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giovedì 28 novembre 2013

MOLTO PIU’ DI UN TRENO. di Davide Tazzi

Quanta rabbia provo nell’assistere impotente all’ultima e apparentemente definitiva intensa tra Letta e Hollande sul progetto della linea Torino-Lione (20/11/13). Ciò avviene dopo le ripetute dichiarazioni di scetticismo e perplessità della Francia riguardo ai benefici che dovrebbe portare questa ferrovia ad alta velocità, dopo che da più parti a Parigi si è parlato di irrealizzabilità e di insostenibilità dei costi di questa grande opera, dopo che una commissione parlamentare francese (Mobilitè 21) incaricata di approfondire il tema ha sostenuto che non è fattibile un inizio dei lavori prima del 2030. Hollande ancora una volta delude e sacrifica il buonsenso in onore degli accordi con l’alleato d’oltralpe Enrico Letta, il quale non intende ritornarne sui propri passi e annullare la realizzazione di un progetto a cui ha legato la sua credibilità e destino politico. Nella dichiarazione a fine del vertice Italia-Francia i due Primi Ministri, oltre a limitarsi sostanzialmente a mendicare finanziamenti europei, hanno la faccia tosta di affermare il “carattere prioritario” di questa opera.
Eppure non accade mai che questi personaggi favorevoli al TAV ci spieghino perché ritengono che sia un’opera così fondamentale. Il più chiaro è stato il vicepresidente Alfano, che qualche giorno fa ha detto sinceramente: nessuno potrà fermare un'opera che è stata decisa da uno Stato sovrano. Questa frase esplicita tutta l’arroganza e la visione di fondo completamente anti-democratica tipica di gran parte della nostra classe dirigente, Angelino a quanto pare dimentica che la sovranità appartiene al Popolo (art. 1 della Costituzione). D’altra parte la genesi del TAV è stata fin dall’inizio verticistica, imposta dall’alto, senza la minima reale consultazione dei cittadini, impegnati da oltre vent’anni a combattere quello che rappresenta non solo un disastro economico e ambientale ma anche uno sfregio della nostra Democrazia. Studiosi, esperti e tecnici si sono già ripetutamente espressi: la linea TAV Torino-Lione è un progetto anti-economico, troppo costoso, non necessario, per questo l’unica motivazione credibile a suo sostegno è la possibilità di pochi di realizzare ingenti profitti a danno della collettività.
Il TAV è un’opera assurda in quanto superflua e superata, perché progettata tempo fa con dati e finalità oggettivamente sbagliate. L’attuale linea ferroviaria del Fréjus non è assolutamente satura (e può eventualmente essere potenziata con costi molto minori), mentre le ottimistiche previsioni di un aumento esponenziale del commercio si sono rivelate completamente errate, nei fatti dal 1988 è in atto una clamorosa diminuzione dei traffici (rivolti invece su altre tratte e valichi: Brennero, Tarvisio, San Gottardo). Proprio per questo, se fosse completata, la nuova linea sarebbe gravemente sottoutilizzata: si tratta un progetto economicamente fallimentare e con probabili pesanti ripercussioni sulle finanze pubbliche (il costo “stimato” si aggira sui 23 miliardi di euro). Infatti con queste motivazioni nel 2012 la Corte dei Conti francese aveva ammonito i governi di tener presente che la Torino-Lione non è economicamente sostenibile né finanziariamente redditizia, raccomandando di dare priorità all'ammodernamento delle connessioni ferroviarie già esistenti.
Il TAV è anche un’opera dannosa oltre che inutile, poiché comporta incalcolabili danni ambientali, agricoli e possibili gravi effetti sulla salute dei valsusini. Oltre al normale inquinamento provocato dall’enorme cantiere, l’accertata presenza di uranio ed amianto nelle rocce interessate dal traforo potrebbero comportare significativi rischi per la salute, nel caso i forti venti della valle disperdessero nell’ambiente i materiali tossici. Inoltre secondo lo studio del 2006 condotto dalla stessa azienda costruttrice LTF-Lyon Turin Ferroviaire la realizzazione del tunnel di base drenerebbe dalle falde sotterranee centinaia di milioni di metri cubi d’acqua con gravi dissesti idrici, comporta quindi anche un importante impatto sull’agricoltura. D’altra parte, al di fuori delle tasche dei “soliti noti”, l’economia della Valle è già in grave difficoltà: ad aggravare la crisi economica infatti è stato l’esproprio e la recinzione che ha colpito vaste zone agricole (e non) direttamente non interessate dal cantiere né previste dal progetto, ma spesso sequestrate illegalmente con il solo scopo di proteggere militarmente i lavori. Siamo di fronte ad uno Stato che non rispetta nemmeno le sue leggi.
Per maggiori dettagli consiglio la consultazione dei numerosissimi studi che hanno affrontato l’argomento (rintracciabili in rete), in particolare l’esauriente documento “150 NUOVE RAGIONI CONTRO LA TORINO LIONE” (http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragionitav2011.pdf), che illustra perfettamente le varie problematiche e smentisce, dati alla mano, tutte le menzogne che sono state dette in questi anni.
