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giovedì 22 marzo 2012

Art.18 ossessione inaccettabile, il resto è propaganda

 



E’ davvero imbarazzante l’atteggiamento del governo Monti, a fronte di un’Italia che sta vivendo una sofferenza, un disagio straordinario.
Di fronte a notizie di suicidi di chi non riesce a trovare lavoro, di fronte alla disperazione di un’intera generazione di ragazzi e ragazze, assediata dalla precarietà, l’unica ossessione del governo Monti è quella di recidere il legame con la nostra cultura democratica.
Cancellare l’articolo 18, manipolarlo, deformarlo, significa semplicemente portare lo scalpo della civiltà del lavoro presso i potentati della finanza internazionale. Questo è francamente inaccettabile.
I conservatori italiani che hanno voluto questo colpo di mano stiano comunque tranquilli: la Cgil non è certo isolata nel Paese. E farà valere le ragioni di milioni di italiani, nell’interesse del futuro dell’Italia
Compito del centrosinistra in Parlamento e nelle piazza, ora, è di non lasciare solo il proprio popolo.
Nichi Vendola

giovedì 1 marzo 2012

Il 9 marzo a Roma con la FIOM


Adesione di SEL della Lombardia alla mobilitazione generale indetta dalla FIOM


PER: LA DIFESA DELL'ART.18, IL CONTRATTO, IL LAVORO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA E LA RAPPRESENTANZA NEI LUOGHI DI LAVORO 

Il 9 Marzo la Fiom-Cgil ha indetto lo Sciopero Generale dei Metalmeccanici con una manifestazione nazionale a Roma per: 


* la difesa dell'art 18 elemento centrale per la tutela della dignità e della libertà nel lavoro 
* la riconquista del contratto collettivo di lavoro 
* la riunificazione dei diritti nel lavoro con il superamento di tutte le forme di precarietà 
* un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per il rilancio di uno svipuppo industriale sostenibile del nostro paese 
* contrastare le scelte della Fiat e di Federmeccanica tese a mettere in discussione i diritti contrattuali, la Rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro 
* il contrasto ad una politica europea tutta incentrata sul rigore finanziario nonché allo smantellamento dello stato sociale e a favore le privatizzazioni 

Nel condividere a pieno le ragioni che sono alla base della mobilitazione generale indetta dalla Fiom Sinistra Ecologia Libertà della Lombardia vuole dare il proprio contributo di adesione, invitando i suoi militanti e simpatizzanti a partecipare. 

Perché riteniamo che questa iniziativa di mobilitazione generale sia utile non solo per contrastare ma per rivendicare un radicale cambiamento delle politiche industriali ed economiche, sociali e salariali praticate in questi anni in Europa e nel nostro Paese dai governi Berlusconi e dai padroni e che vedono una loro continuità in molte delle scelte fin qui fatte anche dal governo Monti. 

Perché cogliamo nelle piattaforma rivendicativa che sta alla base della mobilitazione generale dei Metalmeccanici un contributo concreto di proposta in grado di parlare a tutte quelle forze politiche e sociali del centro sinistra che lo vogliono, quali debbano essere alcuni dei punti centrali di un futuro programma di governo alternativo alle destre nel nostro Paese e in Europa. 

Perché come Sinistra Ecologia Libertà, siamo politicamente e culturalmente impegnati a lottare per affermare il cambiamento, per il superamento della precarietà, per una redistribuzione del reddito più equo e solidale, per il diritto a una giusta pensione, per l'introduzione del reddito di cittadinanza, per un piano per il lavoro e l'occupazione, per uno sviluppo ambientalmente sostenibile, per il miglioramento dei servizi pubblici, per la difesa dei beni comuni. 

