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martedì 19 marzo 2013

BENVENUTA SINISTRA. IN PARLAMENTO


Nel suo primo giorno di vita parlamentare, il 15 marzo SEL ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e ha presentato  8 proposte di legge e una mozione, frutto del lavoro di questi anni e di scelte condivise con altri soggetti e associazioni.
Con i 45 parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, tante istanze ora possono trovare voce nel luogo per eccellenza della nostra democrazia: il Parlamento.

1 Proposta di legge contro la corruzione 
per la modifica art.416 ter codice penale (voto di scambio)
2 Proposta di legge per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco
3 Proposta di legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani
4 Proposta di legge
per la tutela della bellezza e la salvaguardia  del paesaggio
5 Proposta di legge per l'introduzione del reddito minimo garantito
6 Proposta di legge per l'acqua pubblica e la ripubblicizzazione del servizio idrico
7 Proposta di legge per i matrimoni gay
8 Proposta di legge sull’agricoltura sociale
9 Mozione per l'abrogazione del programma F35

La scelta del gruppo è stata quella di cominciare subito a dare corso agli impegni presi in campagna elettorale. Abbiamo cominciato da proposte che parlano del profilo politico di Sel e che, avendo alle spalle un lavoro di mesi(o di anni), erano già tradotte in testi normativi.
Nelle prossime settimane verrà messo a punto un pacchetto di proposte di legge sul lavoro.

domenica 29 aprile 2012

CONTRATTO DI FIUME PER IL LAMBRO SETTENTRIONALE

                       Finalmente qualcosa di positivo che speriamo non rimanga solo nelle intenzioni: la firma per il Contratto per il fiume Lambro settentrionale.
A due anni di distanza dal disastro ambientale della Lombarda Petroli, provocato dallo sversamento di migliaia di tonnellate di idrocarburi nelle acque del fiume, il 20 marzo 2012 la Regione Lombardia ha sottoscritto un patto di riqualificazione delle acque del fiume con i rappresentanti di 83 Enti e Associazioni (tra cui il comune di Brugherio e il Plis della Media valle del Lambro), a garanzia di una copertura quasi continuativa del territorio attraversato dal corso d’acqua.
I Contratti di fiume sono strumenti innovativi in grado coinvolgere tutti gli attori locali, privati e pubblici, parchi inclusi, col fine di riqualificare il corso del fiume e i territori circostanti. Si basano sulla  programmazione negoziata, cioè sulla partecipazione alle decisioni e sul consenso di tutti gli enti coinvolti e interessati allo sviluppo durevole dei bacini fluviali.
Un patto da 156 milioni di euro, di cui 82,5 già disponibili, per arrivare a un miglioramento immediato della qualità delle acque del fiume Lambro.
Un intervento che interessa una superficie di 2.630 kmq, pari all’11% di quella regionale, e una zona abitata da 4.272.946 di persone, il 44% del totale lombardo, e che dovrà anche favorire una rapida riqualificazione paesistico-ambientale e l’incremento della sicurezza idraulica.
Il contratto per il fiume Lambro non si limita al solo miglioramento della qualità delle acque, ma anche a tutto quello che ci sta attorno; e in questa direzione, i Parchi possono essere un vero e proprio punto di riferimento, una cornice attorno alla quale gli Enti locali e tutti gli attori coinvolti possono muoversi.
Per affrontare i problemi del Lambro, fiume di grandissima importanza, ci vuole una partecipazione ampia e quindi è necessario pensare a un nuovo modo di gestire gli interventi. Da qui, dunque, un’iniziativa unica, che ha pochi precedenti in Italia e che ci auguriamo possa diventare uno strumento reale di pianificazione e di impegno condivisi per risolvere le problematiche del bacino del Lambro.
 Soggetti sottoscrittori:
  • 54 Comuni
  • 5 Province (Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza)
  • Comunità Montana Triangolo Lariano
  • Autorità di Bacino del Fiume Po
  • Agenzia Interregionale per il Po (AIPO)
  • ARPA Lombardia, ERSAF
  • 4 Enti Parco (2 regionali e 2 PLIS)
  • 13 Associazioni regionali e locali
  • Istituto Mario Negri, IRSA CNR, Fondazione Lombardia per l'Ambiente

mercoledì 25 gennaio 2012

DOPO IL REFERENDUM DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ACQUA PUBBLICA

Il circolo di SEL Brugherio organizza, per il 31 gennaio alle ore 21 presso il Salone E.Berlinguer alla Casa del Popolo in via Cavour 1, una serata di formazione e informazione aperta a tutti i cittadini interessati, sul tema dei beni Comuni, del ciclo idrico integrato in Brianza e dell’importanza degli enti locali nella difesa dell’acqua pubblica dopo il risultato referendario.

