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giovedì 12 dicembre 2013

FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA! STOP AL CONSUMO DI SUOLO


Oggi il Consiglio della Provincia di Milano ha votato all'unanimità un emendamento che respinge la richiesta di Carosello e del comune di Cernusco di declassare l'area tratteggiata nella foto da agricolo-strategica ad agricola: la strada per ampliare il Carosello su quest'area verde è stata bloccata!

Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto e ai consiglieri provinciali che lo hanno reso possibile.

giovedì 28 novembre 2013

MOLTO PIU’ DI UN TRENO. di Davide Tazzi

Quanta rabbia provo nell’assistere impotente all’ultima e apparentemente definitiva intensa tra Letta e Hollande sul progetto della linea Torino-Lione (20/11/13). Ciò avviene dopo le ripetute dichiarazioni di scetticismo e perplessità della Francia riguardo ai benefici che dovrebbe portare questa ferrovia ad alta velocità, dopo che da più parti a Parigi si è parlato di irrealizzabilità e di insostenibilità dei costi di questa grande opera, dopo che una commissione parlamentare francese (Mobilitè 21) incaricata di approfondire il tema ha sostenuto che non è fattibile un inizio dei lavori prima del 2030. Hollande ancora una volta delude e sacrifica il buonsenso in onore degli accordi con l’alleato d’oltralpe Enrico Letta, il quale non intende ritornarne sui propri passi e annullare la realizzazione di un progetto a cui ha legato la sua credibilità e destino politico. Nella dichiarazione a fine del vertice Italia-Francia i due Primi Ministri, oltre a limitarsi sostanzialmente a mendicare finanziamenti europei, hanno la faccia tosta di affermare il “carattere prioritario” di questa opera.
Eppure non accade mai che questi personaggi favorevoli al TAV ci spieghino perché ritengono che sia un’opera così fondamentale. Il più chiaro è stato il vicepresidente Alfano, che qualche giorno fa ha detto sinceramente: nessuno potrà fermare un'opera che è stata decisa da uno Stato sovrano. Questa frase esplicita tutta l’arroganza e la visione di fondo completamente anti-democratica tipica di gran parte della nostra classe dirigente, Angelino a quanto pare dimentica che la sovranità appartiene al Popolo (art. 1 della Costituzione). D’altra parte la genesi del TAV è stata fin dall’inizio verticistica, imposta dall’alto, senza la minima reale consultazione dei cittadini, impegnati da oltre vent’anni a combattere quello che rappresenta non solo un disastro economico e ambientale ma anche uno sfregio della nostra Democrazia. Studiosi, esperti e tecnici si sono già ripetutamente espressi: la linea TAV Torino-Lione è un progetto anti-economico, troppo costoso, non necessario, per questo l’unica motivazione credibile a suo sostegno è la possibilità di pochi di realizzare ingenti profitti a danno della collettività.
Il TAV è un’opera assurda in quanto superflua e superata, perché progettata tempo fa con dati e finalità oggettivamente sbagliate. L’attuale linea ferroviaria del Fréjus non è assolutamente satura (e può eventualmente essere potenziata con costi molto minori), mentre le ottimistiche previsioni di un aumento esponenziale del commercio si sono rivelate completamente errate, nei fatti dal 1988 è in atto una clamorosa diminuzione dei traffici (rivolti invece su altre tratte e valichi: Brennero, Tarvisio, San Gottardo). Proprio per questo, se fosse completata, la nuova linea sarebbe gravemente sottoutilizzata: si tratta un progetto economicamente fallimentare e con probabili pesanti ripercussioni sulle finanze pubbliche (il costo “stimato” si aggira sui 23 miliardi di euro). Infatti con queste motivazioni nel 2012 la Corte dei Conti francese aveva ammonito i governi di tener presente che la Torino-Lione non è economicamente sostenibile né finanziariamente redditizia, raccomandando di dare priorità all'ammodernamento delle connessioni ferroviarie già esistenti.
Il TAV è anche un’opera dannosa oltre che inutile, poiché comporta incalcolabili danni ambientali, agricoli e possibili gravi effetti sulla salute dei valsusini. Oltre al normale inquinamento provocato dall’enorme cantiere, l’accertata presenza di uranio ed amianto nelle rocce interessate dal traforo potrebbero comportare significativi rischi per la salute, nel caso i forti venti della valle disperdessero nell’ambiente i materiali tossici. Inoltre secondo lo studio del 2006 condotto dalla stessa azienda costruttrice LTF-Lyon Turin Ferroviaire la realizzazione del tunnel di base drenerebbe dalle falde sotterranee centinaia di milioni di metri cubi d’acqua con gravi dissesti idrici, comporta quindi anche un importante impatto sull’agricoltura. D’altra parte, al di fuori delle tasche dei “soliti noti”, l’economia della Valle è già in grave difficoltà: ad aggravare la crisi economica infatti è stato l’esproprio e la recinzione che ha colpito vaste zone agricole (e non) direttamente non interessate dal cantiere né previste dal progetto, ma spesso sequestrate illegalmente con il solo scopo di proteggere militarmente i lavori. Siamo di fronte ad uno Stato che non rispetta nemmeno le sue leggi.
Per maggiori dettagli consiglio la consultazione dei numerosissimi studi che hanno affrontato l’argomento (rintracciabili in rete), in particolare l’esauriente documento “150 NUOVE RAGIONI CONTRO LA TORINO LIONE” (http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragionitav2011.pdf), che illustra perfettamente le varie problematiche e smentisce, dati alla mano, tutte le menzogne che sono state dette in questi anni.