Se queste considerazioni di carattere tecnico non fossero sufficienti a far comprendere che quel progetto va bloccato subito, esiste un altro aspetto da considerare. Il danno più grave arrecato all’Italia e alla Val Susa da questa grande opera inutile è lo sfregio della democrazia e della legalità. Il TAV ha suscitato l’immediata e sostanzialmente compatta opposizione pacifica dei valsusini, che è presto dilagata in tutto il Paese, data la rilevanza economica del progetto. Né le comunità locali né l’opinione pubblica nazionale hanno potuto affrontare il problema e decidere democraticamente a riguardo. Nonostante le proteste nessuna seria trattativa è stata aperta e le questioni portate dai cosiddetti NO TAV sono state totalmente ignorate ed occultate. Vent’anni di lotte pacifiche non hanno portato nessun risultato rilevante: i governi sono rimasti sordi e lontani dal “paese reale”. Lo scatenarsi dell’esasperazione e in qualche caso della disperazione ha lentamente fatto infuocare il livello dello scontro allontanandolo dal piano politico. Siamo arrivati all’assurda situazione per cui figure istituzionali, sindaci, avvocati e migliaia di persone che credono nel valore della legalità sono state costrette a violarla per contrastare le azioni antidemocratiche di uno stato percepito come estraneo e nemico, e che agisce inoltre al di fuori delle sue stesse norme. Parallelamente alla gravità del conflitto in atto, cresceva la militarizzazione di tutta la Valle ed una repressione indiscriminata e ingiustificabile, che ci ricorda i tempi lontani in cui il regime fascista perseguitava i partigiani sul quelle stesse montagne. Queste vicende hanno permesso ai governanti degli ultimi anni di praticare un’indegna criminalizzazione del Movimento No Tav, additato come un pericoloso gruppo terrorista, formato da violenti retrogradi che osteggiano il progresso (praticamente dei moderni “luddisti”!), ma il fondo lo si è toccato negli ultimi mesi associando NO TAV e Brigate Rosse… Ovviamente nessuno nel movimento ha dato credito a queste ininterrotte ma goffe calunnie (che però potrebbero influenzare l’opinione pubblica più anestetizzata dai mass media), ma al contrario si è rafforzata la solidarietà tra attivisti, confermando che non esistono né buoni né cattivi: le azioni collettive di disobbedienza civile sono frutto dell’assenza di qualsiasi possibilità di dialettica democratica. I valligiani inoltre hanno più volte denunciato lo “stato di occupazione” in cui è ridotta la Val di Susa, violenze sommarie, ritorsioni, aggressioni, minacce. Tutta la provincia è militarizzata e in molti casi è avvenuta una sospensione dello stato di diritto. La fiducia di un’intera comunità nei confronti del potere centrale è stata sfregiata per sempre.
E’ possibile affermare che valga la pena pagare un prezzo così alto per un’opera del genere?
Una parte di chi sostiene il TAV (è il caso del centro-destra) lo fa perché chiaramente legata a interessi speculativi e per protegge gli introiti di quelle poche imprese, spesso con accertati legami mafiosi, addette alla realizzazione della linea ferroviaria. Ma mi auguro non sia questo il caso di quei rappresentanti del Partito Democratico apertamente SI’ TAV: purtroppo (a parte significative eccezioni) il PD è andato troppo oltre nel sostegno “a priori” di questa vergogna, e in molti, pur senza essere realmente convinti della bontà del progetto, ritengono che ormai un’inversione di marcia sarebbe ridicola. Hanno torto. Se credono che in questa vicenda si parli solo di un treno si sbagliano: le concrete e ripetute violazioni della Costituzione fanno sì che ci siano in gioco le fondamenta della nostra Repubblica. Inoltre questa lotta ha progressivamente assunto un alto valore simbolico: contro lo spreco di risorse e la devastazione ambientale e sociale, in favore di un modello di sviluppo più razionale e sostenibile.
La gravissima carenza di risorse economiche che affligge perennemente il Paese dovrebbe suscitare quantomeno un senso di vergogna in chi le spreca in questo modo e ispirare una gestione più oculata delle finanze pubbliche. I governi di centro-destra prima e quelli delle larghe intese poi scelgono di buttare miliardi per grandi opere inutili e spese militari in una fase in cui si continuano a perpetrare tagli all’istruzione, alla ricerca, alla sanità e mentre mancano fondi per la messa in sicurezza del territorio, sostegno alle imprese, nuovi asili nido, serie politiche industriali, una forma di reddito minimo garantito o semplicemente per investimenti nella martoriata rete ferroviaria italiana (che subisce tagli continui alle risorse, alle tratte, al numero di treni, alla qualità del servizio).
Cupi scenari si profilano all’orizzonte di un Paese che sceglie di imboccare una strada così ingiusta e autoritaria. Non è facile essere ottimisti di fronte alla più totale chiusura del governo intorno a questa vicenda. Ma sia chiaro che, senza un radicale cambiamento, sempre più italiani sceglieranno di alzare la testa insieme a noi e di non accettare questo degrado apparentemente senza fine. Non ci arrenderemo fino all’annullamento del progetto della linea TAV Torino-Lione. Ed è sicuro che la comunità NO TAV continuerà a ripetere: a sarà düra!
Davide Tazzi


lunedì 13 maggio 2013

EffettoSEL: LE CANDIDATE E I CANDIDATI DI SEL con Marco Troiano Sindaco

EffettoSEL a Brugherio è l'accento che mettiamo sul LAVORO, sui PARCHI e la DIFESA DEL SUOLO, sui DIRITTI, sui BENI COMUNI.
EffettoSEL sono anche i volti delle nostre candidate e dei nostri candidati.
Volti e storie di persone che lavorano, che si impegnano nel sociale, nella scuola, nel sindacato, nelle associazioni e nei comitati del territorio.
Volti di persone che sanno immaginare che Brugherio possa essere migliore e che per questo hanno deciso di metterci la faccia: con Marco Troiano Sindaco per far ripartire la città.
