Non è passato un anno da quando un referendum popolare, a tutt’oggi il principale strumento di democrazia diretta che la Costituzione abbia previsto, ha sancito che l’acqua è un bene pubblico essenziale dal quale la logica del profitto deve tenere lontano i suoi avidi artigli, e già è iniziato il tentativo di annullare gli effetti positivi di questa scelta.
Dietro parole come “liberalizzazione” si nascondono tentativi di reintrodurre i privati nella gestione della rete idrica.
Per opporci a questo inquietante scenario occorre aumentare la conoscenza del sistema idrico e delle sue leggi, partendo dal nostro territorio.

Si tratta della prima di una serie di iniziative analoghe che il circolo di SeL Brugherio intende organizzare nell'ambito del programma "SELf - Sinistra Ecologia Libertà - Informazione"

venerdì 13 gennaio 2012

APPELLO "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia !"

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE !
Logo_campagna_Mauro_Forte

Il Governo Monti intende approvare un decreto sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, sconfessando l'esito dei Referendum del 12 e 13 giugno scorsi.

SOTTOSCRIVI E FAI SOTTOSCRIVERE L'APPELLO "GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!"

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein.
In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.
 
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

mercoledì 14 dicembre 2011

FINALMENTE ANCHE A BRUGHERIO UNA CASA DELL'ACQUA

Finalmente! Sabato 17 anche la città di Brugherio avrà la sua prima, e speriamo non ultima, casa dell’acqua realizzata dal Consorzio Acqua Potabile e dal Comune di Brugherio in via XXV Aprile.


E’ passato più di un anno da quando il circolo di Sinistra Ecologia Libertà aveva avanzato questa richiesta, accolta positivamente dall’amministrazione comunale, che però continuava a rimandarne la realizzazione, forse perché perennemente impegnata a tenere in piedi una maggioranza che faceva e fa… acqua da tutte le parti.

Questa è sicuramente una bella notizia per i cittadini brugheresi che si sono mobilitati, prima attraverso la raccolta di firme e poi con il forte contributo al successo del referendum contro la privatizzazione dell’acqua pubblica.

Sel non ha abbandonato la campagna in difesa dell’acqua ed è costantemente impegnata a opporsi a tutti quei tentativi, presenti anche in Brianza, di vanificare il risultato referendario e a sensibilizzare le persone sull’utilizzo dell’acqua del rubinetto: una risorsa preziosa, economica e sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie. Un’acqua che rispetta l’ambiente, non produce rifiuti plastici ed è a ‘chilometro zero’, non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti camion, evita il consumo di combustibili fossili, l’emissione di CO2 e di polveri sottili.

Per questo già da due anni all’interno della festa che Sel organizza a Brugherio si utilizza l’acqua dell’acquedotto e non più quella in bottiglia.

Per questo ribadiamo l’importanza di dare avvio a cicli formativi e informativi nelle scuole e nella città che diffondano le conoscenze sul ciclo dell’acqua, i cicli naturali, la tutela del suolo.

Infine Sel chiede all’amministrazione comunale di implementare la presenza delle case dell’acqua, per esempio a San Damiano, e di installare erogatori d’acqua nelle strutture pubbliche come le scuole, la biblioteca o il Comune.

martedì 8 novembre 2011

ANCORA FANGO

Ancora fango, ancora morti, ancora famiglie e vite distrutte. Ormai i media televisivi ci abituano a vivere le dimensioni dei drammi in modo sempre più ravvicinato. Abbiamo nelle orecchie le urla disperate delle persone che chiedevano aiuto; abbiamo, scolpite negli occhi le immagini di quel fiume di acqua melmosa che trascina con sé cose e persone.

Intanto l’allerta maltempo continua. Notizie sconfortanti si susseguono, coinvolgendo tutto il nostro territorio nazionale. Allarme Piemonte, allarme Centro Italia e poi Sud. Le soluzioni sono sempre e solo emergenziali.

Nel momento dell’emergenza, evidentemente, si fa quel che si può: la Protezione civile fa quel che può, i volontari rischiano la propria vita e fanno quello che possono, e quando il dramma produce povere innocenti vittime c’è l’ennesimo funerale, con la partecipazione commossa delle autorità. Un rituale troppe volte visto che, purtroppo, considerata la frequenza di avvenimenti di segno simile, sarà sostituito, presto, dalla scena successiva dei tanti dolori, delle tante rabbie, dei troppi omertosi silenzi.

