Crocefissi, grembiulini,

bullismo, voto in condotta, limite del 30% alla presenza di alunni stranieri, insegnanti “fannulloni”: la scuola italiana è ogni giorno al centro di polemiche e dibattiti, dietro ai quali si nasconde un’istruzione pubblica a cui vengono continuamente tolte risorse (oltre 8 miliardi di euro nel triennio 2009/2011). Non paghi di questo, Gelmini e Brunetta hanno dato il via a un’opera di sistematica denigrazione degli insegnanti e della scuola, a supporto ideologico dell’intera operazione: dagli insegnanti fannulloni, alla “scoperta antropologica” degli insegnanti meridionali, dai cronici assenteisti agli incompetenti responsabili di una scuola additata come fabbrica di ignoranza e bullismo.
Lo vediamo anche a Brugherio dove la “riforma” Gelmini non ha portato niente di buono, ma ha messo in seria difficoltà gli istituti del territorio che hanno dovuto far fronte in vari modi ai pesanti tagli che si sono abbattuti sulle loro risorse. E mentre insegnanti e dirigenti, con la competenza e la creatività di sempre, inventano i modi con cui garantire comunque un servizio e un’offerta formativa di qualità, è iniziata anche nella nostra città la campagna denigratoria nei confronti della scuola pubblica, mentre aumentano i contributi alle scuole paritarie. “Allarme bullismo!” ha tuonato qualche settimana fa il sindaco-sceriffo Ronchi,