giovedì 4 aprile 2013

BRUGHERIO: SI RIPARTE!



Finalmente Brugherio ha l’occasione per ripartire!

Finalmente ha l’opportunità di voltare pagina, dopo i tre litigiosi anni di malgoverno Lega-PdL e di interessi di parte, conditi di avvisi di garanzia e indagini della magistratura, che hanno costretto la città a subire, per la prima volta nei suoi 150 anni di storia, la vergogna del commissariamento.

Quattro anni che hanno prodotto le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: una struttura comunale indebolita e depotenziata, la scuola media superiore ferma alla prima pietra, il centro sportivo e la piscina comunale chiusi, l’aumento dell’IMU, i parchi abbandonati nel dimenticatoio, nessuna politica ambientale, un PGT che continua a consumare suolo e che è stato approvato senza confronto e ascolto delle istanze dei cittadini.
Ma la conseguenza più grave è l’aver ancor più allontanato le persone dalle istituzioni, soprattutto da quelle che dovrebbero essere più vicine ai loro bisogni, e a maggior ragione in questi anni in cui la crisi fa sentire i suoi morsi anche a Brugherio.

Questa pessima parentesi sta finalmente per concludersi perché il 26 e il 27 maggio si terranno le elezioni comunali  e potremo scegliere a chi affidare il buon governo della città.

SEL ha scelto da che parte stare e con chi stare.

SEL ha scelto di stare dalla parte dei cittadini e del bene comune; ha scelto di contribuire a dare a Brugherio il buon governo che merita; ha scelto di condividere idee e progetti con le persone che hanno voluto e vogliono suggerirgliele; ha scelto di partecipare, insieme al PD e alla lista Brugherio è Tua, alla costruzione di un programma serio che dia risposte concrete ai bisogni della città; ha scelto di stare dalla parte della difesa del suolo, dei parchi e dei beni comuni; dalla parte del lavoro, della scuola e della cultura; ha scelto di stare dalla parte della legalità e della trasparenza, della qualità della vita e dello star bene insieme.

SEL ha scelto di stare con Marco Troiano, il candidato sindaco che meglio rappresenta l’occasione per ripartire, per la città e con i cittadini.

martedì 19 marzo 2013

BENVENUTA SINISTRA. IN PARLAMENTO


Nel suo primo giorno di vita parlamentare, il 15 marzo SEL ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e ha presentato  8 proposte di legge e una mozione, frutto del lavoro di questi anni e di scelte condivise con altri soggetti e associazioni.
Con i 45 parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà, tante istanze ora possono trovare voce nel luogo per eccellenza della nostra democrazia: il Parlamento.

1 Proposta di legge contro la corruzione 
per la modifica art.416 ter codice penale (voto di scambio)
2 Proposta di legge per ripristinare la legge 188 contro le dimissioni in bianco
3 Proposta di legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani
4 Proposta di legge
per la tutela della bellezza e la salvaguardia  del paesaggio
5 Proposta di legge per l'introduzione del reddito minimo garantito
6 Proposta di legge per l'acqua pubblica e la ripubblicizzazione del servizio idrico
7 Proposta di legge per i matrimoni gay
8 Proposta di legge sull’agricoltura sociale
9 Mozione per l'abrogazione del programma F35

La scelta del gruppo è stata quella di cominciare subito a dare corso agli impegni presi in campagna elettorale. Abbiamo cominciato da proposte che parlano del profilo politico di Sel e che, avendo alle spalle un lavoro di mesi(o di anni), erano già tradotte in testi normativi.
Nelle prossime settimane verrà messo a punto un pacchetto di proposte di legge sul lavoro.

sabato 9 marzo 2013

PARCO DELLA MEDIA VALLE DEL LAMBRO: VERSO UN PARCO METROPOLITANO

Il Parco della Media Valle del Lambro (PMVL) si estende lungo il corso del fiume Lambro, tra i comuni di Brugherio, Cologno Monzese e Sesto San Giovanni e costituisce una formidabile “cerniera” di un sistema verde di scala metropolitana. Si tratta di un progetto nato nel lontano 1992 e  formalmente istituito nel 2002,  che riguarda un territorio complesso, sfruttato e modificato da una storia industriale invasiva (per circa 60 ettari è formato da ex cave di estrazione e colline di scorie di fonderia), a cui si sommano le tipiche problematicità delle aree urbane congestionate.