Se queste considerazioni di carattere tecnico non fossero sufficienti a far comprendere che quel progetto va bloccato subito, esiste un altro aspetto da considerare. Il danno più grave arrecato all’Italia e alla Val Susa da questa grande opera inutile è lo sfregio della democrazia e della legalità. Il TAV ha suscitato l’immediata e sostanzialmente compatta opposizione pacifica dei valsusini, che è presto dilagata in tutto il Paese, data la rilevanza economica del progetto. Né le comunità locali né l’opinione pubblica nazionale hanno potuto affrontare il problema e decidere democraticamente a riguardo. Nonostante le proteste nessuna seria trattativa è stata aperta e le questioni portate dai cosiddetti NO TAV sono state totalmente ignorate ed occultate. Vent’anni di lotte pacifiche non hanno portato nessun risultato rilevante: i governi sono rimasti sordi e lontani dal “paese reale”. Lo scatenarsi dell’esasperazione e in qualche caso della disperazione ha lentamente fatto infuocare il livello dello scontro allontanandolo dal piano politico. Siamo arrivati all’assurda situazione per cui figure istituzionali, sindaci, avvocati e migliaia di persone che credono nel valore della legalità sono state costrette a violarla per contrastare le azioni antidemocratiche di uno stato percepito come estraneo e nemico, e che agisce inoltre al di fuori delle sue stesse norme. Parallelamente alla gravità del conflitto in atto, cresceva la militarizzazione di tutta la Valle ed una repressione indiscriminata e ingiustificabile, che ci ricorda i tempi lontani in cui il regime fascista perseguitava i partigiani sul quelle stesse montagne. Queste vicende hanno permesso ai governanti degli ultimi anni di praticare un’indegna criminalizzazione del Movimento No Tav, additato come un pericoloso gruppo terrorista, formato da violenti retrogradi che osteggiano il progresso (praticamente dei moderni “luddisti”!), ma il fondo lo si è toccato negli ultimi mesi associando NO TAV e Brigate Rosse… Ovviamente nessuno nel movimento ha dato credito a queste ininterrotte ma goffe calunnie (che però potrebbero influenzare l’opinione pubblica più anestetizzata dai mass media), ma al contrario si è rafforzata la solidarietà tra attivisti, confermando che non esistono né buoni né cattivi: le azioni collettive di disobbedienza civile sono frutto dell’assenza di qualsiasi possibilità di dialettica democratica. I valligiani inoltre hanno più volte denunciato lo “stato di occupazione” in cui è ridotta la Val di Susa, violenze sommarie, ritorsioni, aggressioni, minacce. Tutta la provincia è militarizzata e in molti casi è avvenuta una sospensione dello stato di diritto. La fiducia di un’intera comunità nei confronti del potere centrale è stata sfregiata per sempre.
E’ possibile affermare che valga la pena pagare un prezzo così alto per un’opera del genere?
Una parte di chi sostiene il TAV (è il caso del centro-destra) lo fa perché chiaramente legata a interessi speculativi e per protegge gli introiti di quelle poche imprese, spesso con accertati legami mafiosi, addette alla realizzazione della linea ferroviaria. Ma mi auguro non sia questo il caso di quei rappresentanti del Partito Democratico apertamente SI’ TAV: purtroppo (a parte significative eccezioni) il PD è andato troppo oltre nel sostegno “a priori” di questa vergogna, e in molti, pur senza essere realmente convinti della bontà del progetto, ritengono che ormai un’inversione di marcia sarebbe ridicola. Hanno torto. Se credono che in questa vicenda si parli solo di un treno si sbagliano: le concrete e ripetute violazioni della Costituzione fanno sì che ci siano in gioco le fondamenta della nostra Repubblica. Inoltre questa lotta ha progressivamente assunto un alto valore simbolico: contro lo spreco di risorse e la devastazione ambientale e sociale, in favore di un modello di sviluppo più razionale e sostenibile.
La gravissima carenza di risorse economiche che affligge perennemente il Paese dovrebbe suscitare quantomeno un senso di vergogna in chi le spreca in questo modo e ispirare una gestione più oculata delle finanze pubbliche. I governi di centro-destra prima e quelli delle larghe intese poi scelgono di buttare miliardi per grandi opere inutili e spese militari in una fase in cui si continuano a perpetrare tagli all’istruzione, alla ricerca, alla sanità e mentre mancano fondi per la messa in sicurezza del territorio, sostegno alle imprese, nuovi asili nido, serie politiche industriali, una forma di reddito minimo garantito o semplicemente per investimenti nella martoriata rete ferroviaria italiana (che subisce tagli continui alle risorse, alle tratte, al numero di treni, alla qualità del servizio).
Cupi scenari si profilano all’orizzonte di un Paese che sceglie di imboccare una strada così ingiusta e autoritaria. Non è facile essere ottimisti di fronte alla più totale chiusura del governo intorno a questa vicenda. Ma sia chiaro che, senza un radicale cambiamento, sempre più italiani sceglieranno di alzare la testa insieme a noi e di non accettare questo degrado apparentemente senza fine. Non ci arrenderemo fino all’annullamento del progetto della linea TAV Torino-Lione. Ed è sicuro che la comunità NO TAV continuerà a ripetere: a sarà düra!
Davide Tazzi


