strumenti professionali al continuo riassetto dei saperi disciplinari e delle tecnologie didattiche, per  conoscere e dominare  efficacemente  l’universo  mass-mediale e comunicativo a cui gli adolescenti sono esposti, all’interno del quale  devono essere messi in grado di muoversi con capacità critiche.

Inoltre l’insegnamento e l’educazione sono azioni che non  si svolgono individualmente , ma in collaborazione: con altri docenti e con il personale tutto delle scuole, con i genitori, con gli educatori che operano in maniera informale al di  fuori delle scuole, con l’associazionismo…all’interno di  comunità educanti  tanto più efficaci  nell’azione quanto più sinergiche  e  cooperative, soprattutto verso alunni in età fragile ed esposta quale è quella di preadolescenti e  adolescenti.

Disegnata così la funzione docente è complessa e richiede impegno, continuità, supporto dall’amministrazione e dal mondo della ricerca e della cultura.

Proprio il contrario della mortificazione e della precarietà in cui tagli, cattive  riforme, disinteresse l’hanno fatta sprofondare negli ultimi decenni.

Il lavoro dei docenti  con gli studenti  va  dalla programmazione dei percorsi per la classe e  per i singoli alunni alla correzione dei compiti, dalle attività di recupero e di sostegno per gli alunni più bisognosi, alla assistenza durante le attività di  laboratorio, dalla realizzazione dei percorsi progettuali e delle  attività integrative opzionali,  alle visite di istruzione ai percorsi di ricerca, dalla preparazione e correzione delle prove di verifica agli esami finali dei cicli.

Ci sono poi i tempi dedicati al ricevimento dei genitori, alla partecipazione ai consigli di classe e agli altri organi collegiali, ai dipartimenti disciplinari, alla programmazione  delle attività interdisciplinari, alla registrazione e alla documentazione  delle attività che si svolgono con le classi, all’aggiornamento, al rapporto con le reti di scuole del territorio per curare l’orientamento e la continuità,  al rapporto interistituzionale con altri soggetti che intervengono nella attività di educazione-istruzione, quali  le  ASL, gli Enti locali, le Associazioni culturali, i sistemi delle biblioteche....

Si può, allora, parlare di ridisegnare l’orario di lavoro dei docenti, ma per ricomporne le parti, valorizzare le attività  fino ad oggi non sufficientemente emerse, garantire spazi  fisici pertinenti  e dedicati, perché alcune di queste attività possano essere svolte all’interno degli edifici scolastici e assegnare risorse per una formazione  di qualità  e una ricerca oggi affidati alla sola buona volontà individuale, non certo per imporre un aumento di ore di attività frontale per   svolgere   supplenze o   insegnamento su  spezzoni di cattedre.

Se si mette al centro dell’attività delle scuole la relazione educativa e la sua significatività, non si possono caricare i docenti di un numero eccessivo di alunni (già altissimo per  molte cattedre i cui docenti intervengono per poche ore la settimana in ogni classe), aggiungendo ore di attività frontali.

La cosa peggiore, però, è che l'aumento delle ore di un terzo rispetto a quelle attuali comporterebbe anche un ulteriore pesante taglio delle cattedre. 
I precari, che in tutti questi anni hanno sopperito a tutte le situazioni di emergenza che si sono create nella scuola italiana, perderebbero la speranza di lavoro. Buona parte degli insegnanti di ruolo (in genere i più giovani) potrebbero invece perdere il posto nelle loro sedi di titolarità, e, precarizzati a loro volta, diventerebbero il serbatoio umano per le ore di supplenza che attualmente sono affidate con contratto a tempo determinato proprio ai precari.