Buona parte del corridoio fluviale compreso tra Monza e San Donato Milanese è caratterizzato dalla presenza di zone urbane e industriali, che ne alterano le funzioni ecologiche. Nello stesso tempo, il quadro ambientale appare già parzialmente recuperato dalla creazione di zone a parco e progetti di naturalizzazione, ma anche dalla presenza di numerosi ambiti abbandonati spontaneamente rinaturalizzati.Riconnettere i vari pezzi del mosaico è il passo per ristabilire la continuità del paesaggio.

Il 21 novembre 2012 è stato compiuto un fondamentale passo in questa direzione: è stato infatti pubblicato il PGT di Milano che prevede un ampliamento del PMVL che raddoppia la sua superficie collegandolo a sud al parco Adriano, al parco Lambro e al parco Maserati fino a raggiungere il parco Agricolo Sud Milano in corrispondenza dell’Idroscalo e del parco Forlanini.

Il 13 gennaio 2013, poi, il Comune di Monza ha dato avvio all’adesione al PMVL. L’ampliamento monzese va ben oltre le aspettative: riguarda un territorio di circa 80 ettari (mq 800.000) che comprende l’area della Cascinazza e i territori vicini al fiume fino al canale Villoresi, a ridosso del centro storico di Monza.      Il 21 gennaio 2013 anche Milano ha chiesto ufficialmente di aderire al PLIS.

Con la decisione dei comuni di Milano e Monza di aderire, insieme ai comuni già convenzionati di Brugherio, Sesto e Cologno al parco della Media Valle del Lambro, si chiude positivamente un percorso durato molti anni.                        Così il PVLM potrà diventare un parco metropolitano di circa 7 milioni di metri quadri. 

Con questo ampliamento si completa un disegno strategico di perimetrazione di un sistema verde lungo circa 11 km, di importanza fluviale e metropolitana, a cerniera tra i 5 comuni di Milano, Monza, Sesto, Cologno e Brugherio e 2 parchi regionali (Parco Valle Lambro e Parco Agricolo Sud).

La prossima tappa, speriamo in tempi stretti, sarà l’approvazione di un protocollo d’intesa da parte dei Consigli comunali delle amministrazioni coinvolte.

Sinistra Ecologia Libertà di Brugherio ha sempre sostenuto l’importanza di questo ampliamento e con i suoi consiglieri di Milano e Monza si attiverà perché questo risultato giunga a compimento.

Ci siamo sempre battuti per la creazione di questo parco che riveste una grande importanza strategica nella politica di conservazione e riqualificazione del territorio e  che permette la tutela di vaste aree a vocazione agricola e  il recupero di aree degradate urbane.

Riteniamo che questo debba essere uno degli impegni  prioritari  anche della prossima amministrazione comunale di Brugherio.

mercoledì 10 ottobre 2012

IDEE, PERCORSI, PROGETTI E PROGRAMMI PER UN’ALTRA BRUGHERIO



La conclusione anticipata del malgoverno di  centrodestra e il commissariamento della città fino alle elezioni nella primavera del 2013, rappresentano certamente una parentesi negativa nella storia amministrativa della nostra città, ma allo stesso tempo possono diventare un’importante occasione per cominciare a ridare nuova vita a Brugherio.

Per questo è sempre più urgente dare da subito segnali di speranza alla città, costruendo un programma e una coalizione che sappiano riavvicinare i cittadini alla buona politica e chiudano definitivamente la pessima esperienza di malgoverno che Lega e PdL hanno fatto vivere a Brugherio, con la loro “maggioranza” litigiosa, incapace di governare, legata ad interessi più particolari che generali.
Ma è anche necessario voltare pagina, chiudendo con un presente (il commissariamento ) che  ha fatto del decisionismo senza confronto o partecipazione  il suo modo di governare e ha fatto calare su questa città un silenzio assordante.

Brugherio, abbandonata a se stessa per più di  tre anni, oggi più che mai ha bisogno di essere ascoltata per poter essere rimessa in piedi.

Occorre perciò costruire una rete di partecipazione e di coinvolgimento attivi, rompendo la frattura tra i partiti, l’associazionismo e i singoli cittadini, e mettendo in circolo idee, percorsi, progetti per un programma condiviso per un’altra Brugherio.

Per questo Sinistra Ecologia Libertà, insieme alle forze di centrosinistra disponibili, intende iniziare un percorso condiviso e partecipato di costruzione  del programma e dei progetti per Brugherio, capace di dare vita a una coalizione che sappia proporsi per il buon governo della città. In questo senso le primarie di coalizione possono rappresentare un passaggio non secondario di questo percorso.

5 sono i punti principali su cui la prossima alleanza di governo del centrosinistra dovrà trovare sintesi:
- Piano del governo del territorio (consumo di suolo,  mobilità, parchi,
        agricoltura)
- Scuola pubblica e Cultura
- Diritti civili
- Beni Comuni
- Welfare e lavoro

Sel, infatti, crede che  prima delle alleanze venga la condivisione di un percorso che permetta un confronto aperto e sincero sui programmi con tutti i soggetti politici o sociali che vogliono lavorare alla costruzione di un centrosinistra all’altezza dei difficile compito di governo della città, in un momento certamente non semplice per gli Enti Locali, ma che ancora oggi rappresentano le istituzioni più vicine ai bisogni delle persone.