giovedì 4 aprile 2013

BRUGHERIO: SI RIPARTE!



Finalmente Brugherio ha l’occasione per ripartire!

Finalmente ha l’opportunità di voltare pagina, dopo i tre litigiosi anni di malgoverno Lega-PdL e di interessi di parte, conditi di avvisi di garanzia e indagini della magistratura, che hanno costretto la città a subire, per la prima volta nei suoi 150 anni di storia, la vergogna del commissariamento.

Quattro anni che hanno prodotto le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: una struttura comunale indebolita e depotenziata, la scuola media superiore ferma alla prima pietra, il centro sportivo e la piscina comunale chiusi, l’aumento dell’IMU, i parchi abbandonati nel dimenticatoio, nessuna politica ambientale, un PGT che continua a consumare suolo e che è stato approvato senza confronto e ascolto delle istanze dei cittadini.
Ma la conseguenza più grave è l’aver ancor più allontanato le persone dalle istituzioni, soprattutto da quelle che dovrebbero essere più vicine ai loro bisogni, e a maggior ragione in questi anni in cui la crisi fa sentire i suoi morsi anche a Brugherio.

Questa pessima parentesi sta finalmente per concludersi perché il 26 e il 27 maggio si terranno le elezioni comunali  e potremo scegliere a chi affidare il buon governo della città.

SEL ha scelto da che parte stare e con chi stare.

SEL ha scelto di stare dalla parte dei cittadini e del bene comune; ha scelto di contribuire a dare a Brugherio il buon governo che merita; ha scelto di condividere idee e progetti con le persone che hanno voluto e vogliono suggerirgliele; ha scelto di partecipare, insieme al PD e alla lista Brugherio è Tua, alla costruzione di un programma serio che dia risposte concrete ai bisogni della città; ha scelto di stare dalla parte della difesa del suolo, dei parchi e dei beni comuni; dalla parte del lavoro, della scuola e della cultura; ha scelto di stare dalla parte della legalità e della trasparenza, della qualità della vita e dello star bene insieme.

SEL ha scelto di stare con Marco Troiano, il candidato sindaco che meglio rappresenta l’occasione per ripartire, per la città e con i cittadini.

martedì 19 marzo 2013

BENVENUTA SINISTRA. IN PARLAMENTO


Nel suo primo giorno di vita parlamentare, il 15 marzo SEL ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e ha presentato  8 proposte di legge e una mozione, frutto del lavoro di questi anni e di scelte condivise con altri soggetti e associazioni.
Con i 45 parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, tante istanze ora possono trovare voce nel luogo per eccellenza della nostra democrazia: il Parlamento.

1 Proposta di legge contro la corruzione 
per la modifica art.416 ter codice penale (voto di scambio)
2 Proposta di legge per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco
3 Proposta di legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani
4 Proposta di legge
per la tutela della bellezza e la salvaguardia  del paesaggio
5 Proposta di legge per l'introduzione del reddito minimo garantito
6 Proposta di legge per l'acqua pubblica e la ripubblicizzazione del servizio idrico
7 Proposta di legge per i matrimoni gay
8 Proposta di legge sull’agricoltura sociale
9 Mozione per l'abrogazione del programma F35

La scelta del gruppo è stata quella di cominciare subito a dare corso agli impegni presi in campagna elettorale. Abbiamo cominciato da proposte che parlano del profilo politico di Sel e che, avendo alle spalle un lavoro di mesi(o di anni), erano già tradotte in testi normativi.
Nelle prossime settimane verrà messo a punto un pacchetto di proposte di legge sul lavoro.

sabato 9 marzo 2013

PARCO DELLA MEDIA VALLE DEL LAMBRO: VERSO UN PARCO METROPOLITANO

Il Parco della Media Valle del Lambro (PMVL) si estende lungo il corso del fiume Lambro, tra i comuni di Brugherio, Cologno Monzese e Sesto San Giovanni e costituisce una formidabile “cerniera” di un sistema verde di scala metropolitana. Si tratta di un progetto nato nel lontano 1992 e  formalmente istituito nel 2002,  che riguarda un territorio complesso, sfruttato e modificato da una storia industriale invasiva (per circa 60 ettari è formato da ex cave di estrazione e colline di scorie di fonderia), a cui si sommano le tipiche problematicità delle aree urbane congestionate.