SEL esprime l’assoluto dissenso verso la proposta  del ministro Profumo, ne chiede la cancellazione dalla legge di riassetto finanziario che verrà discussa dalla Camera e garantisce il proprio impegno a valorizzare e rendere visibili  carichi e competenze della funzione docente nella elaborazione del programma sulla Scuola  che si sta  elaborando, in collaborazione con  docenti ed esperti del mondo della cultura e della ricerca.

mercoledì 10 ottobre 2012

IDEE, PERCORSI, PROGETTI E PROGRAMMI PER UN’ALTRA BRUGHERIO



La conclusione anticipata del malgoverno di  centrodestra e il commissariamento della città fino alle elezioni nella primavera del 2013, rappresentano certamente una parentesi negativa nella storia amministrativa della nostra città, ma allo stesso tempo possono diventare un’importante occasione per cominciare a ridare nuova vita a Brugherio.

Per questo è sempre più urgente dare da subito segnali di speranza alla città, costruendo un programma e una coalizione che sappiano riavvicinare i cittadini alla buona politica e chiudano definitivamente la pessima esperienza di malgoverno che Lega e PdL hanno fatto vivere a Brugherio, con la loro “maggioranza” litigiosa, incapace di governare, legata ad interessi più particolari che generali.
Ma è anche necessario voltare pagina, chiudendo con un presente (il commissariamento ) che  ha fatto del decisionismo senza confronto o partecipazione  il suo modo di governare e ha fatto calare su questa città un silenzio assordante.

Brugherio, abbandonata a se stessa per più di  tre anni, oggi più che mai ha bisogno di essere ascoltata per poter essere rimessa in piedi.

Occorre perciò costruire una rete di partecipazione e di coinvolgimento attivi, rompendo la frattura tra i partiti, l’associazionismo e i singoli cittadini, e mettendo in circolo idee, percorsi, progetti per un programma condiviso per un’altra Brugherio.

Per questo Sinistra Ecologia Libertà, insieme alle forze di centrosinistra disponibili, intende iniziare un percorso condiviso e partecipato di costruzione  del programma e dei progetti per Brugherio, capace di dare vita a una coalizione che sappia proporsi per il buon governo della città. In questo senso le primarie di coalizione possono rappresentare un passaggio non secondario di questo percorso.

5 sono i punti principali su cui la prossima alleanza di governo del centrosinistra dovrà trovare sintesi:
- Piano del governo del territorio (consumo di suolo,  mobilità, parchi,
        agricoltura)
- Scuola pubblica e Cultura
- Diritti civili
- Beni Comuni
- Welfare e lavoro

Sel, infatti, crede che  prima delle alleanze venga la condivisione di un percorso che permetta un confronto aperto e sincero sui programmi con tutti i soggetti politici o sociali che vogliono lavorare alla costruzione di un centrosinistra all’altezza dei difficile compito di governo della città, in un momento certamente non semplice per gli Enti Locali, ma che ancora oggi rappresentano le istituzioni più vicine ai bisogni delle persone.

Per questo Sel si sta impegnando perché finalmente si faccia strada la buona politica: una politica che sappia pensare e praticare se stessa dentro i bisogni reali dei cittadini e sappia farsi carico di un nuovo progetto di città, puntando su un reale cambiamento di rotta.

Alle forze del centrosinistra e ai cittadini che vogliono tornare a essere protagonisti del cambiamento, chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città. 

mercoledì 6 giugno 2012

KENNEDY E LEONARDO PROTESTANO PER L'ANNULLAMENTO DEL QUADRANGOLARE

Come era prevedibile, l’improvvisa chiusura del centro sportivo, con conseguente annullamento del Quadrangolare di atletica delle scuole medie, ha provocato reazioni di delusione, sconcerto e disappunto da parte degli studenti e degli insegnanti di Brugherio che, nel giro di poche ore, hanno visto andare in fumo mesi di preparazione.
Lo dimostrano le lettere delle scuole medie Kennedy e Leonardo, apparse su Noi Brugherio in queste settimane,  e che volentieri pubblichiamo.