In provincia di Messina si è costruito sulle falde acquifere così in Cilento, così in tutta l’Italia.
Preoccupanti statistiche rilevano che il 98% dei Comuni è a rischio idrogeologico, più o meno grave.
A Genova ci dicono che il torrente Fereggiano è circondato dalle frane e quindi se questo piccolo ruscello si gonfia d’acqua esplode, che i progetti per fare defluire le acque anche per gli altri torrenti sono fermi da anni, che ci sono cantieri aperti ed opere mai realizzate. Un progetto definitivo per la costruzione di un canale che avrebbe consentito di far defluire le acque è fermo al Consiglio Superiore dei lavori pubblici.

E qui ritorniamo al tema vero: la cronica inadeguatezza di fondi per la salvaguardia del territorio da un lato e la cementificazione selvaggia da un altro. In due anni l’Italia segna un bollettino di guerra inaccettabile; una settantina di vite umane e ben otto regioni colpite da disastri idrogeologici.

Sicuramente, gli investimenti economici per la messa in sicurezza del territorio non danno visibilità, la prevenzione non dà medaglie, anzi scontenta chi, nel legame insano tra politica ed interessi, privilegia la facile ricchezza delle speculazioni edilizie,del cambiamento di destinazione degli immobili, degli abusi mai controllati.

Per non parlare di tutti quei, tanti, troppi condoni che negli anni sono stati facilmente concessi per fare cassa, con la drammatica conseguenza di ridurre intere zone, che insistono su aree oggettivamente inedificabili, a situazioni di alta vulnerabilità e al rischio, sempre meno remoto, di crollare.
Da ultimo, non va sottaciuto lo scarso interesse per le politiche ambientali di questo governo, che da quattro anni prosciuga sempre più le risorse del Ministero delle politiche ambientali.

L’ambiente non deve essere violentato, il vaso è colmo e tutti, dalle istituzioni ai cittadini, devono assumersi le proprie responsabilità, non favorendo le logiche delle speculazioni edilizie, perché l’abuso del territorio, prima o poi, fa pagare i prezzi altissimi a tutti, e una politica che manda segnali di condoni edilizi contribuisce irresponsabilmente a distruggere questo nostro straordinario Paese, costretto ogni volta a risollevarsi da disastri e da tragedie di cui è troppo spesso incolpevole.

ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE PER L'ACQUA PUBBLICA

SEL aderisce alla manifestazione nazionale per l’acqua pubblica del 26 novembre a Roma.
Sinistra Ecologia Libertà ha sostenuto fin dalla sua costituzione le campagne per i beni comuni e per l’acqua promosse da una vasta rete di associazioni e comitati, al cui interno spesso militano anche aderenti, simpatizzanti, elettori di SEL.

Siamo una soggettività politica recente che eredita i valori e le elaborazioni del pacifismo, della sinistra, dell’ecologismo, del libertarismo italiani.
Da almeno un decennio molti di noi hanno contribuito alla riflessione e all’iniziativa per porre al centro la questione dei beni comuni e la considerazione dell’acqua come bene comune e diritto umano, sul piano internazionale e nazionale, sul piano culturale e istituzionale.

Abbiamo contribuito alla raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare e alle tante manifestazioni locali e nazionali del movimento. Di recente abbiamo sostenuto per intero la campagna referendaria e condiviso la straordinaria vittoria.

E oggi stiamo lanciando, l’opera pubblica più importante di cui ha bisogno l’Italia, restituire ai torrenti e ai fiumi circostanti il loro corso naturale, ristabilire le aree di esondazione, considerare i bacini idrografici l’unità di iniziativa economico-ecologica.

Ora c’è da impegnarsi per l’applicazione coerente della volontà popolare e per la difesa dell’acqua e, in generale, dei beni comuni.
Nel nostro documento di luglio che già abbiamo inviato e diffuso (”BENE COMUNE: dopo i SI, il come considerare davvero l’acqua Bene comune e Diritto Umano”) abbiamo ribadito che la nostra “barra” resta

venerdì 3 giugno 2011

IL 12 e 13 GIUGNO SI VOTA SI'

Il referendum sul nucleare ci sarà. Con questa decisione la Cassazione ha evitato una grave menomazione del pronunciamento referendario. Senza la possibilità di esprimersi sulle questioni energetiche il voto del 12 e 13 giugno sarebbe stato monco. C’è infatti un filo conduttore che accomuna questi referendum che, a prima vista, sembrano così eterogenei. E’ l’attenzione al bene comune e ai diritti di tutti: concetti troppo spesso calpestati nell’era berlusconiana giunta ormai al capolinea


Per i quesiti sull’acqua l’accento va posto proprio sul termine pubblico, che non vuole dire solo proprietà delle fonti ma, appunto, come rendere disponibile un servizio gestito dalle comunità locali in modo trasparente, adeguato ai bisogni e garantito a tutti. Insomma, si tratta di salvaguardare un diritto concreto ed esigibile.