Perché affermare l'esigibilità dei diritti sanciti dalla costituzione, dalle leggi, la democrazia, la rappresentanza dentro i luoghi di lavoro, significa difendere la libertà per tutti. 
il 9 Marzo saremo a Roma con la FIOM 

mercoledì 26 gennaio 2011

28 GENNAIO: MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DELLO SCIOPERO DEI METALMECCANICI

Venerdì 28 gennaio è stato indetto dalla FIOM lo sciopero generale dei metalmeccanici per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.
In questa fondamentale battaglia a difesa dei diritti dei lavoratori e della Costituzione italiana, Sinistra Ecologia Libertà è fortemente impegnata, e per questo ha aderito alla manifestazione indetta per il 28 mattina a Milano, cui prenderanno parte moltissimi soggetti politici e sociali.

APPUNTAMENTO ORE 9.30 PORTA VENEZIA.

martedì 25 gennaio 2011

UNITI CE LA POSSIAMO FARE. L'appello della FIOM

Abbiamo convocato lo sciopero generale dei metalmeccanici per il 28 gennaio; è una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.

La scelta compiuta dalla Fiat alle Carrozzerie di Mirafiori e a Pomigliano D’Arco è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra.
È un attacco ai principi e ai valori della Costituzione Italiana e alla democrazia perché calpesta la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire per difendere collettivamente i propri diritti e di eleggere i propri rappresentanti in azienda. Si annulla il Contratto Nazionale di Lavoro e peggiorano le condizioni di fabbrica, si aumenta lo sfruttamento e l’orario di lavoro, si lede ogni diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in colpo solo anni di lotte e di conquiste.
Il ricatto di Marchionne è coerente con la distruzione della legislazione del lavoro in atto che vuol rendere tutti soli e precari; è la stessa logica regressiva messa in pratica dal Governo con l’attacco al diritto allo studio e alla ricerca attuato attraverso l’approvazione del DDL Gelmini e il taglio ai fondi per l’informazione e la cultura.
Si mettono così sotto scacco principi democratici di convivenza civile fondamentali.

La Fiom è impegnata a sostenere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro senza deroghe, a difendere la legalità, la democrazia e la libertà di rappresentanza sindacale, a combattere la precarietà e il dominio del mercato che divorano la vita delle persone e compromettono la coesione sociale e il futuro del paese.

Chiediamo a tutte le persone, le associazioni e i movimenti che condividono queste ragioni di sostenere la lotta dei metalmeccanici e di firmare questo nostro appello.

Per firmare l’appello clicca qui

sabato 15 gennaio 2011

MIRAFIORI: UN VOTO CONTRO IL RICATTO


A Mirafiori ha vinto il sì. Con il 54% dei voti. Volevano una vittoria schiacciante, almeno il 63% di Pomigliano, ma anche di più. Ed invece il 46% degli oltre 5000 dipendenti ha votato no, ed anzi alle catene di montaggio e lastratura hanno vinto i NO.

Hanno vinto i SI grazie al voto degli impiegati del seggio 5: 421 su 441 hanno votato a favore dell’accordo.

Con questo “sì” di un misero 54%, realizzato solo quando sono state scrutinate le schede votate nei reparti degli impiegati, cosa mai ci potrà fare la Fiat? Cosa ci può fare il governo? Vuole dire che il 46% , degli operai di Mirafiori è suicida? Antiitaliano? Sovversivo? non moderno? E Marchionne la giudica governabile questa fabbrica in base alle nuove regole stabilite da quel contratto? E Cisl e Uil vogliono davvero continuare a sostenere le ragioni del patto che hanno firmato?

giovedì 13 gennaio 2011

REFERENDUM MIRAFIORI: LAVORO CONTRO DIRITTI

Da stasera e per due giorni si terrà un referendum, non già per garantire ai lavoratori di partecipare alle scelte dell’azienda (come è riconosciuto dalla Costituzione italiana), ma per assentire alle scelte unilaterali imposte dalla direzione aziendale con il ricatto dell’approvazione quale condizione per la permanenza nel nostro Paese.

Le lacrime dei lavoratori della Fiat Mirafiori, comparse su molti quotidiani, sono il segno più evidente della drammaticità della situazione che sono costretti a vivere, delle contraddizioni che ha fatto scoppiare una politica che vuole cancellare la dignità del lavoro dentro un ricatto assurdo che impone la scelta tra lavoro e diritti.