venerdì 18 maggio 2012

ANNULLATO IL 25° QUADRANGOLARE DI ATLETICA


Questa mattina il commissario prefettizio -che dal 30 marzo amministra Brugherio- ha disposto la chiusura della piscina e del centro sportivo comunale “per il tempo necessario all’esecuzione dei lavori indispensabili per il ripristino delle condizioni di sicurezza”.
Conseguenze: termine delle attività sportive e del nuoto e annullamento della tradizionale manifestazione del Quadrangolare di atletica che vede coinvolte centinaia di ragazzi delle scuole medie e che avrebbe dovuto svolgersi domani mattina 19 maggio.
È dall’inizio dell’anno che docenti e alunni si preparano con impegno e passione a questo tradizionale appuntamento sportivo; presidi e operatori del Centro Olimpia hanno messo in moto una complessa macchina organizzativa che prevede il coinvolgimento di numerose persone per garantire la riuscita della manifestazione. 
Per questo lascia perplessi il fatto che il Commissario si sia limitato a notificare ai Dirigenti Scolastici l’ordinanza di chiusura del centro sportivo, e a nemmeno 24 ore dall’evento. Le scuole e i loro studenti sono un pezzo importante dello Stato, della società e del territorio. Non possono essere considerati solo destinatari passivi di ordinanze. 
Ci saremmo aspettati una maggiore attenzione, una qualche forma di coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e dello stesso centro Olimpia per affrontare insieme i problemi, assumere decisioni condivise e magari trovare soluzioni alternative. 

Per questo riteniamo di poter chiedere al Commissario Dr.ssa Nuzzi una modalità nuova e diversa di rapportarsi al nostro territorio e ai suoi molteplici problemi, una modalità che preveda maggiori occasioni di confronto e di incontro con le varie realtà cittadine, perché Brugherio ha bisogno di essere ascoltata e non solo di essere asetticamente amministrata. E a maggior ragione, visto che sarà commissariata per i prossimi 11 mesi!

“Sono 25 anni che i nostri studenti scendono in campo per questa manifestazione” -così si era espressa pochi giorni fa l’ex direttrice del Centro Olimpia Annalisa Vitali nell’ultimo numero di Noi Brugherio- “sono passati alcuni sindaci, molti assessori, presidenti, docenti e tecnici sportivi, ma il quadrangolare resiste”.
Quest’anno no, purtroppo. Quest’anno, per la prima volta in 25 anni, il Quadrangolare non si farà. Non ha resistito.
Non ha resistito al colpevole disinteresse della giunta di centrodestra che non si è occupata, come avrebbe dovuto, dei problemi del centro sportivo e li ha lasciati, insieme a molti altri, in eredità al Commissario, ma soprattutto ai cittadini e ai ragazzi di Brugherio.
Grazie anche di questo, ex sindaco Ronchi!

martedì 20 marzo 2012

L'URLO DELLA SCUOLA

 



Giovedì 23 marzo in tutta Italia si svolgerà L’urlo della scuola, iniziative promosse da vari comitati e associazioni per una nuova primavera della scuola pubblica. 
Sinistra Ecologia Libertà sarà al loro fianco per una battaglia di civiltà e per garantire un futuro al nostro Paese.
In tutti i paesi del mondo il sistema dell’istruzione e della formazione rappresenta un fattore fondamentale di crescita e sviluppo, una risorsa per promuovere opportunità di accesso e di successo per tutte e per tutti.
Una scuola che garantisca a tutte e tutti uguali opportunità di sapere e conoscenza è condizione di democrazia, risorsa per lo sviluppo civile, culturale, produttivo ed economico di un Paese.
A questo Governo chiediamo una precisa inversione di rotta rispetto a tagli e a riforme realizzate soltanto per effettuare risparmi.



SEL Identifica Cinque Grandi Priorità

1.  Riduciamo lo spread generazionale
La scuola ha bisogno di ridurre il divario generazionale fra studenti e docenti. I drastici e indiscriminati tagli agli organici, l’innalzamento dell’età pensionabile e il blocco delle assunzioni vanno esattamente nella direzione opposta.
L’ingresso di nuovi docenti deve essere favorito cominciando a nominare su tutti i posti disponibili, a stabilizzare i precari e a bandire concorsi periodici per i neo-laureati.
Sono da respingere, invece, i concorsi indetti dalle singole Scuole o Reti di scuole, come prospettato nella recente proposta della Regione Lombardia.