Buona parte del corridoio fluviale compreso tra Monza e San Donato Milanese è caratterizzato dalla presenza di zone urbane e industriali, che ne alterano le funzioni ecologiche. Nello stesso tempo, il quadro ambientale appare già parzialmente recuperato dalla creazione di zone a parco e progetti di naturalizzazione, ma anche dalla presenza di numerosi ambiti abbandonati spontaneamente rinaturalizzati.Riconnettere i vari pezzi del mosaico è il passo per ristabilire la continuità del paesaggio.

Il 21 novembre 2012 è stato compiuto un fondamentale passo in questa direzione: è stato infatti pubblicato il PGT di Milano che prevede un ampliamento del PMVL che raddoppia la sua superficie collegandolo a sud al parco Adriano, al parco Lambro e al parco Maserati fino a raggiungere il parco Agricolo Sud Milano in corrispondenza dell’Idroscalo e del parco Forlanini.

Il 13 gennaio 2013, poi, il Comune di Monza ha dato avvio all’adesione al PMVL. L’ampliamento monzese va ben oltre le aspettative: riguarda un territorio di circa 80 ettari (mq 800.000) che comprende l’area della Cascinazza e i territori vicini al fiume fino al canale Villoresi, a ridosso del centro storico di Monza.      Il 21 gennaio 2013 anche Milano ha chiesto ufficialmente di aderire al PLIS.

Con la decisione dei comuni di Milano e Monza di aderire, insieme ai comuni già convenzionati di Brugherio, Sesto e Cologno al parco della Media Valle del Lambro, si chiude positivamente un percorso durato molti anni.                        Così il PVLM potrà diventare un parco metropolitano di circa 7 milioni di metri quadri. 

Con questo ampliamento si completa un disegno strategico di perimetrazione di un sistema verde lungo circa 11 km, di importanza fluviale e metropolitana, a cerniera tra i 5 comuni di Milano, Monza, Sesto, Cologno e Brugherio e 2 parchi regionali (Parco Valle Lambro e Parco Agricolo Sud).

La prossima tappa, speriamo in tempi stretti, sarà l’approvazione di un protocollo d’intesa da parte dei Consigli comunali delle amministrazioni coinvolte.

Sinistra Ecologia Libertà di Brugherio ha sempre sostenuto l’importanza di questo ampliamento e con i suoi consiglieri di Milano e Monza si attiverà perché questo risultato giunga a compimento.

Ci siamo sempre battuti per la creazione di questo parco che riveste una grande importanza strategica nella politica di conservazione e riqualificazione del territorio e  che permette la tutela di vaste aree a vocazione agricola e  il recupero di aree degradate urbane.

Riteniamo che questo debba essere uno degli impegni  prioritari  anche della prossima amministrazione comunale di Brugherio.

mercoledì 10 ottobre 2012

IDEE, PERCORSI, PROGETTI E PROGRAMMI PER UN’ALTRA BRUGHERIO



La conclusione anticipata del malgoverno di  centrodestra e il commissariamento della città fino alle elezioni nella primavera del 2013, rappresentano certamente una parentesi negativa nella storia amministrativa della nostra città, ma allo stesso tempo possono diventare un’importante occasione per cominciare a ridare nuova vita a Brugherio.

Per questo è sempre più urgente dare da subito segnali di speranza alla città, costruendo un programma e una coalizione che sappiano riavvicinare i cittadini alla buona politica e chiudano definitivamente la pessima esperienza di malgoverno che Lega e PdL hanno fatto vivere a Brugherio, con la loro “maggioranza” litigiosa, incapace di governare, legata ad interessi più particolari che generali.
Ma è anche necessario voltare pagina, chiudendo con un presente (il commissariamento ) che  ha fatto del decisionismo senza confronto o partecipazione  il suo modo di governare e ha fatto calare su questa città un silenzio assordante.

Brugherio, abbandonata a se stessa per più di  tre anni, oggi più che mai ha bisogno di essere ascoltata per poter essere rimessa in piedi.

Occorre perciò costruire una rete di partecipazione e di coinvolgimento attivi, rompendo la frattura tra i partiti, l’associazionismo e i singoli cittadini, e mettendo in circolo idee, percorsi, progetti per un programma condiviso per un’altra Brugherio.

Per questo Sinistra Ecologia Libertà, insieme alle forze di centrosinistra disponibili, intende iniziare un percorso condiviso e partecipato di costruzione  del programma e dei progetti per Brugherio, capace di dare vita a una coalizione che sappia proporsi per il buon governo della città. In questo senso le primarie di coalizione possono rappresentare un passaggio non secondario di questo percorso.