Per questo Sel si sta impegnando perché finalmente si faccia strada la buona politica: una politica che sappia pensare e praticare se stessa dentro i bisogni reali dei cittadini e sappia farsi carico di un nuovo progetto di città, puntando su un reale cambiamento di rotta.

Alle forze del centrosinistra e ai cittadini che vogliono tornare a essere protagonisti del cambiamento, chiediamo di iniziare a costruire un’alternativa credibile per un’altra idea di città. 

mercoledì 1 agosto 2012

E’ TEMPO DI CAMBIARE.DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DI SEL


Oggi Nichi Vendola ha annunciato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra: “Lo faccio sulla base di una spinta larga – ha detto - che non viene solo da parte del mio partito”.
Ecco allora il documento che il coordinamento nazionale di SEL propone alla discussione e al confronto delle forze politiche del centrosinistra, ai movimenti, al mondo dell’associazionismo e dell’impegno civile, alle associazioni del mondo giovanile e studentesco, agli amministratori pubblici, a tutte a e tutti coloro che pensano, sperano, vogliono e sono disponibili a salvare e a cambiare l’Italia.

"Le cittadine ed i cittadini, europei ed italiani, sono la più grande risorsa per affrontare e sconfiggere la crisi terribile e di lungo periodo che stiamo vivendo. L’urgenza principale che ci troveremo ad affrontare nei prossimi anni sarà quella di difendere chi ha meno potere e ricchezze di fronte allo strapotere di quelli che stanno ancora guadagnando con la crisi. Diceva don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”. 

Questo è il nostro principale impegno affinché gli uomini e le donne del nostro paese possano essere i protagonisti di una stagione di cambiamento. Un cambiamento che intendiamo costruire insieme alle forze politiche democratiche e progressiste, ma soprattutto con la piena partecipazione di tutte e tutti i cittadini nelle decisioni fondamentali che saremo chiamati ad assumere.

martedì 29 maggio 2012

2 GIUGNO. NO ALLA PARATA


Ci associamo a Nichi Vendola e a quanti richiedono l'annullamento della parata militare del 2 giugno, che ci pare inopportuna in un momento così tragico per il nostro Paese. Ci sono altri modi per festeggiare la Repubblica Italiana.
Il 2 giugno 1946 è stato il giorno in cui gli italiani hanno scelto la repubblica, il giorno in cui hanno scelto di non lasciare nessuno indietro e costruire un paese migliore.
Oggi, 66 anni dopo, diventa sempre più urgente e necessario un piano di messa in sicurezza delle case, delle scuole, delle fabbriche e degli ospedali nelle zone sismiche investendo in manutenzione, riparazione e rafforzamento. Non servono case nuove, ne abbiamo oltre due milioni non abitate. 
Serve la cura del territorio e la messa in sicurezza del patrimonio esistente. 
Serve una cultura di amore e rispetto per la terra.
Chiediamo che i fondi per la parata militare siano destinati ai terremotati dell'Emilia. 
E chiediamo anche che sia annullata la spesa per l'acquisto degli F35. 
Contro i terremoti gli aerei da guerra non servono, serve invece un piano straordinario di manutenzione del nostro territorio.

sabato 24 marzo 2012

PIANO ENERGETICO EUROPEO: NUOVE PROSPETTIVE E RESPONSABILITà LOCALI

 Prosegue il ciclo di incontri organizzati dal Circolo Sel di Brugherio nell’ambito del programma 
"SELf - Sinistra Ecologia Libertà - Informazione" , 
iniziato a gennaio con l’iniziativa su acqua e beni comuni.


Martedì 27 marzo alle ore 21 
presso il Salone E.Berlinguer alla Casa del Popolo in via Cavour 1,
seconda serata di formazione e informazione aperta a tutti i cittadini interessati, sul tema 
“Nuove prospettive e responsabilità locali 
legate al Piano Energetico europeo”.

mercoledì 25 gennaio 2012

DOPO IL REFERENDUM DIFENDIAMO IL DIRITTO ALL'ACQUA PUBBLICA

Il circolo di SEL Brugherio organizza, per il 31 gennaio alle ore 21 presso il Salone E.Berlinguer alla Casa del Popolo in via Cavour 1, una serata di formazione e informazione aperta a tutti i cittadini interessati, sul tema dei beni Comuni, del ciclo idrico integrato in Brianza e dell’importanza degli enti locali nella difesa dell’acqua pubblica dopo il risultato referendario.

Non è passato un anno da quando un referendum popolare, a tutt’oggi il principale strumento di democrazia diretta che la Costituzione abbia previsto, ha sancito che l’acqua è un bene pubblico essenziale dal quale la logica del profitto deve tenere lontano i suoi avidi artigli, e già è iniziato il tentativo di annullare gli effetti positivi di questa scelta.
Dietro parole come “liberalizzazione” si nascondono tentativi di reintrodurre i privati nella gestione della rete idrica.
Per opporci a questo inquietante scenario occorre aumentare la conoscenza del sistema idrico e delle sue leggi, partendo dal nostro territorio.

Si tratta della prima di una serie di iniziative analoghe che il circolo di SeL Brugherio intende organizzare nell'ambito del programma "SELf - Sinistra Ecologia Libertà - Informazione"

venerdì 13 gennaio 2012

APPELLO "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia !"