2.  Realizziamo una scuola più accogliente
Si devono garantire, almeno nelle quote già esistenti nel 2008, le classi a Tempo Pieno, favorendone la distribuzione anche nel Sud del Paese.
L’organico di sostegno ai disabili deve rispettare almeno il rapporto di 1 docente per 2 alunni.

3.  Mettiamo al centro la sicurezza
Occorre sbloccare il Piano di Stabilità per gli Enti Locali, per quanto riguarda gli interventi di edilizia scolastica, a cominciare dalle situazioni prioritarie e a maggior rischio per la sicurezza (degrado, rischio sismico o ambientale, carenza di spazi e locali…).

4.  Rilanciamo la qualità
Il rilancio della qualità deve caratterizzare l’azione in ogni ordine di scuola, anche valorizzando le tante buone pratiche ancora diffuse. In ciascun istituto, l’Offerta Formativa deve essere sostenuta assegnando un organico funzionale stabile per almeno un triennio. In particolare si devono rivedere le scelte compiute per la scuola secondaria superiore, dove i nuovi ordinamenti hanno mortificato alcune materie e ridotto le esercitazioni tecnico pratiche.

5.  Valutiamo la Gelmini
E’ giunto il momento di fare un bilancio delle cosiddette “riforme” attuate dalla Gelmini. Bisogna sanare le ferite apportate ad alcuni ordini scolastici già riformati e ben funzionanti (scuole primarie), avviare una riflessione più complessiva sulla scuola secondaria e rimuovere gli ostacoli posti al corretto funzionamento del sistema scolastico pubblico


Si dice che non ci sono risorse per tutto questo. 
E’ un problema di priorità: se si pensa davvero, aldilà degli annunci pubblicitari, che il settore della formazione e della ricerca è fondamentale per la ripresa del Paese, allora ad esempio si destini una parte dell’extra gettito fiscale alla scuola italiana. SEL propone di destinare una parte dell’extra gettito fiscale alla SCUOLA, per avviare il reclutamento di nuovi docenti e per gli indispensabili interventi di edilizia scolastica




martedì 25 ottobre 2011

PER RICOSTRUIRE L'ITALIA RIPARTIAMO DALLA SCUOLA

Mentre la politica da talk show continua uno sterile dibattito sulle alleanze per costruire la coalizione da contrapporre al centro destra, il processo di smantellamento della scuola pubblica va avanti in silenzio.
Nella manovra di luglio il centro-destra ha introdotto la normativa dell’accorpamento “forzoso” dei circoli didattici.
Secondo questa nuova norma, a partire dall’anno scolastico 2012/2013, le scuole elementari e medie autonome dovranno far posto a istituti comprensivi con almeno mille alunni.
I circoli didattici, che comprendono classi di scuola materna, elementare e secondaria di primo grado verranno smembrati e i plessi riaccorpati in modo da formare istituti comprensivi (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado) con oltre un migliaio di studenti.

Il motivo ufficiale è quello solito del ragionier Tremonti: occorre risparmiare e in questo modo si possono tagliare gli stipendi di qualche migliaio di dirigenti e direttori amministrativi.
A guardar bene, però, c’è il sospetto che ci sia anche una motivazione assai più di bottega: quella di riguadagnare qualche consenso nel nord leghista visto che i tagli riguarderanno soprattutto le regioni del Sud. Secondo i calcoli del ministero, infatti, a fronte di circa 1.300 scuole che saranno cancellate su tutto il territorio nazionale, quasi 1000 saranno a carico delle regioni del Sud. In Lombardia, verranno tagliate 24 istituzioni scolastiche mentre in Campania ne spariranno ben 285.

Ma la vera posta in gioco è la centralità della scuola pubblica e il diritto di tutti ad avere un’istruzione di qualità. Un diritto che verrà negato, nei fatti, ai bimbi che vivono nei piccoli paesi dove si abbatterà la scure di Tremonti. Per loro non ci sarà più la possibilità di frequentare le scuole locali e dovranno affrontare un pendolarismo giornaliero, una vera e propria “odissea”, viste le difficoltà dei trasporti regionali, anche quelli tagliati con l’accetta.