5 sono i punti principali su cui la prossima alleanza di governo del centrosinistra dovrà trovare sintesi:
- Piano del governo del territorio (consumo di suolo,  mobilità, parchi,
        agricoltura)
- Scuola pubblica e Cultura
- Diritti civili
- Beni Comuni
- Welfare e lavoro

Sel, infatti, crede che  prima delle alleanze venga la condivisione di un percorso che permetta un confronto aperto e sincero sui programmi con tutti i soggetti politici o sociali che vogliono lavorare alla costruzione di un centrosinistra all’altezza dei difficile compito di governo della città, in un momento certamente non semplice per gli Enti Locali, ma che ancora oggi rappresentano le istituzioni più vicine ai bisogni delle persone.

Per questo Sel si sta impegnando perché finalmente si faccia strada la buona politica: una politica che sappia pensare e praticare se stessa dentro i bisogni reali dei cittadini e sappia farsi carico di un nuovo progetto di città, puntando su un reale cambiamento di rotta.

Alle forze del centrosinistra e ai cittadini che vogliono tornare a essere protagonisti del cambiamento, chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città. 

domenica 30 settembre 2012

PGT: OCCORRE UN’INVERSIONE DI ROTTA


Venerdì 27 settembre Sinistra Ecologia Libertà di Brugherio ha presentato in Comune le Osservazioni al PGT adottato, sulla base di quello predisposto dalla Giunta Ronchi, dal Commissario straordinario a fine luglio.
Nonostante il periodo riservato alla presentazione delle osservazioni sia coinciso, come già durante l’Amministrazione Ronchi, con i mesi estivi, limitando pesantemente le occasioni di informazione, confronto e partecipazione dei cittadini, abbiamo ritenuto opportuno proporre all’attenzione del Commissario il nostro punto di vista.
Pur consapevoli che, per qualificare la città come ambiente vivibile e ospitale, sarebbe necessaria una esplicita inversione di rotta rispetto al PGT adottato, abbiamo presentato 7 osservazioni, che sono il frutto di un lavoro di approfondimento e condivisione con il PD e la Lista Chirico.
Attraverso le nostre osservazioni abbiamo cercato di modificare alcuni degli aspetti più negativi del PGT.
Riassumendo, abbiamo chiesto di:
-   ridurre le previsioni di aumento demografico
-   eliminare nuove aree edificabili per evitare nuovo consumo di suolo
-        inserire una seria politica per la casa, aumentando al 40% la quota destinata alle abitazioni economiche
La nostra valutazione negativa del PGT adottato si basa su una serie di presupposti:
-  Brugherio si trova all’interno di un’area metropolitana tra le più urbanizzate e cementificate d’Europa e dove le azioni di tutela ambientale e di contrasto al continuo consumo di suolo non sono più rinviabili
-   un orizzonte di sostenibilità sociale e ambientale dello sviluppo urbano deve necessariamente andare in parallelo con il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini
-      l’approvazione del PGT avviene a distanza di soli sei anni dall’entrata in vigore del vigente Piano Regolatore Generale, che deve essere ancora in gran parte attuato rispetto alle sue previsioni e potenzialità
-        il generale contesto socio-economico di “recessione”, che colpisce anche Brugherio, si traduce in un deciso rallentamento della domanda di acquisto di case e di nuovi insediamenti produttivi.
Siamo perciò convinti che sia necessaria una nuova pianificazione che dia risposte ai mutamenti già in corso nella città per prendere sul serio e in forma responsabile la pesante crisi in corso.
Il PGT dovrebbe essere l’occasione per un diverso modello di crescita urbana, che ne rafforzi il profilo ambientale e sociale e faccia definitivamente tramontare l’idea che lo sviluppo urbano coincida con la crescita edilizia.


martedì 29 maggio 2012

2 GIUGNO. NO ALLA PARATA


Ci associamo a Nichi Vendola e a quanti richiedono l'annullamento della parata militare del 2 giugno, che ci pare inopportuna in un momento così tragico per il nostro Paese. Ci sono altri modi per festeggiare la Repubblica Italiana.
Il 2 giugno 1946 è stato il giorno in cui gli italiani hanno scelto la repubblica, il giorno in cui hanno scelto di non lasciare nessuno indietro e costruire un paese migliore.
Oggi, 66 anni dopo, diventa sempre più urgente e necessario un piano di messa in sicurezza delle case, delle scuole, delle fabbriche e degli ospedali nelle zone sismiche investendo in manutenzione, riparazione e rafforzamento. Non servono case nuove, ne abbiamo oltre due milioni non abitate. 
Serve la cura del territorio e la messa in sicurezza del patrimonio esistente. 
Serve una cultura di amore e rispetto per la terra.
Chiediamo che i fondi per la parata militare siano destinati ai terremotati dell'Emilia. 
E chiediamo anche che sia annullata la spesa per l'acquisto degli F35. 
Contro i terremoti gli aerei da guerra non servono, serve invece un piano straordinario di manutenzione del nostro territorio.

lunedì 28 maggio 2012

ASSEMBLEA NAZIONALE SEL: VERSO GLI STATI GENERALI DEL FUTURO

 

Si è svolta domenica 27 maggio 2012, a Roma l’ Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.
Il “parlamentino” di Sel, eletto al congresso nazionale di Firenze,   ha discusso della situazione politica dopo il voto delle elezioni amministrative, delle conseguenze economiche e sociali della crisi, del governo del Paese e della nuova stagione che si apre  per il centrosinistra e per  il cambiamento.