Discorso meno diretto per il quesito sul legittimo impedimento. Si deve ripristinare in Italia, il principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, una garanzia per tutti che viene messa in discussione dal fatto che un individuo, o un gruppo di persone, possa chiamarsi fuori in nome del ruolo istituzionale che ricopre. Abolire questa anomalia serve a rafforzare un diritto di tutti e a far prevalere l’interesse comune sugli interessi di pochi.

Ma è col quesito sul nucleare che si chiude il ragionamento sui diritti, anche quelli delle generazioni a venire. Perché un tema che raramente emerge rispetto alla opzione nucleare è quello della rigidità della scelta atomica che non solo ipoteca le scelte dell’oggi ma, soprattutto, quelle del domani.
A chi vuole lucrare sulla costruzione delle centrali non interessa se ai nostri discendenti lasciamo in eredità una tecnologia assai pericolosa e un pianeta avvelenato dalle scorie radioattive.

Per garantire i diritti di tutti, anche di quelli che non sono ancora nati c’è solo una scelta possibile: rallentare i consumi di energia, ovvero diventare più efficienti e più attenti alla qualità dei consumi. In questo modo possiamo guadagnare tempo prezioso per aumentare le energie dal vento e dal sole e per investire risorse sulle nuove forme di energie rinnovabili, lasciando a chi viene dopo di noi la possibilità di scegliere quale futuro vorrà realizzare.

venerdì 22 aprile 2011

GIU' LE MANI DALL'ACQUA!

“Dopo il tentativo di scippare il referendum sul nucleare ora il governo sotto la spinta delle lobby affaristiche tenta di mettere mano anche al referendum contro la privatizzazione dell’acqua puntando su una nuova legge varata in corsa. Siamo di fronte ad un vero e proprio furto di democrazia”, affermano Nichi Vendola e Paolo Cento, presidente e responsabile delle campagne referendarie di Sinistra Ecologia Liberta’.


“Un furto che ha l’obiettivo di evitare il pronunciamento popolare sul futuro energetico e delle risorse idriche del nostro Paese. Non consentiremo – concludono Vendola e Cento – che questo nuovo tentativo di scippare i referendum possa andare in porto cancellando la volontà di un milione e mezzo di cittadini che avevano sottoscritto i quesiti per l’acqua bene comune”

giovedì 21 aprile 2011

VOGLIAMO L'ACQUA E IL SOLE, MICA LA LUNA!

La decisione del governo sul nucleare non deve trarci in inganno. Se da una parte l’emendamento che sospende l’iter di realizzazione delle centrali nucleari è una vittoria del movimento antinucleare, dall’altra siamo di fronte al tentativo del governo di truccare le carte perché consapevole di un successo dei referendari il 12 giugno.


Comunque il nuovo testo deve ancora essere approvato definitivamente dal parlamento e sarà la Cassazione a stabilire la corrispondenza del testo approvato con i quesiti referendari e l’obiettivo sostanziale di bloccare definitivamente il nucleare in Italia.

Quindi la mobilitazione referendaria deve continuare sia contro il nucleare che per gli altri referendum sull’acqua e il legittimo impedimento con l’obiettivo di raggiungere innanzi tutto il quorum nel voto del 12 giugno.

lunedì 7 marzo 2011

H2Oro-L'acqua, un diritto dell'umanità


Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all'acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del "Bel Paese", per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.
L'acqua non deve diventare "l'oro blu" del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato "l'oro nero" del secolo XX. L'acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell'umanità. L'accesso all'acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l'acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell'area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.
Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell'acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell'acqua, delle guerre dell'acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell'acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l'indirizzo di mercificazione e privatizzazione.
Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all'insegna del denaro, ma della dignità umana.

giovedì 13 gennaio 2011

ACQUA PUBBLICA: A PRIMAVERA SI VA AL REFERENDUM!

Un anno fa il governo ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. Contro questa legge sono stati promossi dai movimenti per l’acqua pubblica 3 referendum e sono state raccolte 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (record della storia repubblicana).