Si tratta di una norma inaccettabile che viola il diritto allo studio sancito dalla Costituzione. Contro di essa bisogna organizzare una battaglia, fin da subito, per provare a cancellarla, per impedire che l’anno prossimo si realizzi un accorpamento, fatto solo con criteri da ragioniere, che avrà effetti disastrosi.
Può essere il primo passo per riportare il tema della formazione e della ricerca al centro del dibattito politico del centro-sinistra, un banco di prova per aggregare quelle forze che vogliono sfidare l’attuale maggioranza per il governo del paese.

Per ridare dignità alla politica, infatti, dobbiamo uscire dalle sterili discussioni sugli schieramenti e cominciare a parlare di priorità, perché la politica non può ridursi all’amministrazione di condominio, alla parità di bilancio, ma richiede scelte e assunzioni di responsabilità: non ci può essere alternativa politica senza un progetto di trasformazione del paese.

Senza investimenti significativi in scuola, università e ricerca – che riducano il divario rispetto agli altri paesi europei e diano concrete prospettive alle giovani generazioni – è impossibile immaginare un nuovo modello di sviluppo per l’Italia che sia in grado di affrontare, con uguale urgenza, la crisi economica, sociale e ambientale.

Tutto il resto è noia! Il solito teatrino che, sotto le macerie della politica, rischia di seppellire ogni ipotesi di cambiamento reale del nostro paese.
Umberto Guidoni

martedì 11 ottobre 2011

BENZI, LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE!

“Copiona e bugiarda”.
Sceglie questo titolo, Sergio Nicastro, per il suo articolo sul Giornale di Monza in edicola oggi.

Parole forti, ma tanto efficaci quanto clamoroso è lo scoop del giornalista che inchioda l’assessore all’istruzione del Comune di Brugherio.

“Non conosco la signora Mariele Benzi, non ho preso parte alla stesura di documenti, non ho autorizzato l’uso di mie pubblicazioni, non ho controfirmato documenti”.
Lo dichiara al Giornale di Monza il professor Luigi Pati dell’università Cattolica di Brescia.

Proprio quel docente da cui si è scoperto che Benzi ha copiato la relazione introduttiva al Piano Scuola approvato il 23 settembre.
Accusa, mossale sia in consiglio comunale che da queste pagine, dalla quale Benzi si era difesa rilasciando sdegnate dichiarazioni ai giornali, in cui sosteneva che il professore aveva collaborato con lei alla stesura della relazione con “spirito di sussidiarietà”.

Ora sappiamo che Benzi, non solo ha copiato gran parte dell’articolo che il prof. Pati aveva scritto nel 2008 senza neppure informarlo, ma ha anche mentito ai consiglieri comunali e ai cittadini di Brugherio.

"Copiona e bugiarda", dunque. Sarà forse un titolo un po' forte. Ma, purtroppo, calza a pennello.

Lo ribadiamo: un cattivo esempio per gli scolari brugheresi!

mercoledì 5 ottobre 2011

ERAVAMO 4 AMICI AL BAR …

“Mariele, Roberto, Salvatore, Luigi…”: gli sconosciuti firmatari, non di un volantino o di un articolo del giornalino scolastico; ma (poveri noi!) gli autori della relazione introduttiva al Piano Scuola 2011/2012! Relazione che dovrebbe indicare l’indirizzo dell’amministrazione in tema di scuola e che, in un paese normale, dovrebbe essere firmata dall’assessore competente.

Bene (cioè, male). L’assessore Benzi in questi giorni precisa ai giornali che la citazione dei soli nomi di battesimo risponde a una precisa scelta per “evidenziare il lavoro collegiale e informale”. Insomma, per citare Gino Paoli, “eravamo 4 amici al bar” e abbiamo scritto la relazione dell’assessore all’istruzione… copiandola quasi integralmente da un articolo del Prof. Luigi Pati dell’Università Cattolica.