Siamo giunti all’apice di un attacco ai diritti che punta alla distruzione di un secolo di conquiste del movimento operaio e la risposta finora è stata debole. Eppure è chiaro a tutti che la posta in gioco non riguarda solo quegli oltre 5000 lavoratori. Ma disegna un futuro di precarizzazione selvaggia, di individualizzazione dei rapporti di lavoro, di smantellamento della legislazione e delle tutele individuali e collettive dei lavoratori, di crescente difficoltà per le lavoratrici e i lavoratori a ricorrere alla giustizia ordinaria per avere una garanzia dei propri diritti.

L’intervento del Presidente del Consiglio di ieri dimostra,

domenica 9 gennaio 2011

SI' AI DIRITTI, NO AI RICATTI: CON LA FIOM E CON I LAVORATORI

Tra una settimana a Mirafiori si svolgerà il referendum per verificare il consenso dei lavoratori all’accordo firmato dalla FIAT e dai sindacati presenti nell’azienda, ad eccezione della Fiom, il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici.


Si tratta di uno strano referendum. Di norma infatti il referendum viene richiesto dalle organizzazioni sindacali con l’intesa che, qualora il risultato fosse negativo, le parti si impegnerebbero a riaprire la trattativa, permettendo così ai lavoratori di esercitare un’influenza reale sulle proprie condizioni contrattuali.
In questo caso, invece, è la FIAT che richiede il referendum e il suo amministratore delegato Marchionne dichiara che, se dovesse vincere il no, l’accordo non sarebbe più valido e la FIAT investirebbe altrove.
Il referendum dunque non è più uno strumento di partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali ma diviene un mezzo di pressione per ottenere, con una pratica di falsa democrazia, il consenso ai piani che l’impresa definisce autonomamente.

Ancora una volta la Fiom si carica sulle spalle la responsabilità di difendere le regole democratiche in questo Paese, lo fa sottoponendosi a critiche che gli provengono non solo dalla dirigenza della Fiat, ma anche e soprattutto dalle altre sigle sindacali, da parte della stessa CGIL, da molte forze politiche. Una lotta per la democrazia che non è una semplice tutela dei diritti di una parte di lavoratori, quelli metalmeccanici, ma una lotta che tenta di mettere un argine allo straripante tentativo di annullare molti dei diritti ottenuti dai lavoratori e che pregiudicheranno la qualità della vita dei lavoratori stessi, anche in termini di sicurezza.

Solo, pochi mesi fa, a Pomigliano, la Fiat con Marchionne riuscì a strappare ai lavoratori un SI sul referendum, che in realtà era un vero e proprio ricatto occupazionale. Sul tavolo nuovi investimenti in cambio dell’eliminazione di alcuni diritti fondamentali.
Passano solo pochi mesi e il metodo Marchionne riappare con tutta la sua drammaticità, e con una maggiore veemenza. Ora anche Mirafiori si trova a fare i conti con il terribile ricatto occupazionale:
“ volete lavorare o volete che trasferiamo la produzione delle auto all’estero?”. Stavolta se possibile le condizioni sono peggiori di Pomigliano, stavolta si stravolgono le regole contrattuali, si escludono dalle trattative aziendali le sigle sindacali (FIOM) che non firmano gli accordi.

Sembrerebbe un problema esclusivo dei lavoratori del settore metalmeccanico, dei lavoratori della Fiat, ma non è così. Questi attacchi frontali da parte della maggiore azienda industriale del Paese, aprono la strada ad ulteriori limitazioni dei diritti anche negli altri settori.
I lavoratori delle piccole imprese, quelle del commercio ad esempio, quelli meno tutelati sindacalmente pagheranno un prezzo molto alto per lo sdoganamento messo in atto da Marchionne, con l’approvazione di questo Governo e purtroppo della quasi totalità delle forze politiche e sindacali.

L’Italia dopo il berlusconismo ora si appresta a vivere e subire il marchionnismo.