Un documento che indica e conferma una prospettiva (di governo), senza nessuna concessione al minoritarismo e al governismo, aggiornandola alla fase del governo Monti e ai risultati delle amministrative; la àncora a contenuti programmatici; definisce due campagne di massa che possono sostenere la prospettiva e il programma; apre alla società fuori da ogni soggettivismo autoreferenziale; traguarda quel momento di sintesi che devono essere gli stati generali del futuro.

Un documento attraverso il quale Sinistra Ecologia Libertà si impegna a promuovere da subito due grandi campagne di massa: raccogliere un milione di firme per sostenere la proposta di legge di legge di iniziativa popolare per istituire il reddito minimo garantito e una campagna per un piano straordinario di messa in sicurezza del territorio.

Per quanto riguarda la campagna sul reddito minimo garantito  – prosegue il documento  conclusivo– si tratta di partire subito con la nostra proposta in Italia e poi sostenere anche quella che partirà da settembre in tutta Europa (con l’Iniziativa dei Cittadini Europei, prevista dal trattato di Lisbona, che consente di raccogliere un milione di firme in tutta l’Unione per inviare una proposta di iniziativa popolare alla Commissione), ma anche di qualificarne i contenuti. Questa proposta supera la contrapposizione tra lavoro e reddito e riconosce ad entrambi il compito di sconfiggere l’esclusione sociale. Civiltà  del lavoro e reddito minimo garantito sono le facce della moderna cittadinanza europea. Per noi, infatti, l’occasione della campagna sul reddito minimo garantito è anche e soprattutto l’occasione di ripensare il sistema del welfare, estendendolo e rendendolo più  universale, capace anche di incidere sulla relazione tra i generi mettendo in discussione il paradigma patriarcale.

Quanto alla campagna per la messa in sicurezza del territorio, essa si inscrive nell’ambito di una critica serrata al dogma della crescita come via d’uscita dalla crisi: gli investimenti devono essere tutti legati ad un processo di conversione ecologica, senza il quale la stessa crescita diventerebbe solo distruzione di futuro.
Mettere in sicurezza il territorio  significa mettere in relazione l’intervento pubblico con la sua qualità ecologica, far crescere l’occupazione ma anche proteggere il bene comune non rinnovabile che e’ la nostra Terra.

domenica 29 aprile 2012

CONTRATTO DI FIUME PER IL LAMBRO SETTENTRIONALE

                       Finalmente qualcosa di positivo che speriamo non rimanga solo nelle intenzioni: la firma per il Contratto per il fiume Lambro settentrionale.
A due anni di distanza dal disastro ambientale della Lombarda Petroli, provocato dallo sversamento di migliaia di tonnellate di idrocarburi nelle acque del fiume, il 20 marzo 2012 la Regione Lombardia ha sottoscritto un patto di riqualificazione delle acque del fiume con i rappresentanti di 83 Enti e Associazioni (tra cui il comune di Brugherio e il Plis della Media valle del Lambro), a garanzia di una copertura quasi continuativa del territorio attraversato dal corso d’acqua.
I Contratti di fiume sono strumenti innovativi in grado coinvolgere tutti gli attori locali, privati e pubblici, parchi inclusi, col fine di riqualificare il corso del fiume e i territori circostanti. Si basano sulla  programmazione negoziata, cioè sulla partecipazione alle decisioni e sul consenso di tutti gli enti coinvolti e interessati allo sviluppo durevole dei bacini fluviali.
Un patto da 156 milioni di euro, di cui 82,5 già disponibili, per arrivare a un miglioramento immediato della qualità delle acque del fiume Lambro.
Un intervento che interessa una superficie di 2.630 kmq, pari all’11% di quella regionale, e una zona abitata da 4.272.946 di persone, il 44% del totale lombardo, e che dovrà anche favorire una rapida riqualificazione paesistico-ambientale e l’incremento della sicurezza idraulica.
Il contratto per il fiume Lambro non si limita al solo miglioramento della qualità delle acque, ma anche a tutto quello che ci sta attorno; e in questa direzione, i Parchi possono essere un vero e proprio punto di riferimento, una cornice attorno alla quale gli Enti locali e tutti gli attori coinvolti possono muoversi.
Per affrontare i problemi del Lambro, fiume di grandissima importanza, ci vuole una partecipazione ampia e quindi è necessario pensare a un nuovo modo di gestire gli interventi. Da qui, dunque, un’iniziativa unica, che ha pochi precedenti in Italia e che ci auguriamo possa diventare uno strumento reale di pianificazione e di impegno condivisi per risolvere le problematiche del bacino del Lambro.
 Soggetti sottoscrittori:
  • 54 Comuni
  • 5 Province (Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza e Brianza)
  • Comunità Montana Triangolo Lariano
  • Autorità di Bacino del Fiume Po
  • Agenzia Interregionale per il Po (AIPO)
  • ARPA Lombardia, ERSAF
  • 4 Enti Parco (2 regionali e 2 PLIS)
  • 13 Associazioni regionali e locali
  • Istituto Mario Negri, IRSA CNR, Fondazione Lombardia per l'Ambiente

sabato 24 marzo 2012

PIANO ENERGETICO EUROPEO: NUOVE PROSPETTIVE E RESPONSABILITà LOCALI

 Prosegue il ciclo di incontri organizzati dal Circolo Sel di Brugherio nell’ambito del programma 
"SELf - Sinistra Ecologia Libertà - Informazione" , 
iniziato a gennaio con l’iniziativa su acqua e beni comuni.