La Corte Costituzionale ha ammesso due di questi tre quesiti referendari: quello contro la privatizzazione della gestione contenuta nel decreto Ronchi e quello sul profitto garantito sulla gestione del servizio Idrico.

A primavera i cittadini italiani potranno quindi esprimersi sulla ripubblicizzazione di un bene essenziale come l’acqua. La vittoria dei “SI” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.
È quindi importante che tutti i comitati che si sono mobilitati per la raccolta firme si riattivino ora per dare avvio e sostenere la campagna referendaria di questa primavera

domenica 19 dicembre 2010

UNA CASA DELL'ACQUA ANCHE A BRUGHERIO

Apprendiamo con piacere che l'Amministrazione Comunale ha fatto propria una delle proposte di Sinistra Ecologia Libertà in difesa dell'acqua pubblica e intende realizzare, tramite Amiacque, una Casa dell'acqua nella prossima primavera.
Si tratta di una delle iniziative che il circolo brugherese ha sostenuto attraverso una campagna di sensibilizzazione nel mese di novembre, seguita alla raccolta di firme per i referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
Ci auguriamo che, dopo gli annunci, l'Amministrazione porti a termine il progetto e prenda in considerazione anche le altre richieste di Sel per la promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto: erogatori nelle mense scolastiche e nei luoghi pubblici, un consiglio comunale aperto e cicli informativi rivolti ai cittadini.

mercoledì 3 novembre 2010

BRUGHERIO HA BISOGNO DI UN PROGETTO: INIZIAMO CON LE CASE DELL’ACQUA E I DISTRIBUTORI NELLE SCUOLE E NEI LUOGHI PUBBLICI

Una volta la gente andava a piedi al pozzo a prendere l’acqua ed era gratis. Oggi si va in auto al supermercato e la si paga fino a mille volte di più di quella che esce dal rubinetto.

Non bere l’acqua di casa significa rinunciare ad una risorsa preziosa, economica e sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie.
E poi l’acqua di rubinetto rispetta l’ambiente, non produce rifiuti plastici ed è a ‘chilometro zero’, non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti camion, evita il consumo di combustibili fossili, l’emissione di CO2 e di polveri sottili.
Gli italiani hanno cominciato a capirlo, condividendo la campagna referendaria contro la privatizzazione dell'acqua, che ha visto Sinistra Ecologia Libertà tra i più attivi sostenitori, è stata infatti un successo straordinario: 1.401.432 firme. Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese.
Ogni Sindaco, ogni amministrazione e ogni consiglio comunale animati dal buon senso e amore vero per la città dovrebbero perciò promuovere investimenti e iniziative per difendere l’acqua pubblica, fare gli interessi dei cittadini amministrati e salvaguardare l’ambiente. Uno dei modi è sicuramente quello di installare “case dell’acqua” nei quartieri e distributori di acqua pubblica nelle scuole della città e nei luoghi pubblici (sedi comunali, biblioteca, anagrafe ecc).
E A BRUGHERIO?

30.000 abitanti
- consumano
                   · circa 6 milioni di litri di acqua “minerale” in bottiglia
                   · 4.414.000 bottiglie
- producono
                   · 132 tonnellate di plastica da smaltire
                   · 40.000 euro di spesa (300 euro per raccolta e smaltimento alla tonnellata)

Sinistra Ecologia Libertà di Brugherio ritiene importante che l’amministrazione comunale operi delle scelte concrete su questo tema e propone:
- un consiglio comunale aperto dove venga discusso e approvato un ordine del giorno che respinga la privatizzazione dell’acqua prevista dal D.L.135/2009 e esprima il sostegno alla campagna referendaria promossa dal Comitato acqua bene comune
- l’incentivazione dell’uso dell’acqua pubblica nelle mense scolastiche, negli spazi pubblici e nei quartieri cittadini attraverso l’installazione di erogatori e di case dell’acqua
- l’avvio di cicli formativi e informativi nelle scuole e nella città che diffondano le conoscenze sul ciclo dell’acqua, i cicli naturali, la tutela del suolo

Siamo certi che Brugherio accoglierebbe favorevolmente iniziative di questo genere; se n’è avuta conferma in occasione della festa di Sinistra Ecologia Libertà dove l’erogatore di acqua pubblica è stato molto apprezzato, ma soprattutto in occasione della raccolta firme per il referendum “acqua bene comune”.
La gente ha capito che l’acqua, così come il suolo, sono beni essenziali da salvaguardare e che la difesa dei beni comuni è alla base del rispetto per gli altri e per l’ambiente.