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE !
Logo_campagna_Mauro_Forte

Il Governo Monti intende approvare un decreto sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, sconfessando l'esito dei Referendum del 12 e 13 giugno scorsi.

SOTTOSCRIVI E FAI SOTTOSCRIVERE L'APPELLO "GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!"

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein.
In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo.

L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.
 
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

martedì 8 novembre 2011

ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE PER L'ACQUA PUBBLICA

SEL aderisce alla manifestazione nazionale per l’acqua pubblica del 26 novembre a Roma.
Sinistra Ecologia Libertà ha sostenuto fin dalla sua costituzione le campagne per i beni comuni e per l’acqua promosse da una vasta rete di associazioni e comitati, al cui interno spesso militano anche aderenti, simpatizzanti, elettori di SEL.

Siamo una soggettività politica recente che eredita i valori e le elaborazioni del pacifismo, della sinistra, dell’ecologismo, del libertarismo italiani.
Da almeno un decennio molti di noi hanno contribuito alla riflessione e all’iniziativa per porre al centro la questione dei beni comuni e la considerazione dell’acqua come bene comune e diritto umano, sul piano internazionale e nazionale, sul piano culturale e istituzionale.

Abbiamo contribuito alla raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare e alle tante manifestazioni locali e nazionali del movimento. Di recente abbiamo sostenuto per intero la campagna referendaria e condiviso la straordinaria vittoria.

E oggi stiamo lanciando, l’opera pubblica più importante di cui ha bisogno l’Italia, restituire ai torrenti e ai fiumi circostanti il loro corso naturale, ristabilire le aree di esondazione, considerare i bacini idrografici l’unità di iniziativa economico-ecologica.

Ora c’è da impegnarsi per l’applicazione coerente della volontà popolare e per la difesa dell’acqua e, in generale, dei beni comuni.
Nel nostro documento di luglio che già abbiamo inviato e diffuso (”BENE COMUNE: dopo i SI, il come considerare davvero l’acqua Bene comune e Diritto Umano”) abbiamo ribadito che la nostra “barra” resta

giovedì 3 novembre 2011

RIUNIONE SEL BRUGHERIO

Martedì 8 novembre alle ore 21 presso la sede di via Cavour 1 alla Casa del Popolo, si terrà la riunione del Circolo SeL Brugherio sul seguente odg:

1. Prosecuzione del lavoro di approfondimento sui temi chiave di “Progettiamo la città”, come base di partenza per cominciare a costruire un’alternativa credibile per Brugherio

2. ipotesi dei “gruppi di lavoro e di studio aperti” su:
· L’etica della politica
· Il lavoro, la crisi, la crescita, lo sviluppo,
· La sostenibilità
· La difesa dei beni comuni
· L’energia
· La cultura e la scuola
· La non-violenza
· La partecipazione, la trasparenza, la nuova politica
· L’amministrazione, la competenza, la “cosa pubblica”, il bilancio, il Pgt

3. raccolta adesioni al corso organizzato da Sel Brianza“Conoscere il governo del territorio” che si 
    terrà ad  Arcore e sarà tenuto dall’Arch. Patricio Enriquez

4. situazione politica cittadina

5. varie ed eventuali

Come sempre le nostre riunioni sono aperte a tutti, iscritti, simpatizzanti e semplici curiosi.

lunedì 25 luglio 2011

LUNEDì 25 LUGLIO: INCONTRO CON LUCA MARTINELLI PER PARLARE DI CEMENTIFICAZIONE

"Le conseguenze del cemento" di Luca Martinelli: un libro inchiesta sui diversi attori che lungo tutta la penisola da vent’anni fanno affari col cemento a spese del territorio e della collettività, sui temi dello sfruttamento delle cave, del legame tra produzione di cemento e incenerimento di rifiuti, della cementificazione del territorio che oggi prende forma sempre più “complesse” e “innovative” (dai centri commerciali ai porti resort, passando per l'occupazione degli scali merci delle stazioni ferroviarie).


Un libro dedicato a tutte le persone che animano i comitati e al loro lavoro di "sentinelle” contro la distruzione dell’ambiente e per la tutela del paesaggio.

L’incontro sarà animato dal cantautore Francesco Magni e dagli artisti dell'associazione Commissione Cultura Alternativa di Enrico Mason che con le loro canzoni, parole e azioni creative promuovono la fantasia e l'immaginario ambientale, quotidianamente feriti dagli interventi di cementificazione del territorio

venerdì 3 giugno 2011

IL 12 e 13 GIUGNO SI VOTA SI'

Il referendum sul nucleare ci sarà. Con questa decisione la Cassazione ha evitato una grave menomazione del pronunciamento referendario. Senza la possibilità di esprimersi sulle questioni energetiche il voto del 12 e 13 giugno sarebbe stato monco. C’è infatti un filo conduttore che accomuna questi referendum che, a prima vista, sembrano così eterogenei. E’ l’attenzione al bene comune e ai diritti di tutti: concetti troppo spesso calpestati nell’era berlusconiana giunta ormai al capolinea


Per i quesiti sull’acqua l’accento va posto proprio sul termine pubblico, che non vuole dire solo proprietà delle fonti ma, appunto, come rendere disponibile un servizio gestito dalle comunità locali in modo trasparente, adeguato ai bisogni e garantito a tutti. Insomma, si tratta di salvaguardare un diritto concreto ed esigibile.