Non cambia nulla se poi l’assessore Benzi, messa all’angolo, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi affermando che il non meglio identificato “Luigi” è, guarda caso, proprio il succitato professore universitario. Gli alunni di Brugherio da oggi sapranno come giustificarsi quando verranno scoperti a copiare!

Non cambia nulla perché il tardivo e maldestro tentativo di chiarimento, peraltro solo dopo che si è stati scoperti, non dimostra altro che la scarsa o nulla considerazione in cui si tiene l’istituzione che si vuole rappresentare.

Ancor più grave è il fatto che Benzi abbia copiato solo le parti di testo funzionali allo scopo ultimo della sua relazione: delegittimare gli insegnanti e il loro delicato compito educativo.

Secondo Mariele e i suoi amici, infatti, la scuola “considera la famiglia una istituzione incapace di educare”, tratta i genitori come semplici “utenti” e per questo motivo collabora con loro “soltanto in base alla preoccupazione di contenere i comportamenti trasgressivi dei figli-alunni”.
E avanti così per tutto il testo: un continuo insinuare incapacità e insensibilità da parte della scuola nei confronti di alunni e famiglie (a che pro è facile intuire…), dando per scontati atteggiamenti che sono solo nell’immaginario dell’assessore, che evidentemente delle scuole brugheresi ha fatto ben poca esperienza, altrimenti saprebbe bene che niente è più lontano dalla realtà scolastica del nostro comune.

Dopo quasi due pagine, dedicate a una strisciante delegittimazione della scuola pubblica, ha dell’incredibile che all’ente locale siano dedicate solo due striminzite righe: il Comune si impegnerà per diventare “facilitatore e mediatore nella quotidianità tra scuola e famiglia”. Quali scelte concrete ne discenderanno, non è dato sapere.

Ma entriamo nel merito di questo Piano Scuola, approvato dal Consiglio Comunale con il voto contrario dell’opposizione.
In quella occasione ci si aspettava che finalmente venissero affrontati i problemi che affliggono anche la scuola di Brugherio da quando sono entrati a regime i tagli governativi: meno insegnanti, classi più affollate, abolizione delle compresenze e quindi della possibilità di individualizzare l’insegnamento, di garantire le supplenze…

La “maggioranza” (le virgolette sono d’obbligo nelle attuali circostanze) che “amministra” Brugherio ha invece preferito approvare un bilancio scolastico che non tiene minimamente conto dello stato di sofferenza della scuola, non pianifica interventi strategici per sopperirvi, ma disperde risorse umane e materiali in una miriade di progetti che spesso non rispondono alle reali esigenze.

Ma d’altra parte non poteva essere altrimenti, data la mancanza di confronto e di ascolto con cui il Piano è stato redatto. A dispetto di quanto sbandierato dall’assessore Benzi anche nell’ultimo Notiziario, non c’è stata infatti alcuna occasione per “discutere con i Collegi Docenti” (testuali parole) e nessuna condivisione con le rappresentanze di tutte le realtà scolastiche presenti in Commissione Scuola.

È mancato il tempo? L’Assessore ha preso in mano la questione solo a maggio?

Ci dispiace, ma non è colpa di nessuno se non di questa raffazzonata e litigiosa “maggioranza” e del suo sindaco se ad aprile, a causa delle loro faide interne, hanno deciso di silurare l’assessore precedente per dare a Benzi la “meritata” poltrona assessorile.

domenica 3 aprile 2011

IL NOSTRO TEMPO E' ADESSO. LA VITA NON ASPETTA

Il 9 aprile sarà una grande giornata di mobilitazione in cui finalmente noi precari, disoccupati, lavoratori autonomi, studenti, noi giovani senza diritti scenderemo in piazza per manifestare, uniti, la nostra esistenza, per rivendicare i diritti che oggi ci sono negati, per far sentire la nostra voce e raccontare chi siamo, perché vogliamo un altro paese, un paese che investa sulla ricerca e sulle giovani generazioni invece di relegarle ai margini del sistema produttivo, mortificandone le competenze e cancellando ogni possibilità di realizzazione personale.