Martedì 27 marzo alle ore 21 
presso il Salone E.Berlinguer alla Casa del Popolo in via Cavour 1,
seconda serata di formazione e informazione aperta a tutti i cittadini interessati, sul tema 
“Nuove prospettive e responsabilità locali 
legate al Piano Energetico europeo”.

mercoledì 14 dicembre 2011

FINALMENTE ANCHE A BRUGHERIO UNA CASA DELL'ACQUA

Finalmente! Sabato 17 anche la città di Brugherio avrà la sua prima, e speriamo non ultima, casa dell’acqua realizzata dal Consorzio Acqua Potabile e dal Comune di Brugherio in via XXV Aprile.


E’ passato più di un anno da quando il circolo di Sinistra Ecologia Libertà aveva avanzato questa richiesta, accolta positivamente dall’amministrazione comunale, che però continuava a rimandarne la realizzazione, forse perché perennemente impegnata a tenere in piedi una maggioranza che faceva e fa… acqua da tutte le parti.

Questa è sicuramente una bella notizia per i cittadini brugheresi che si sono mobilitati, prima attraverso la raccolta di firme e poi con il forte contributo al successo del referendum contro la privatizzazione dell’acqua pubblica.

Sel non ha abbandonato la campagna in difesa dell’acqua ed è costantemente impegnata a opporsi a tutti quei tentativi, presenti anche in Brianza, di vanificare il risultato referendario e a sensibilizzare le persone sull’utilizzo dell’acqua del rubinetto: una risorsa preziosa, economica e sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie. Un’acqua che rispetta l’ambiente, non produce rifiuti plastici ed è a ‘chilometro zero’, non viaggia per centinaia di chilometri su inquinanti camion, evita il consumo di combustibili fossili, l’emissione di CO2 e di polveri sottili.

Per questo già da due anni all’interno della festa che Sel organizza a Brugherio si utilizza l’acqua dell’acquedotto e non più quella in bottiglia.

Per questo ribadiamo l’importanza di dare avvio a cicli formativi e informativi nelle scuole e nella città che diffondano le conoscenze sul ciclo dell’acqua, i cicli naturali, la tutela del suolo.

Infine Sel chiede all’amministrazione comunale di implementare la presenza delle case dell’acqua, per esempio a San Damiano, e di installare erogatori d’acqua nelle strutture pubbliche come le scuole, la biblioteca o il Comune.

martedì 8 novembre 2011

ANCORA FANGO

Ancora fango, ancora morti, ancora famiglie e vite distrutte. Ormai i media televisivi ci abituano a vivere le dimensioni dei drammi in modo sempre più ravvicinato. Abbiamo nelle orecchie le urla disperate delle persone che chiedevano aiuto; abbiamo, scolpite negli occhi le immagini di quel fiume di acqua melmosa che trascina con sé cose e persone.

Intanto l’allerta maltempo continua. Notizie sconfortanti si susseguono, coinvolgendo tutto il nostro territorio nazionale. Allarme Piemonte, allarme Centro Italia e poi Sud. Le soluzioni sono sempre e solo emergenziali.

Nel momento dell’emergenza, evidentemente, si fa quel che si può: la Protezione civile fa quel che può, i volontari rischiano la propria vita e fanno quello che possono, e quando il dramma produce povere innocenti vittime c’è l’ennesimo funerale, con la partecipazione commossa delle autorità. Un rituale troppe volte visto che, purtroppo, considerata la frequenza di avvenimenti di segno simile, sarà sostituito, presto, dalla scena successiva dei tanti dolori, delle tante rabbie, dei troppi omertosi silenzi.

In provincia di Messina si è costruito sulle falde acquifere così in Cilento, così in tutta l’Italia.
Preoccupanti statistiche rilevano che il 98% dei Comuni è a rischio idrogeologico, più o meno grave.
A Genova ci dicono che il torrente Fereggiano è circondato dalle frane e quindi se questo piccolo ruscello si gonfia d’acqua esplode, che i progetti per fare defluire le acque anche per gli altri torrenti sono fermi da anni, che ci sono cantieri aperti ed opere mai realizzate. Un progetto definitivo per la costruzione di un canale che avrebbe consentito di far defluire le acque è fermo al Consiglio Superiore dei lavori pubblici.