Discorso meno diretto per il quesito sul legittimo impedimento. Si deve ripristinare in Italia, il principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, una garanzia per tutti che viene messa in discussione dal fatto che un individuo, o un gruppo di persone, possa chiamarsi fuori in nome del ruolo istituzionale che ricopre. Abolire questa anomalia serve a rafforzare un diritto di tutti e a far prevalere l’interesse comune sugli interessi di pochi.

Ma è col quesito sul nucleare che si chiude il ragionamento sui diritti, anche quelli delle generazioni a venire. Perché un tema che raramente emerge rispetto alla opzione nucleare è quello della rigidità della scelta atomica che non solo ipoteca le scelte dell’oggi ma, soprattutto, quelle del domani.
A chi vuole lucrare sulla costruzione delle centrali non interessa se ai nostri discendenti lasciamo in eredità una tecnologia assai pericolosa e un pianeta avvelenato dalle scorie radioattive.

Per garantire i diritti di tutti, anche di quelli che non sono ancora nati c’è solo una scelta possibile: rallentare i consumi di energia, ovvero diventare più efficienti e più attenti alla qualità dei consumi. In questo modo possiamo guadagnare tempo prezioso per aumentare le energie dal vento e dal sole e per investire risorse sulle nuove forme di energie rinnovabili, lasciando a chi viene dopo di noi la possibilità di scegliere quale futuro vorrà realizzare.

domenica 29 maggio 2011

LA REGIONE LOMBARDIA BOCCIA DEFINITIVAMENTE LA DECATHLON

Un anno fa, il borgomastro di Brugherio, Maurizio Ronchi, dichiarava al Notiziario di propaganda dell’amministrazione che “con l’arrivo del progetto Decathlon finalmente ci siamo; dopo anni di tentennamenti e ridicoli rinvii da parte della precedente amministrazione, abbiamo rotto gli indugi e trovato la soluzione per un grande progetto”.

Progetto approvato dal C.C. il 15 luglio 2010 e poi inviato alla Regione Lombardia per l’approvazione dell’accordo di programma che, secondo le intenzioni di Ronchi, avrebbe dovuto dare il via alla costruzione del grande centro commerciale all’interno del Parco Est delle Cave, di fronte alla Cascina S.Ambrogio.

Perciò, nonostante l’assessore regionale (anch’egli leghista) avesse da sempre dichiarato la sua contrarietà al progetto, il centrodestra brugherese continuava ad apparire sicuro che le ragioni dell’amministrazione comunale venissero accolte a livello regionale.

Ma così non è stato!

Infatti il 4 di maggio la Regione ha inviato la risposta all’amministrazione comunale con la quale ha definitivamente bocciato il progetto! Risposta che il Sindaco non si è ancora degnato di comunicare alla cittadinanza, tanto che è toccato al Comitato per il Parco Est delle Cave renderla pubblica durante la conferenza stampa di ieri.

Un bel regalo per il Parco che, a due anni esatti dalla sua istituzione, può così festeggiare il suo secondo compleanno nonostante il disinteresse e il boicottaggio del “nostro” Sindaco.

La Decathlon non si farà: il progetto, nonostante l’accanimento terapeutico con cui il sindaco si ostina a tenerlo in vita, è defunto.

Qui sotto la risposta della Regione Lombardia:


domenica 10 aprile 2011

NO AL PARCO SI’ ALLA DECATHLON: A BRUGHERIO IL MONDO SI E’ CAPOVOLTO

Venerdì 8 aprile la maggioranza Pdl-Lega ha ritrovato la sua compattezza in consiglio comunale grazie alla delibera che elimina un’area di 60.000 mq. dal Parco est delle Cave, vicino alla storica cascina S.Ambrogio, per permettere la costruzione del centro commerciale Decathlon.

Viste le difficoltà in Regione, l’amministrazione comunale ha così cercato di dare un’accelerata alla pratica che trasformerà l’area verde del Parco in area commerciale, con diritto esclusivo di edificare riservato alla multinazionale francese Decathlon.

Questo intervento sempre più assume il senso di un’operazione immobiliare prima ancora che commerciale!

Questa delibera è l’ennesimo regalo ai grandi gruppi commerciali francesi che, pezzo a pezzo, si stanno mangiando, oltre che il commercio locale, anche il territorio. Un complimento alla coerenza dei Padani, forti con gli immigrati, ma deboli e balbettanti con i grandi interessi francesi!

Lo dimostra il fatto che, nonostante il secco NO della Decathlon ad alcune timide migliorie al progetto avanzate dal Sindaco, la Giunta ha comunque deciso di andare avanti e anche la pregiudiziale sul traffico è sparita.