Per fare questo dovremo essere in tanti e dovremo essere ovunque.

Non una sola grande manifestazione a Roma, ma centinaia di piazze in tutta Italia da cui gridare la nostra esistenza e il nostro desiderio non più rinviabile di vivere la vita.

lunedì 7 marzo 2011

IL 12 MARZO IN PIAZZA PER LA COSTITUZIONE E PER LA SCUOLA di Claudio Fava

“Qualcuno prima o poi dovrà spiegare a Silvio Berlusconi che il presidente del Consiglio dei ministri rappresenta, ahimè, non solo una maggioranza politica ma l’intero paese.

Di più: rappresenta lo Stato nella sua funzione di governo. E se Il capo di un governo dice che la scuola pubblica del paese su cui governa fa schifo, delle due l’una: o ha bevuto oppure se ne fotte. Della scuola (pubblica), del paese e degli italiani.
Berlusconi interpreta il suo mestiere come un abusivo, un forestiero che abita le stanze di Palazzo Chigi col pensiero inchiodato alle camere da letto di Palazzo Grazioli e di Arcore. E da forestiero ritiene naturale insultare la scuola pubblica, cioè dello Stato.
In quell’insulto grossolano non c’è solo il fastidio per un sistema scolastico che, pur tra mille difficoltà, continua a rappresentare uno dei pochi luoghi ancora liberi da condizionamenti e da ricatti.
Non c’è solo l’equivoco culturale di chi pensa sempre male del pubblico (di ogni servizio pubblico: scuole, ospedali, tribunali…) e vorrebbe privatizzare ogni risorsa, ogni diritto, ogni opportunità.
In Berlusconi, nella sua battuta, c’è il segno di un’antica ipocrisia, di una politica di regime che tifa per i giovani rivoltosi in Libia ma vuole i giovani italiani quieti, silenziosi e rassegnati.
In ultima analisi, Berlusconi e i suoi immaginano che questa debba essere la funzione dell’insegnamento: educare a obbedir tacendo, a non farsi troppe domande, a non cercare troppe risposte.

Per questo il 12 marzo dobbiamo essere in tanti in piazza per la Costituzione.
Se la battaglia in difesa della Costituzione ha oggi un senso profondo è proprio perché porta dentro di sé la difesa, puntuale e inemendabile, di tutti i suoi diritti e i suoi valori. A cominciare dal diritto a un’istruzione pubblica e libera da condizionamenti, da obbedienze, da reticenze”.

lunedì 28 febbraio 2011

Nessun docente capace ed onesto “inculca” idee negli alunni

La misura è colma da un pezzo, ma le parole che Berlusconi ha usato ieri per screditare per l’ennesima volta la scuola statale italiana hanno davvero superato il limite della decenza, se ancora ce n’è una.

Non si può tollerare che uno screditato Presidente del Consiglio dia un giudizio pesantemente offensivo verso l’Istituzione alla quale la Costituzione affida il compito di formare cittadini, competenti, critici, aperti, collaborativi.

Nella Scuola di tutti, quella statale, operano in piena libertà culturale, docenti di diversa formazione e provenienza culturale, i quali non “inculcano valori”, ma educano, istruiscono e trasmettono saperi disciplinari, con l’unico orizzonte di valori che accomuna tutti: quello contenuto nella prima parte della Costituzione italiana, dove sono definiti i Principi Fondamentali su cui si fonda la nostra Repubblica.

Nella scuola di stato, quella aperta a tutti, c’è posto per opinioni, idee e anche fedi diverse. Nella scuola pubblica i docenti migliori sono quelli che sanno accogliere le diversità, mettersi in discussione, confrontarsi collegialmente, senza nascondere le proprie idee, ma anche senza imporle come verità assolute a colleghi e alunni.

Nella scuola statale, la conoscenza è aperta a tutte le possibili scoperte.

Una buona scuola aiuta bambini e adolescenti a confrontarsi con idee e culture diverse, a trovare, attraverso lo studio e la ricerca, nuove e sempre più efficaci risposte alle domande che la complessità del mondo richiede.