E qui ritorniamo al tema vero: la cronica inadeguatezza di fondi per la salvaguardia del territorio da un lato e la cementificazione selvaggia da un altro. In due anni l’Italia segna un bollettino di guerra inaccettabile; una settantina di vite umane e ben otto regioni colpite da disastri idrogeologici.

Sicuramente, gli investimenti economici per la messa in sicurezza del territorio non danno visibilità, la prevenzione non dà medaglie, anzi scontenta chi, nel legame insano tra politica ed interessi, privilegia la facile ricchezza delle speculazioni edilizie,del cambiamento di destinazione degli immobili, degli abusi mai controllati.

Per non parlare di tutti quei, tanti, troppi condoni che negli anni sono stati facilmente concessi per fare cassa, con la drammatica conseguenza di ridurre intere zone, che insistono su aree oggettivamente inedificabili, a situazioni di alta vulnerabilità e al rischio, sempre meno remoto, di crollare.
Da ultimo, non va sottaciuto lo scarso interesse per le politiche ambientali di questo governo, che da quattro anni prosciuga sempre più le risorse del Ministero delle politiche ambientali.

L’ambiente non deve essere violentato, il vaso è colmo e tutti, dalle istituzioni ai cittadini, devono assumersi le proprie responsabilità, non favorendo le logiche delle speculazioni edilizie, perché l’abuso del territorio, prima o poi, fa pagare i prezzi altissimi a tutti, e una politica che manda segnali di condoni edilizi contribuisce irresponsabilmente a distruggere questo nostro straordinario Paese, costretto ogni volta a risollevarsi da disastri e da tragedie di cui è troppo spesso incolpevole.

domenica 19 dicembre 2010

UNA CASA DELL'ACQUA ANCHE A BRUGHERIO

Apprendiamo con piacere che l'Amministrazione Comunale ha fatto propria una delle proposte di Sinistra Ecologia Libertà in difesa dell'acqua pubblica e intende realizzare, tramite Amiacque, una Casa dell'acqua nella prossima primavera.
Si tratta di una delle iniziative che il circolo brugherese ha sostenuto attraverso una campagna di sensibilizzazione nel mese di novembre, seguita alla raccolta di firme per i referendum contro la privatizzazione dell'acqua.
Ci auguriamo che, dopo gli annunci, l'Amministrazione porti a termine il progetto e prenda in considerazione anche le altre richieste di Sel per la promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto: erogatori nelle mense scolastiche e nei luoghi pubblici, un consiglio comunale aperto e cicli informativi rivolti ai cittadini.

domenica 5 dicembre 2010

SULLA DECATHLON SE LA CANTANO E SE LA SUONANO

Hanno imparato una litania e la ripetono ad ogni piè sospinto: “la Decathlon è un’occasione per la città".
Ma non valutano e non comunicano dati sull’impatto ambientale e viabilistico che questo centro commerciale avrà sulla città, non dicono che il "Parco della Forma"realizzato su un'area del Plis Est delle Cave è funzionale agli interessi commerciali della Decathlon, non raccontano che proseguono nel loro folle progetto nonostante la multinazionale francese abbia respinto le richieste da loro stessi avanzate come "vincolanti", nonostante il no della Provincia e il forte scetticismo della Regione Lombardia.

Insistono nel raccontare la favola della bella addormentata nel bosco, ma qui di addormentato c’è solo l’assessore Imperato che, durante la serata del 24 novembre organizzata da Legambiente, anziché ascoltare gli interventi del Politecnico, del presidente di Legambiente, del Sindaco di Cernusco e dell’assessore all’urbanistica della Provincia (il pidiellino Brambilla), ha preferito sognare campi da gioco, spogliatoi, parcheggi e cavalli al galoppo.
Stia più attento assessore Imperato: Cernusco non ha inserito 700.000 metri quadrati del suo territorio nel Plis Est delle Cave, secondo quanto da Lei dichiarato a Noi Brugherio, ma 3 milioni!
Bastava ascoltare!
All’assessore, poi, devono aver fatto il “bigino” sul progetto Decathlon quando in fretta e furia ha dovuto sostituire il suo predecessore, silurato dal Sindaco Ronchi.
Imperato infatti sostiene che “non è un centro commerciale, ma un grande negozio monomarca”.
Ma, assessore, le carte parlano di “area commerciale comprensiva di aree per la ristorazione e galleria con negozi specialistici”. Lo capiscono anche i bambini che si tratta di un centro commerciale.
Bastava leggere!

martedì 30 novembre 2010

ANCHE ALLA REGIONE LOMBARDIA NON PIACE LA DECATHLON

Chissà chi dovrà ancora esprimere il suo dissenso al centro commerciale Decathlon nel Parco Est delle Cave, per far desistere il sindaco Ronchi da quella che è ormai una evidente ossessione?

Dopo il no del suo stesso partito e quello del vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza, arriva infatti anche il no della Regione Lombardia per bocca dell’assessore all’urbanistica Belotti.
Ronchi andrà avanti a oltranza nella sua personalissima e ormai solitaria campagna per il centro commerciale Decathlon?