Una sudditanza, quella della destra brugherese nei confronti della Decathlon, che risulta più che evidente nel testo stesso della delibera laddove, nonostante si riconosca che le leggi pongono “dei limiti alla realizzazione di un intervento prevalentemente commerciale all’interno di una realtà ambientale come quella del PLIS”, si ritiene “il progetto irrinunciabile per l’alto valore ambientale e sociale”(!!!). Fatta la legge, trovato l’inganno: per il Sindaco e la sua maggioranza, perché Decathlon possa costruire, basta “stralciare dal perimetro del Plis le aree interessate”. Come dire: la legge dice che non sono possibili interventi commerciali all’interno dei parchi? Non c’è problema: togliamo dal parco l’area destinata alla Decathlon e il gioco è fatto.

Quindi per i nostri leghisti, ormai berlusconizzati, per salvare il poco verde rimasto nella provincia più urbanizzata d’Italia dopo Napoli, occorre aumentare i centri commerciali. Questo è troppo!

Sì, a Brugherio il mondo si è proprio capovolto!

I problemi di traffico, l’aumento dell’inquinamento, il consumo di suolo, derivanti dalla costruzione di un centro commerciale su una delle già più trafficate arterie cittadine, miracolosamente spariscono visto che, come sostiene il capogruppo della lega,“tanto il traffico c’è già”. Anche l’ignoranza!

Sinistra Ecologia Libertà ritiene che quest’area sia strategica per la continuità del parco, e non può essere compensata con l’inserimento di aree di risulta, in gran parte già comunque vincolate per la presenza di elettrodotti.

Il centrodestra, se vuole portare avanti questa scellerata decisione, almeno sia coerente e dica le cose come stanno .
Dica che nella sua delibera ha scritto nero su bianco che “al fine di consentire l’effettiva attuazione del comparto Decathlon” è necessario ridurre il Plis Est delle Cave.
Dica che quei 60.000 mq di verde saranno rimpiazzati da 60.000mq di cemento che interromperanno la continuità del parco.
Dica che vogliono continuare a cementificare a esclusivo beneficio dei grandi interessi immobiliari, spacciandoli per interventi che aiutano l’ambiente.

La contrarietà di Sel a questa scelta è totale.
No a ulteriore consumo di suolo sulle aree agricole e sui parchi
No a un nuovo Centro commerciale
Sì alla realizzazione del plis est cave
Sì a interventi di riduzione del traffico e dell’inquinamento.

lunedì 7 marzo 2011

H2Oro-L'acqua, un diritto dell'umanità


Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara Di Marco nasce questo spettacolo di teatro-documento per sostenere il diritto all'acqua per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del "Bel Paese", per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti.
L'acqua non deve diventare "l'oro blu" del XXI secolo, dopo che il petrolio è stato "l'oro nero" del secolo XX. L'acqua deve invece essere considerata come bene comune, patrimonio dell'umanità. L'accesso all'acqua potabile è un diritto umano e sociale imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli esseri umani. Perché questo avvenga bisogna sottrarre l'acqua alla logica del mercato e ricollocarla nell'area dei beni comuni, alla cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.
Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi della privatizzazione dell'acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell'acqua, delle guerre dell'acqua e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione dell'acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della necessità di contrastare e invertire l'indirizzo di mercificazione e privatizzazione.
Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all'insegna del denaro, ma della dignità umana.

lunedì 28 febbraio 2011

Nessun docente capace ed onesto “inculca” idee negli alunni

La misura è colma da un pezzo, ma le parole che Berlusconi ha usato ieri per screditare per l’ennesima volta la scuola statale italiana hanno davvero superato il limite della decenza, se ancora ce n’è una.

Non si può tollerare che uno screditato Presidente del Consiglio dia un giudizio pesantemente offensivo verso l’Istituzione alla quale la Costituzione affida il compito di formare cittadini, competenti, critici, aperti, collaborativi.

Nella Scuola di tutti, quella statale, operano in piena libertà culturale, docenti di diversa formazione e provenienza culturale, i quali non “inculcano valori”, ma educano, istruiscono e trasmettono saperi disciplinari, con l’unico orizzonte di valori che accomuna tutti: quello contenuto nella prima parte della Costituzione italiana, dove sono definiti i Principi Fondamentali su cui si fonda la nostra Repubblica.

Nella scuola di stato, quella aperta a tutti, c’è posto per opinioni, idee e anche fedi diverse. Nella scuola pubblica i docenti migliori sono quelli che sanno accogliere le diversità, mettersi in discussione, confrontarsi collegialmente, senza nascondere le proprie idee, ma anche senza imporle come verità assolute a colleghi e alunni.

Nella scuola statale, la conoscenza è aperta a tutte le possibili scoperte.

Una buona scuola aiuta bambini e adolescenti a confrontarsi con idee e culture diverse, a trovare, attraverso lo studio e la ricerca, nuove e sempre più efficaci risposte alle domande che la complessità del mondo richiede.

Nella scuola di tutti nessun docente capace e onesto "inculca" idee agli alunni.

Solo lei, signor presidente del consiglio, benefattore di giovanissime ragazze allevate e narcotizzate dal trash e dalla pornocrazia delle sue tv, da vent'anni tenta di inculcare nei giovani che l'unico orizzonte della loro realizzazione è la partecipazione al GF.

Ed è da vent'anni che la scuola pubblica e la maggioranza delle famiglie italiane, si ostinano a trasmettere valori e principi diversi...dai suoi signor presidente.