Nella scuola di tutti nessun docente capace e onesto "inculca" idee agli alunni.

Solo lei, signor presidente del consiglio, benefattore di giovanissime ragazze allevate e narcotizzate dal trash e dalla pornocrazia delle sue tv, da vent'anni tenta di inculcare nei giovani che l'unico orizzonte della loro realizzazione è la partecipazione al GF.

Ed è da vent'anni che la scuola pubblica e la maggioranza delle famiglie italiane, si ostinano a trasmettere valori e principi diversi...dai suoi signor presidente.

lunedì 20 dicembre 2010

SI TAGLIA SU TUTTO, TRANNE CHE SULLA SCUOLA PRIVATA

In una Finanziaria regionale che taglia tutti i servizi fondamentali a partire dai trasporti e dall’area socio-assistenziale, c’è una voce di bilancio in controtendenza che viene addirittura aumentata.


È quella del buono scuola, con cui la Regione, anche quest’anno e ancora di più, regala milioni di euro a pochissimi ragazzi, tutti alunni di istituti privati, penalizzando la maggior parte degli studenti lombardi. E ciò mentre la scuola pubblica è già in ginocchio a causa dei pesantissimi tagli operati dal governo nazionale.

Per il 2011 vengono stanziati a tal fine 51 milioni e 850 mila euro. Oltre tre milioni in più di quelli distribuiti l’anno scorso a 64.811 dei 98.392 alunni delle private. È così che un finanziamento tanto consistente finisce nelle tasche del solo 5.91% degli studenti della nostra regione, a famiglie che spesso non sono nemmeno in condizioni economiche tali da giustificare l’ottenimento di un sussidio pubblico. Un’operazione ideologica che ha tutto il sapore dell’ingiustizia. Non c’è altro modo per definire il fatto che l’80% delle risorse che la Giunta stanzia per l’istruzione finanziano, attraverso le famiglie, la scuola privata. Agli altri studenti restano circa 3 milioni per il merito, più alcuni trasferimenti dallo Stato.

Di fronte a tale palese iniquità, il Gruppo consiliare di Sel, in occasione del bilancio, ha presentato due proposte di buon senso.

La prima è finalizzata a sostenere con gli stessi soldi del buono – oggi destinati solo alle private – la totalità degli studenti. E a farlo passando direttamente attraverso la scuola, sia essa pubblica o paritaria, e non più attraverso la famiglia.

La seconda sposta parte delle risorse attualmente erogate per il sostegno al reddito dei nuclei familiari con figli che vanno alle private, su un fondo che favorisca il diritto all’educazione dei disabili, per la promozione e lo sviluppo delle attività di conoscenza e formazione.

Siamo convinti che, soprattutto nella fase drammatica che la scuola pubblica sta vivendo, sia compito della Regione garantire qualità e diritti a ciascuno del milione e novantaseimila studenti lombardi.

sabato 11 dicembre 2010

Nella scuola pubblica si impara di più. L'Italia in basso per colpa delle private" di S.Intravaia

La lettura approfondita dei dati resi noti qualche giorno fa dimostra che senza le paritarie il nostro Paese scalerebbe le tre classifiche (Lettura, Matematica e Scienze) anche di dieci posizioni.
La scuola pubblica italiana sta meglio di quello che sembra, basta leggere correttamente i dati. Sono le private la vera zavorra del sistema. Almeno stando agli ultimi dati dell'indagine Ocse-Pisa 1 sulle competenze in Lettura, Matematica e Scienze dei quindicenni di mezzo mondo. Insomma: a fare precipitare gli studenti italiani in fondo alle classifiche internazionali sono proprio gli istituti non statali. Senza il loro "contributo", la scuola italiana scalerebbe le tre classifiche Ocse anche di dieci posizioni. La notizia arriva nel bel mezzo del dibattito sui tagli all'istruzione pubblica e sui finanziamenti alle paritarie, mantenuti anche dall'ultima legge di stabilità, che hanno fatto esplodere la protesta studentesca.